🌳 Tordo Bottaccio (Turdus philomelos): L’Acrobata del Passo

Il Tordo Bottaccio è un turdide svernante molto comune in Italia. Arriva con i primi venti di tramontana di ottobre e resta con noi fino a marzo, concentrandosi soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud, dove trova il clima ideale e abbondanza di cibo tra macchia mediterranea, uliveti e vigneti.
🧬 Morfologia e Carattere
- Dimensioni: Lunghezza di circa 22 cm per un peso che oscilla tra i 65 e gli 80 grammi.
- Livrea: Il dorso e la coda sono di un marrone olivastro uniforme. Il petto e i fianchi sono color crema o biancastri, caratterizzati dalle tipiche picchiettature nere a forma di cuneo (o goccia), che lo distinguono dal Tordo Sassello (che ha i fianchi rossi).
- Habitat: Frequenta boschi con sottobosco ricco, siepi, vigneti e soprattutto gli uliveti, dove va alla ricerca di olive, bacche di edera, corbezzoli e piccoli invertebrati.
🎼 Il Verso: Lo “Zizzo”
Il richiamo del Bottaccio è un suono secco, metallico e brevissimo, il celebre “zic” (o zizzo), udibile soprattutto durante la notte o alle prime luci dell’alba mentre gli uccelli sono in volo migratorio. Il canto primaverile è invece una melodia complessa e flautata.
🔊 Ascolta il verso del Tordo Bottaccio:
🏹 Note Tecniche per la Caccia
La caccia al tordo è sinonimo di rapidità. È un tiro d’istinto che non lascia spazio ai ripensamenti.
- Lo Spollo: Si pratica all’alba, quando i tordi lasciano il “dormitorio” per andare in pastura. I tiri sono rapidissimi, tra le fronde, spesso a distanze minime.
- Il Rientro: Si svolge al tramonto, quando i tordi tornano verso i fitti boschi per passare la notte. Il volo è più alto e lineare, ma comunque molto veloce.
- Armi: Calibro 12, 20 o i sempre più amati piccoli calibri (28 e .410) per chi cerca la massima sportività.
- Piombo: Numerazioni fini, dal 9 al 11.
- Cartucce: Per lo spollo si usano borre in feltro o dispersanti (30-32g nel cal. 12). Per il rientro o il passo, cartucce con borra contenitore per mantenere la rosata guarnita anche sui 30 metri.
Occhio al vento e alla temperatura.
Il tordo è sensibilissimo ai cambiamenti barometrici. Con vento di tramontana e cielo terso, il passo è solitamente alto e costante. Nelle giornate di “scirocco” o con nuvole basse, i tordi volano “a terra”, radenti alle piante, rendendo il tiro più difficile ma molto emozionante. In queste condizioni, usa una cartuccia con borra in feltro: ti aiuterà a risolvere quei tiri improvvisi che spuntano tra un ulivo e l’altro.
