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Tortore fatte in preapertura con la PL32 Finalmente dopo tanto aspettare è arrivata! Giornate e giornate ad oliare il fucile e sognare questo momento e giorno 1 abbiamo dato il via alla nuova stagione di caccia 2016/2017.
Dopo aver passato gli ultimi giorni di agosto a perlustrare tante zone il 31 pomeriggio comincio a preparare tutto il necessario per il giorno seguente. Quest'anno, oltre alle mie collaudate, ci sarà anche la Fiocchi PL32. Ho da testare tutta la serie per il sito e speriamo che la selvaggina e la fortuna mi aiuti.

Preso tutto assieme a qualche birra e qualche panino si parte. Con Giovanni ed Armando abbiamo deciso di passare la notte sul posto per non rischiare di perdere le postazioni adocchiate in questi giorni. La serata passa felice ed allegra. Non facciamo altro che parlare dei ricordi delle passate stagioni. Reminiscenze ormai lontane, ma che sembrano accadute ieri e vivono sempre in noi riscuotendo sempre le stesse incredibili emozioni, ogni volta che le ricordiamo.
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Santo BeccacceLa prima domenica dell'anno rimarrà sicuramente impressa a vita in Santo "tordaiolo nel sangue" con le uniche e rare distrazioni del Colombaccio e della Beccaccia. La stagione è stata sicuramente fra le più nere di sempre e spesso depressi si ha voglia di smettere, ma quando arriva la domenica, e si è liberi, la tentazione è tanta e rimanere a casa in pantofole non fa di certo parte del dna del cacciatore.

Il nostro amico Santo di certo non si lascia perdere l'occasione e via come ogni week end appuntamento al bar con la comitiva per il caffè e si parte verso la grande piana di Rosarno fra distese di ulivi, agrumeti e bosco una vera e propria calamita per i Tordi.

Arrivati sul posto l'aria gelida fa davvero rabbrividire e congelare, ma indossato gilet e uscito dalla custodia il fucile ci si incammina per un piccolo tratto sino a raggiungere i "soliti" appostamenti temporanei e la giornata ha inizio. Il freddo è pungente e con le orecchie aperte e sincronizzate sulla frequenza del zip del tordo si aspetta, con ansia, l'alba cercando nel buio/luce di scrutare in cielo una sagoma familiare. Si resta immobili muovendosi di tanto in tanto per non congelare.

Ma, come un palinsesto ciclico e noioso che si ripete, quest'anno arriva il sole a riscaldare ed illuminare tutto, ma dei Tordi nessuna traccia. Qualche colpo più in là fa sperare che almeno gli amici ne abbiamo visti.
Il richiamo del caffè portato nel thermos mette un po' fine alle speranze e ci fa riunire con gli altri per cominciare a tirare le somme dell'ennesima giornata negativa. In tre appena tre tordi, ma dato l'orario ancora presto ed il desidero di imbattersi in qualcosa rimaniamo ancora puntando sulla speranza.

La pazienza non è proprio una virtù di Santo e la frenesia di sparare lo spinge a provare a vagare col cane. Inizia così la cerca nel vicino bosco, fra i cespugli ed il fitto nella speranza di partire qualche Tordo, qualche Merlo o perché no qualche Ghiandaia, una Beccaccia, un bel Colombaccio, insomma la ricerca di un'emozione per non lasciare troppo vuota ed un po' vana la giornata.

Rochi in rientroIl bosco è proprio adiacente gli ulivi ed è li che in genere i tordi vanno a dormire e la mattina si lanciano a folle velocità nella pastura. Il sottobosco è molto fitto e qualche rovo rende pure inaccessibile dei pezzi, ma Santo ed il suo fedele Springer Ringhio cominciano la cerca.
Ringhio sta sempre a giocare, ma non appena sente il comando "cerca" ecco che torna il cane da caccia doc attento e col naso sempre a terra in cerca di una traccia o qualcosa da scovare.

Dopo un po' che ci si è inoltrati nel bosco e intravisto qualche merlo lontano che, avvertito il nemico, si "tuffa" nel fitto senza farsi vedere più e qualche zip troppo lontano ecco che un rumore insolito, dei rami scuotersi ed un rumore di ali che sbattono fa intravedere quella sagoma non tanto familiare, ma inconfondibile, della regina. Primo colpo un po' a vuoto fra la sorpresa ed il secondo che va a segno... e, come se un lampo caduto a terra avesse fermato il tempo, un vulcano di emozioni è lì pronto ed esplodere in un sol attimo.
- "In effetti non so se ho emesso un forte grido o se ho solo immaginato di averlo fatto, ma stavo concretizzando di aver fatto cento in quel momento" che solo un altro rumore simile al precedente e l'intravedersi di un'altra sagoma mi hanno distolto dal pensiero di aver abbattuto una beccaccia e fatto tornare con i piedi sulla terra.

