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Visualizza articoli per tag: cronaca

L'ha stabilito il TAR di Brescia confermando la decisione della Questura

Troppi Debiti PDA revocatoTroppi debiti accumulati da un bresciano hanno portato la Questura a negargli il porto d'armi. L'ex cacciatore bresciano ha però fatto ricorso al TAR, ma quest'ultimo ha dato piena ragione alla Questura.

Ad aggravare la posizione dell'uomo non è stata solo la la pesante situazione debitoria, ma anche le denunce ricevute per insolvenza e calunnie.
La relazione redatta dai carabinieri di Lonato avrebbe, inoltre, indicato che l'uomo non godrebbe di ottima stima e anche i membri della famiglia dell'uomo avrebbero ricevuto minacce e molestie dai creditori.
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Soprannominato il CacGyver dei bracconieri aveva abilmente camuffato l'arma

bastone fucile artigianaleImportanti i dati dell'operazione Pettirosso 2017 nelle valli bresciane che ha convogliato i carabinieri forestali, arrivati da un po' tutta Italia, a difesa delle specie migratorie in transito nella provincia. Vittima delle antiche tradizioni culinarie migliaia di uccelletti protetti, circa 1500 quelli sin ora recuperati, che alimentano un mercato di compra/vendita sul territorio che raggiunge cifre spaventose.

Fra i tanti sequestri un caso un po' atipico ed interessante si è svolto nella zona di Gussago.

Le forze dell'ordine allertate dal rumore di spari erano in perlustrane in un campo dove si trovava solo un anziano di 67 anni e nessun arma, nè un fucile, nè una pistola.

Eppure i colpi nitidi sentiti poco priva provenivano da là...
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La Spezia imbraccia il fucile e spara al culmine di una lite

Lite Cacciatore SparaL'episodio è avvenuta a Tavolara nei pressi di Sarzana a La Spezia. Non sono ancora chiare le dinamiche, ma un'ennesima lite fra Jamaal Madboui, marocchino 47ene sposato e con tre figli ed il cacciatore Daniele Rustighi 59enne di Castelnuovo è terminata con un colpo di fucile sparato dal cacciatore e che ha raggiunto all'addome Jamaal.
L'uomo è in gravissime condizioni ed è stato subito trasportato in elisoccorso al Noa di Massa.

Il Cacciatore sarebbe prontamente fuggito, ma alcuni testimoni hanno indirizzato i carabinieri verso l'abitazione dell'uomo. Rustighi ha dapprima negato, ma di fronte alle evidenze ha confessato l'accaduto.
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I furbetti del bollettino praticavano la caccia gratis

Carabinieri indaginiBen 35 le persone denunciate dai Carabinieri Forestali del centro anticrimine natura di Palermo per uso di atti falsi e truffa aggravata ai danni dello Stato e della Regione Siciliana.

Allo scopo di "risparmiare" sui versamenti, necessari per ottenere il rilascio del tesserino regionale e per svolgere le annuali attività venatorie, i furbetti del bollettino falsificavano le attestazioni dei versamenti cambiando i nomi sopra riportati.
Ottenevano, così, con un solo bollettino distinti pagamenti per imbrogliare gli addetti comunali e gli eventuali controlli.

Le indagini hanno consentito di individuare il soggetto che metteva a disposizione gli unici versamenti regolari a partire da questi venivano creati i falsi.
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Quando la foga e l'imprudenza prende il sopravvento...

Caccia TragediaQuella che doveva essere una giornata spensierata e allegra, con l'apertura generale della caccia, si è, invece, trasformata in un brutto incubo per i familiari ed amici di Maurizio Colca.
L'uomo di 51 anni è morto per un fatale incidente nelle campagne di Contessa Entellina, in località Santa Maria del Bosco(PA).

Stando alle prime ricostruzioni Maurizio Colca è stato raggiunto da un colpo fatale esploso dall'amico e compagno di caccia.
Non chiare ancora le dinamiche, l'amico cacciatore avrebbe sparato in direzione di una preda proprio in traiettoria con Colca.I soccorsi allertati immediatamente non hanno potuto far nulla se non confermare la morte del cacciatore.
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"Infame, adesso sai cosa vuol dire morire"..nulla può rimediare alle parole dette, ma come dice il proverbio tutti i nodi vengono al pettine.. enrico rizzi animalistaDopo un anno e mezzo l’animalista trapanese Enrico Rizzi, Coordinatore Nazionale Associazione Animalisti Italiani Onlus, è stato condannato.
Era il 14 novembre 2014 quando l'animalista, incurante del dolore per la famiglia, commentava duramente la morte sulla bacheca Facebook del defunto presidente del consiglio del Trentino avvenuta per disgrazia durante una battuta di caccia a causa di un arresto cardiaco.

