Solo registrandoti puoi accedere a tutti gli articoli e alle utili funzionalità riservate. Cosa aspetti? La registrazione è facile e totalmente gratuita!

Registrati - FAQ sito - Contattaci - Chi siamo

Visualizza articoli per tag: guida

Per molti non si tratta di un semplice uccello, il suo becco inconfondibile ed il suo volo sfarfallante fanno impazzire molti. Spesso la tanto “REGINA DEL BOSCO” è un cosa magica che fa sognare tutti i cacciatori. In questo articolo inizieremo a parlare di migrazione e passo due cose completamente diverse anche se molti credono sia la stessa cosa.

Le migrazioni sono spostamenti che gli animali compiono in modo regolare, periodico (stagionale), lungo rotte ben precise e ripetute, e che coprono distanze anche molto grandi, ma che, poi, sono sempre seguiti da un ritorno alle zone di partenza. La motivazione delle migrazioni è comunque semplice: le migrazioni avvengono per salvaguardare la sopravvivenza stagionale delle singole specie e singoli individui, e consentire la riproduzione e conservazione di ogni singola specie. Sono indotte da cause legate alla riproduzione (la ricerca di un luogo adatto per l'accoppiamento, per la nidificazione o per l'allevamento della prole) oppure da difficoltà di carattere ambientale che si presentano periodicamente (ad esempio il sopraggiungere della stagione fredda nelle zone temperate).

L’Italia è interessata dal passaggio di specie che dal Nord-Est Europa e soprattutto dai Balcani si dirigono verso l’Africa . Quella che interessa a noi è quella pre-invernale che va, in genere, dal 1° ottobre al 15 Dicembre. Gli uccelli del centro europa e appunto la Beccaccia utilizzano come linea di migrazione un itinerario centrale ovvero quella che passa per l'Italia dal nord sino alla Sicilia, passa per Malta e giunge sino al Nord Africa.

Solo una minima parte attraversa le alpi da nord a sud cioè quando persistono perturbazioni atlantiche con venti occidentali contrari alla direzione del volo solo allora gli uccelli penetrano nelle Alpi e attraversano le valli alpine, mentre per quelli provenienti dai Balcani c’è un vero e proprio stop. Detto questo possiamo dire che il tutto avviene ad alta quota, noi della Migrazione nemmeno ce ne accorgiamo, veri e propri fiumi di uccelli passano e noi nemmeno li vediamo. Mentre ci accorgiamo del Passo che non è altro che l’indice di migrazione e cioè del numero di individui che durante questa si fermano per alimentarsi, riposarsi e in molti casi svernare se ci sono le condizioni ottimali naturalmente. Da tenere presente che il maggior flusso di migrazione avviene con notti di cielo sereno. Quando il tempo è nuvoloso invece si avranno le migliori giornate di passo. Vi sono anche vari fattori che spiegano il perché del volo notturno per alcune specie . Fermandosi in sosta già all'alba hanno tutto il giorno per programmarsi a mangiare (reintegrare le riserve energetiche) ed alternativamente riposare. Lo sforzo di volo migratorio genera calore : la migrazione notturna consente di mantenere la giusta temperatura corporea e volare più a lungo .




E’ bene sottolineare come in merito alla migrazione non esistano studi approfonditi e che la gran parte delle informazioni di cui oggi si dispone sono relative ai dati ottenuti dall'inanellamento.

Fra le ricerche più interessanti condotte in merito agli spostamenti del volatile, quella finanziata dall’Università di Oxford chiamata “Migration and winter ecology of Eurasian Woodcock”.Da tale studio è risultato che il 90% della popolazione europea di beccacce nidifica principalmente in Russia, Bielorussia e Scandinavia, non disdegnando i Paesi Baltici.

Le migrazioni dette genericamente lunghe vedono invece le Beccacce abbandonare le aree di nidificazione per lo svernamento dirigendosi verso Ovest, Sud Ovest, Sud, e Sud Est. I luoghi di svernamento sono normalmente caratterizzati dalla presenza di grandi estensioni boschive umide e folte, presenti in tutta la Francia occidentale e lungo la Costa Atlantica, in Spagna e lungo la Catena Pirenaica.

Altre zone di svernamento caratteristiche sono rappresentate dal bacino del Mediterraneo, incluso il Nord Africa, la Penisola Balcanica, i bacini del Mar Nero e del Mar Caspio. Punti di migrazione asiatica sono invece da considerarsi le zone ad Est degli Urali, fino al Vietnam e l’India.

Ovviamente anche l’Italia, sia penisola che isole maggiori, è una zona particolarmente battuta dalle beccacce durante lo svernamento. Pare che comunemente le beccacce che svernano sulla costa tirrenica, durante l’autunno preferiscano scendere verso sud , attraversando l’Adriatico ed Appennino. Risaliranno poi a Nord durante la primavera seguendo il versante occidentale dell’Appennino per dirigersi infine verso la Slovenia, l’Ungheria e la Bielorussia.

Il passo nel nostro paese dipende anche dai fattori ambientali come la temperatura e le piogge. Infatti la Beccaccia preferisce le zone fredde e molto umide col terreno morbido dove procurarsi lombrichi e larve.



