Negli ultimi anni, il dibattito sull'impatto della caccia sulla fauna selvatica italiana ha assunto un ruolo centrale nelle discussioni ambientali. L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha recentemente pubblicato, per la prima volta, una relazione dettagliata basata sull'analisi dei tesserini venatori relativi alle stagioni dal 2017 al 2023, offrendo uno sguardo approfondito sul numero di esemplari abbattuti per ciascuna delle 36 specie di uccelli cacciabili in Italia, suddivisi per regioni e stagioni venatorie.
I cacciatori sono obbligati a registrare su un apposito tesserino, digitale o cartaceo, ogni uscita e ogni abbattimento effettuato. In Italia, la caccia è regolamentata da norme stringenti che definiscono periodi, quote e specie autorizzate al prelievo. Questo rende la caccia un’attività considerata a bassa intensità dal punto di vista dell’impatto ambientale. Non va dimenticato inoltre che, in molti casi, essa svolge anche un ruolo di gestione faunistica — ad esempio per cinghiali e altri ungulati — contenendo popolazioni in crescita che possono causare danni a colture e biodiversità.
La società odierna è sempre più attenta e interessata a tematiche nobili come l'ecologia, il degrado ambientale, l'inquinamento e la salvaguardia dell'ambiente.
Leandro è un nostro appassionato lettore.
Passata da poco la giornata nazionale sulla violenza contro le donne ed il tema è stato riportato su tutti i media e persino sui programmi più blasonati della Rai con non pochi scandoli.
Tempo di covid, ma non per tutti e a quanto pare le priorità di alcuni deputati M5S sono ostacolare il più possibile la caccia.
Non è passato molto che Roberto Baggio aveva infiammato i fans per il suo "umile" scatto che lo riprendeva assieme alla sua panda 4x4 che utilizza per la campagna (Anche il divin codino usa panda).
In questi tempi di emergenza e situazione economica critica il buon cuore dei cacciatori batte forte.
Siamo in un momento davvero particolare e difficile che ha colpito il nostro bel paese ed il mondo intero.
Siamo in lotta con un nemico che non riusciamo a vedere e che ci fa concretizzare quanto in realtà siamo impreparati ed inermi contro questo tipo di minacce.
Ognuno di noi ha l'obbligo di fare la sua parte e segure le indicazioni disposte dal Ministero della Salute che ha anche disposto una pagina dedicata sul tema sul proprio portale: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.
Un nostro caro pensiero va a tutti gli operatori della sanità che stanno affrontando, in maniera eccelsa, questo stato di emergenza. Siete l'orgoglio del nostro paese e lo state dimostrando splendidamente.
Grazie alle manie di protagonismo, di cui buona parte di noi soffre, è possibile arginare il fenomeno del bracconaggio. Commenti, foto ed a volte video si diffondono rapidamente sulla rete e grazie al lavoro certosino delle autorità è spesso possibile risalire ai colpevoli ed inchiodare delinquenti.
Si chiude con un po' di malinconia anche questa stagione ed è interessante apprendere che il trend degli incidenti è in netto calo con un aumento significativo della sicurezza. Tema, quest'ultimo, assai delicato e in particolar modo sotto la lente dell'attenzione da parte dei mass media e dei non favorevoli alla caccia.
Il Cinghiale è l'ungulato più diffuso in Italia e negli ultimi anni ha subito un incremento notevole tanto da potarlo ad estendere i suoi habitat ed entrare sempre più a contatto con l'uomo.
Parole a quanto pare senza fondamenta e senza studi. A chiarire il problema dell'invasione dei cinghiali è l'ISPRA l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale con uno studio molto approfondito sulla diffusione dei cinghiali negli ultimi anni.
Ad uno mattina di oggi si è parlato di caccia con protagoniste l'Onorevole Michela Vittoria Brambilla ed il Presidente FIDC, la prima associazione venatoria in Italia, Gian Luca Dall'Olio.
Sfruttando la rapidità della messaggistica istantanea alcune persone hanno ben pensato di creare una sorta di "rete di protezione" dove potersi avvisare a vicenda dell'arrivo della polizia provinciale, carabinieri forestali o guardie volontarie LIPU o WWF.
A controllare i cacciatori, oltre a polizia, carabinieri, gruppo polizia provinciale e molti altri organi competenti, pochi sanno che esistono altri nuclei di guardie venatorie e zoofile. Oltre a tutte queste autorità vi sono anche moltissimi volontari, legati alle associazioni venatorie ed ambientaliste, che si prefissano l'obiettivo di far rispettare le leggi e salvaguardare il territorio.
Proprio in extremis il governo Gentiloni, ha varato un decreto che aggiunge ulteriori restrizioni sull'acquisizione e la detenzione delle armi andando a modificare la direttiva 91/477/CEE del Consiglio ed attuando le direttive (UE) 2017/853.
Nei giorni scorsi avevamo visto come la Regione Toscana si sia impegnata a chiarire quando esattamente deve avvenire l'annotazione sul tesserino dei capi abbattuti.
L'onorevole Maria Cristina Caretta (Fratelli d'Italia), cacciatrice e presidente dell'Associazione Cacciatori Veneti - Confavi, ha reso noto, tramite la sua pagina Facebook, della proposta di legge n. 461 del 4 aprile 2018 presentato alla Camera dei Deputati, dalla stessa onorevole, sulle modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio".
Non contenti per non essere riusciti a bloccare l'avvio della caccia la Lipu-BirdLife Italia denunciano i cacciatori che sfrutterebbero gli incendi per sparare agli animali in fuga.
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