In canna l'ultimo colpo, un colpo davvero magico e fortunato di stoccata, imbracciata rapida del mio Benelli Montefeltro Cal20 e sparo...

"In quel momento non esisteva altro, era come se avessi sbancato al superenalotto. Non sono molto abituato a fare una beccaccia, figuriamoci due. Mi è sembrato come se avessi tolto le rotelle alla bicicletta e avessi cominciato a pedalare a razzo senza cadere...."
Una cosa è certa, la seconda beccaccia mi aveva proprio fatto ubriacare, corro immediatamente a recuperarla senza ricaricare il fucile e chiamando Ringhio affinché la trovasse. Non ho neanche tenuto bene il punto, ma da lì a poco ecco ringhio uscire da un cespuglio con la Beccaccia in bocca è li sicuramente le urla di bravo Ringhio!! bravo, porta non sono state risparmiate.
Una volta presa la Beccaccia accarezzata in tutta la sua lunghezza tenendola dal lungo becco e posandola nella bisaccia del gilet ho subito cercato di fare mente locale sul dove era potuta cadere la prima.

Mi ero a tal punto inebriato che a dir la verità ce ne è voluto. Portavo Ringhio sempre da tutt'altra parte sino a quando non ho ritrovato i bossoli a terra e, quindi, il punto da cui avevo sparato. Ricordare la direzione ed intuire il punto di caduta non è stato difficile.
Di certo non tutto poteva andare perfettamente e proprio in quella direzione iniziava un pezzo di rovi con canneto. Avrò fatto entrare diverse volte Ringhio in quei cespugli ed ogni volta usciva senza nulla. Il gelo stava scendendo su di me, sin quando ho notato un'apertura fra i rosi. Mi sono avvicinato e senza che gli dicessi nulla, Ringhio si è infilato sotto lo sentivo districarsi fra i rovi ed ecco che l'ho sentito fermarsi in un punto e dal forte agitare di quei rami capisco che ha individuato la Beccaccia e tiro un fiato di sospiro. Da lì a poco spunta fuori e la luce è tornata decisamente a splendere più forte che mai.

Fortemente soddisfatto la girata si poteva decisamente concludere e far ritorno dagli amici col lauto bottino. Amici decisamente sorpresi ed invidiosi. I complimenti sulla fortuna e sul fattore c non sono mancati, ma di certo io e Ringhio avevamo concluso un'ottima cacciata ed anche se la giornata è continuata con tre tordi fatti nel pomeriggio le due regine rimarranno a lungo impresse nella mia mente e nel mio cuore.

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Racconti di caccia



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Santo e Tordi bella mattinata d'entrata a tordi

Santo e Marco a tordi Una mattinata che difficilmente dimenticheranno

A caccia chiusa ci piace rivivere i momenti belli della stagione appena trascorsa. Oggi Santo e Marco, due amici reggini, rivivono con noi una fra le più belle mattinate di entrata in cui si sono imbattuti. In Calabria la scorsa stagione è stata un po' anomala con passo irregolare fatto di giornate pochissime giornate si e molte no, ma soprattutto a macchia di leopardo. Chi è stato fortunato ed ha potuto frequentare è riuscito a beccare la giornata giusta.
Santo, come tradizione ormai degli ultimi anni, nel periodo di metà - fine ottobre prende due settimane di ferie per dedicarsi alla caccia ai tordi.
Peccato che le prime giornate sono passate quasi prive di emozioni con i tordi complessivi che si possono contare sulle dita delle mani.
Il penultimo giorno di ferie, un mercoledì, sembra iniziare con le stesse premesse delle altre giornate. Il vento era giusto, levante non forte, ma continuo. Peccato per la pioggia battente. Ma come si fa a rinunciare alla tentazione di uscire? Santo decide di lasciare a casa Laika la sua cucciola di Breton di appena cinque mesi per evitare di farle prendere troppa acqua, o costringerla a rimanere chiusa in macchina qualora il tempo non avesse permesso di scendere, e passa a prendere Marco puntuale come d'accordi.