Novità e cartucce per la Beccaccia
Pubblicato in Cacciapedia


La Beccaccia è forse fra le prede più misteriose, incerte e difficili che ci sia. Molto importante il cane che deve riuscire al tempo stesso a scovare e fermare il volatile nel fitto del bosco per dare il tempo al cacciatore di prepararsi a quell'incontro magico di poche frazioni di secondo fra padelle e sogno realizzato...

Vediamo meglio di conoscere la Regina dei boschi e come cacciarla...



Scheda Beccaccia (Scolopax Rusticola)
Migrazione Beccaccia
Habitat e venti ideali
Cartucce consigliate
Foto Beccaccia
Video Beccaccia
Pubblicato in Cacciapedia
Habitat e venti ideali per la Beccaccia

Nell'inarrestabile ricerca della Beccaccia, ci dobbiamo sempre indirizzare in luoghi dove l'esperienza e le condizioni meteo ci dirigono. Le aree più frequentate di giorno in alta e media collina sono quelle ad alta piovosità e scarsa frequenza di gelate i boschi cedui di quercia, faggeti, pinete,abetaie sul cui fondo ci sono rocce e muschi, meglio se il tutto sia di età non superiore ai 15 anni e al tutto si alternino prati e fossatelli, radure e stradine. Terreno fresco ma non acquitrinoso, strato arbustivo abbondante, scarsa componente erbacea.

Di notte si sposta nelle praterie permanenti.

Pubblicato in Cacciapedia
Quando nei secoli scorsi nasceva l'esigenza di disporre di più di un colpo si pensava a sovrapporre due canne, una sopra l'altra, così da permettere di sparare due colpi prima di dover ricaricare. 

La tecnologia passata, basata sull'accessione a pietra, non si adattava all'impiego di canne poste su piani così si pensò ad affiancare le due canne ottenendo così la doppietta che spodestò il monocolpo.
Pubblicato in Cacciapedia

In Italia sono sempre più gli appassionati della caccia al re delle foreste, che grazie alla notevole espansione della macchia verificatasi negli ultimi vent'anni assieme ad un controllo sempre più rigido del rispetto degli habitato, il cinghiale ha avuto una notevolissima espansione, a tal punto che sia diventato causa di notevoli danni alle colture ed in alcune zone, vedi ultimamente in Liguria, presente anche vicino le case con non pochi danni per le proprietà delle persone.

Pubblicato in Cacciapedia

La migrazione delle Quaglie avviene ogni anno anche se ha un fascino tutto particolare viste le modalità ed i tempi che a volte si prolungano anche per mesi. In genere la Quaglia comincia spostarsi dal Nord Europa verso il sud nel periodo di Settembre, ma la migrazione può prolungarsi per tutto Ottobre e a volte anche sino a Novembre.

A differenza di altri uccelli migratori le Quaglie non si spostano tutte insieme, ma ognuna di loro decide quando è il momento più adatto di partire verso le coste del mediterraneo di Spagna, sud Italia e penisola balcanica dove tende a fermarsi e raggrupparsi in attesa del tempo ideale per compiere la grande traversata sino alle coste del Nord Africa.

La migrazione è quindi molto imprevedibile ogni Quaglia decide in base al tempo, al vento e alla quantità di grasso accumulato durante l'estate quando cominciare la migrazione. In generale attende il tempo a favore e tende a muoversi o prima o dopo l'arrivo di una perturbazione atmosferica.

È proprio in queste condizioni con venti da sud est e temporali nello scirocco in cui si fermano che è possibile ammirarle e scovarne molte nelle zona di pastura dei nostri territori.

Non appena il vento è a favore ed il mare privo di temporali e come si suol dire liscio come l'olio che le Quaglie arrivate sulle coste del mediterraneo decidono di partire tutte insieme alla volta della grande attraversata.


Questo il momento più delicato della migrazione della Quaglie che non essendo un grande volatore ed avendo le ali piccole fatica molto ad attraversare la grande distesa d'acqua sbattendo velocissimamente le ali e cercando di mantenersi a quote piuttosto basse per non stancarsi troppo.

Lo spettacolo vero e proprio della migrazione delle Quaglie si assiste sulle coste Africane dove arrivano tutte insieme esauste e si posano subito sulla costa rimanendo un po' intontite ferme ed immobili. Qui rimangono a volte per giorni a riposarsi senza volar più, ma muovendosi a terra alla ricerca di cibo.

Le Quaglie, infatti, preferiscono più che camminare e limitare il volo alle ore notturne durante la migrazione o se per scappare da eventuali predatori.



A primavera le Quaglie compiono il tragitto inverso senza però obbligatoriamente rifare la stessa strada. Si addensano sulle coste del Nord Africa e col tempo ideale compiono la grande traversata tutte insieme sino ad arrivar nelle zone costiere dell'Europa del Sud dove si fermano a rifiatare e pian piano di disperdono alla ricerca di campi di cereali ed in particolar modo frumento dove pasturano tutta l'estate.