Il semplice commento è bastato a scatenere non poche polemiche sul social, fra cui quelle dei parenti che hanno sporto denuncia.

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Quella che doveva essere una giornata di festa e divertimento si è trasformata in una immensa tragedia che lascia tutti noi cacciatori scolvolti e al tempo stesso impotenti davanti ai fatti. Non possiamo far altro che riportare la notizia ed inviare le nostre più sentite condoglianze alla famiglia della vittima.
Rolando Caimmi, di 62 anni, era in battuta con gli amici nei boschi di Romita di Pianello di Cagli (Pesaro Urbino). Proprio i suoi compagni dopo aver perso le sue tracce hanno cominciato a cercarlo invano. Alle 16 è scattato l'allarme facendo intervenire sul posto anche i vigili del fuoco. Un'ora e mezzo dopo il macrabo ritrovamento del corpo, ormai senza vita, in una pozza di sangue.
Attacco CinghialeSul posto sono intervenuti anche i carabinieri per le indagini. L'uomo riportava una profonda ferita sull'inguine causa della morte per dissanguamento.

Ancora non sono state ben definite le dinamiche, ma, dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che un cinghiale, ferito da un altro cacciatore, possa aver sorpreso Rolando Caimmi caricandolo e azzannandolo. Il cacciatore sembra aver esploso un colpo o per difendersi dall'animale o per cercare invano di allertare gli amici.

Nel frattempo la salma è stata rimossa e le autorità continueranno gli esami per escludere l'incidente di caccia e chiarire quale animale esattamente possa aver aggredito l'uomo.

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Bosco nuvolosoPasquale Runco, di Aiello Calabro è morto all'età di 68 anni. Succede a Lago (CS), non molto lontano dalla nota meta turistica Amantea, durante una battuta di caccia al cinghiale l'incauto amico spara ben due colpi intravedendo dei movimenti nella vegetazione. Peccato che invece di essere un cinghiale fosse l'amico appostato nella vegetazione e lo colpisce ad una spalla. Il tragico incidente si è svolto verso la fine della battuta, nell'intorno delle 17 di giovedì 19. La <>foga e l'incuranza nel non accertarsi del bersaglio a cui si sparava sembrerebbe aver portato ad una fatalità evitabilissima.

Nonostante il pronto arrivo dei soccorsi l'uomo non ce l'ha fatta. I rilievi del caso e le prime ricostruzioni sono arrivate dai carabinieri intervenuti dalle vicine stazioni di Lago e Aiello Calabro.
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Cacciatore rapinato

Morgano (Treviso) -  Siamo già abituati a notizie di violenza ed insulti da parte di persone, che ritenendosi migliori, sotto le effigie di "ambientalista" cercano in tutti i modi di provocare i cacciatori o i pescatori. Peccato che questa volta poteva finire davvero male. Un vero e proprio delinquente ha teso un agguato ad un cacciatore costringendolo a liberare gli uccelli da richiamo e portandogli via il fucile e le chiavi dell'auto.

Domenica scorsa nei campi di Via Cacciatori a Morgano un anziano cacciatore della zona si appresta a riporre in macchina l'attrezzatura dopo una cacciata al capanno.  Un uomo in biciclette e col volto nascosto da una sciarpa avvicina il cacciatore chiedendogli informazioni stradali, ma subito dopo bradenggia una pistola e minaccia il cacciatore affermando di essere contrario alla caccia.


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Carabinieri mentre requisiscono le gabbie con i volatili Napoli, 23 ottobre 2015 -Durante l'Operazione contro i maltrattamenti agli animali da parte dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Poggioreale, in collaborazione in collaborazione con le guardie zoofile dell'ente mediterraneo protezione animali è stato denunciato un uomo di 54 anni.

Gli agenti hanno trovato ben 133 volatili appartenenti a specie protetta tenuti in cattività. Tra essi molti cardellini catturati illegalmente e tenuti in gabbie metalliche all'interno di un box auto, con scarsa luce e aria.

I volatili erano ammassati in pochi metri quadrati e a vivere in gabbie sovraffollate. Il rinvenimento ha portato alla denuncia in stato di libertà del proprietario 54enne del box la cui identità è ignota. Adesso rischia pesanti sanzioni e l’arresto da due a otto mesi I volatili sono stati subito dopo liberati dopo il lungo periodo in cattività.
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