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Bomba di neve a Reggio Calabria

Una vera e propria bomba di neve Il 2014 si è chiuso con una nevicata storica sul sud Italia

Per la nostra categoria "Racconti di caccia" quest'anno è stata una stagione davvero triste. Il tempo poco favorevole, i tanto impegni che ci hanno tenuto a casa/lavoro e aggiungiamoci quella fantastica amica che è la sfortuna, non ti abbandona mai, la stagione 2014/2015 è quasi arrivata alla fine con sin ora scarse emozioni.

La speranza però, come suggerisce un famoso detto, non muore mai ed allora l'ultimo dell'anno libero è sicuramente una ghiotta occasione per tentare la sorte.

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Sono andato spesso a Beccacce con i miei amici ed i loro ausiliari, ma da quando ho preso il mio prima cane ho cercato in tutti i modi di addestrarlo al meglio. Beh evidentemente non sono stato sin qui molto bravo. Eracle ha ormai 20 mesi e spesso a caccia e tutt'altro che un modello esemplare. Tuttavia sulle beccacce sembra promettere bene. Già lo scorso anno ne aveva involate due, ma per mia sfortuna sempre verso il mio amico Santo lasciandomi un po' con l'amaro in bocca.

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Come di consueto di questi periodi il nostro amico Santo è in ferie per dedicarsi alla caccia nella speranza di una buona entrata di Tordi. Peccato che sin qui, almeno in Calabria, le emozioni non sono state molte ed i Tordi si fanno aspettare e non poco. Guidati dalla pazzia del nostro amico Santo, ci avventuriamo nelle bellissime zone della Calabria alla ricerca affannosa dei Tordi fra strade un po' disastrate e stupendi paesaggi. Arriviamo fra qualche ulivo con le consueti reti già parate. Decidiamo allora di posizionarsi più sotto degli ulivi nel bosco.

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Abbiamo passato la metà di Ottobre ed è ora di tirare un po' di somme sul passo a cui abbiamo assistito in questi giorni. Definirlo anomalo sembra poco. In pochi ricordano un entrata così numerosa di tordi già a fine settembre nelle zone del Nord d'Italia e causa mal tempo sembra già essere terminata. Al centro ed al sud, invece, l'estate sembra non essere mai finita con temperature non molto lontane dai 30° e umidità elevata.

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Si sa,il mese di Ottobre è un periodo magico per noi cacciatori, in quanto in un breve lasso di tempo la penisola Italiana viene interessata dal passaggio di varie specie di migratoria, soprattutto di Allodole ed in primis Tordi, che fanno gola a molti appassionati.

Durante queste giornate piene di adrenalina può capitare di vedere di tutto, ma quello che è accaduto al giovane Damiano è davvero particolare.

Mentre era appostato, infatti, al bordo di una pineta in attesa dei tordi, alle prime luci dell'alba ha notato 4 sagome dal volo veloce che si dirigevano verso di lui. Con un pò di sangue freddo, l'aiuto del Beretta cal.20 e le Nova Bior con piombo n°9 è riuscito ad abbattere 3 delle 4 sagome che credeva fossero Cornacchie, molto frequenti in zona, ma che in realtà si sono rivelate Alzavole.



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Domenica 1° Ottobre si parte per andare a caccia,nonostante per tutta la settimana non si sia visto granché,nonostante le piogge assenti da ormai troppo tempo e nonostante il caldo degno di una giornata di agosto.Tuttavia con un'incredibile passione che ci spinge ad andare a caccia in qualsiasi momento,anche magari per star un pò all'aria aperta dopo una settimana passata a lavoro,per stare un pò in compagnia,per far uscire i cani,sempre con la speranza di trovar qualcosa. Per fortuna però dopo diverse ore passate a girare a vuoto,tra i campi e la povere,si è vista la prima allodola della stagione,che ti fà tornare alla mente tutte le emozioni vissute negli anni precedenti. Poi se sei fortunato ed i cani fanno il loro dovere,tra le zone che fino a poco tempo fà erano coltivate e dove c'è un pò d'acqua,trovi due bellissime quaglie...



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Stagione un po' sottotono molto caldo ed umidità qui a Reggio Calabria con le magliette che si inzuppano di sudore in poco tempo....passo fermo se non per quei pochi Tordi che si sono fermati.




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