Pubblicato in Cacciapedia


La Quaglia è una preda molto ricercata sia per la sua carne molto tenera e buona sia per le emozioni che regala con la sua caccia non certo semplice fatta di tanto lavoro e dedizione all'addestramento del cane, dalle lunghe camminate per scovarla e dai tiri a volte rapidissimi ed imprevedibili...

Vediamo meglio di conoscere questo volatile e come cacciarlo:



Pubblicato in Cacciapedia
Sparare cartucce con cariche di pallini di numerazioni diverse vuol dire aumentare la dispersione longitudinale poichè i pallini più piccoli rimangono indietro sorpassati dai pallini più grossi ed i pallini all'interno dello sciame a causa delle diverse velocità si urtano favorendo la dispersione.

Le rosate, diventano si più "larghe", ma irregolari ed imprevedibili. Molti cacciatori sfruttano il mix di piombo nei tiri ravvicinati confidando anche nella fortuna.

Negli ultimi anni, però, molti case di armamenti come la Remington, la Baschieri ed altre confezionano cartucce con diverse numerazioni di piombo, ma non disposte in maniera disordinata, ma invece ben distinte e posizionate all'interno della dose.

I pallini più piccoli vengono posti sotto e quelli più grossi sopra creando due veri e propri strati della dose.

Durante il volo i pallini grossi, in quanto più veloci, rimangono in testa e "tirano la volata" trascinando con se i pallini piccoli.

I pallini piccoli mantengono, in questo modo, una velocità residua molto più alta a quella caratteristica della numerazione che si avvicina a quelli grossi in testa.

Così si ottengono rosate sufficientemente dense e uniformi per abbattere volatili di medie dimensioni a distanze maggiori. In pratica i pallini più grandi aumentano la portata dei più piccoli se pur di pochi metri.

Caricamento fai da te
Pubblicato in Caricamenti fai da te

Come abbiamo già detto precedentemente la quaglia è l'unico galliforme presente sul territorio italiano che ha caratteristiche migratorie. Limitati i periodi di caccia che vanno dalla seconda metà di settembre fino a fine ottobre, questo volatile riesce a regalarci delle giornate splendide, specialmente se per tale caccia usiamo i nostri fidati ausiliari che oltre a farci divertire in tale periodo fanno anche una buona scuola per il successivo arrivo della regina. Non serve individuare individuare per la quaglia un fucile specifico che sia utilizzabile solo per essa, ma è possibile suggerire alcuni tipi di armi più adatte di altre.

Pubblicato in Cacciapedia
Quando si parla di caccia si menziona quasi sempre il calibro 12, ma esistono valide alternative come il 20 che ha soppiantato il cal 16, quasi del tutto introvabile, e che nelle versioni magnum con bossolo da 76mm è in grado di sparare una carica di piombo del tutto uguale al cal 12, ma con un'arma più snella e leggera.

Tuttavia, in Italia, regna incontrastato il calibro 12 fra le preferenze dei cacciatori portando i calibri minori a essere poco reperibili nei centri minori e nelle piccole armerie e ad un numero limitato di caricamenti in commercio per questi. Risulta difficile anche trovare materiale di ricarica come bossoli e borre.

Eppure si trovano armi, costruite intorno alla cartuccia, ben proporzionate e piacevoli da usare e trasportare.

Chi desidera avere un fucile di calibro diverso dal 12 dovrà accontentarsi di quel poco che è reperibile nelle armerie. Il 20 è il secondo calibro più diffuso e non offre molte alternative. Regge ancora bene il calibro 28 in cui è possibile trovare armi di gran classe prodotte su ordinazione e con molto orgoglio dai principali produttori nazionali.

Dagli USA proviene il .410 Magnum un 36 potenziato in grado di sparare 21g di piombo ad una buona velocità risultando così una valida alternativa anche per prede consistenti a breve distanza. In America sta avendo un successo straordinario e di questo calibro vengono prodotte anche cartucce a palla che nell'uso venatorio italiano non se ne valutano motivazioni d'utilizzo.

A seguire troviamo il 9mm Flobert a doppia forza, in grado di sparare sino a 7g di piombo, e l'8mm che possiedono un mercato molto limitato e le cui uniche applicazioni sono nelle cacce d'appostamento a piccoli volatili dove ancora permesso.

I calibri 24 e 32 sono ormai quasi del tutto introvabili.

La diffusione dei calibri minori è limitata dall'idea che più grande e più potenza sia la scelta migliore per raggiungere il bersaglio, ma la versatilità e le ottime armi di piccole calibro reperibili garantiscono ottime rese.

La leggerezza, in più, favorisce la prontezza del cacciatore e risulta decisamente comoda nella caccia vagante. Ovviamente la precisione deve essere maggiore viste le rosate più ristrette e meno dense (le prime volte saranno tante le padelle).

Se poi si è abituati a caricarsi da se le munizioni vi è anche un consistente risparmio su molte cartucce sparate.

La scelta del calibro va fatta soprattutto al tipo di caccia che si pratica, ma al momento dell'acquisto ricordatevi che non esiste soltanto il calibro 12.


Cacciapedia le guide per la caccia
Pubblicato in Cacciapedia
Pagina 10 di 16