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Negli annunci dell'associazione "Niente cani ai Cacciatori"...

Canile Sequestrato Purtroppo non è il primo caso e probabilmente non sarà l'ultimo...
L'ex presidente della Lega Nazione per la Difesa del Cane, sezione di Reggio Calabria, ed i suoi familiari, sono finiti sotto inchiesta per aver ripetutamente sottratto finanziamenti pubblici destinati alla cura e gestione del canile di Campo Calabro e degli animali ospitati per rimpinguare i propri conti correnti e quelli dei familiari.

Difficile quantificare precisamente la cifra sottratta perché oltre alle sovvenzioni statali all'associazione pervenivano anche tante donazioni dai cittadini di buon cuore speranzosi di aiutare i tanti cani e gatti che finivano sulla pagina facebook.
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In alcune aree la notte è un vero e continuo concerto di richiami...

carabinieri forestale palermoSi sta per concludere un mese intenso per gli uomini del Nucleo operativo del corpo forestale intenti ai controlli e alla lotto al bracconaggio ed ai mezzi illeciti di caccia.

Da metà aprile, venti favorevoli, sulle coste del sud italia si può osservare l'incredibile migrazione che porta le quaglie dal nord Africa verso l'Europa. Un fenomeno molto particolare da vedere poichè le quaglie di per sè non sono uccelli molto adatti al volo. Esse, infatti, hanno un corpo relativamente tozzo rispetto alle ali e per questo, durante la lunga attraversata, consumano tantissima energie volando.
Non tutti gli esemplari che partono arrivano a destinazione e molti, appena avvistano la costa, si lasciano quasi cadere sulla terra ferma rimanendo immobili per ricaricare le batterie e solo successivamente dedicarsi alla ricerca di cibo.
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Era convinto di aver sotto mira un Cervo

Incidente val RendenaSi conclude, per adesso, ad un patteggiamento ad un anno di pena il processo per omicidio colposo che ha visto il 53enne Luigi Da Rin D'Iseppo protagonista di un tragico incidente svolto lo scorso 11 settembre.
L'uomo era a caccia in Val Rendena assieme ad un gruppo di amici, era quasi giunto l'imbrunire che, destato da un fruscio e credendo di aver nel mirino un cervo, sparò colpendo, invece, l'amico Michele Penava.
L'uomo 70enne fu raggiunto al ventre, ma nonostante gli immediati soccorsi con l'arrivo dei Vigili del Fuoco e l'arrivo sei sanitari in elicottero non ci fu nulla fare. Michele Penasa era un guardiacaccia in pensione molto conosciuto in zona.

I carabienieri giunti per ricostruire l'accaduto identificarono che a commettere il tragico errore fu Luigi Da Rin D'Iseppo.

Partito il processo penale la vicenda si è conclusa ieri davanti al giudice Claudia Miori con un accordo tra l'avvocato della difesa Mauro Bondi e il pm Marco Gallina.
L'uomo dovrà scontare un anno di reclusione in attesa, adesso, del procedimento civile per il risarcimento del danno.
Tuttavia la pena inflitta non soddisfa i familiari della vittima che avevano richiesto più volte un approfondimento delle indagini per chiarire i dubbi ancora presenti sulle dinamiche dell'incidente di caccia.
A tradire il cacciatore sembra si stata la scarsa visibilità data dalla zona boschiva e dall'orario.

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Si improvvisano cacciatori in un'area verde della città

Palermo polizia forestale In città, zona Calatafimi, esattamente in via Riserva Reale a Palermo, in un'area verde, alcuni residenti hanno allertato le autorità a causa dei continui colpi di arma da fuoco sparati a ridosso delle abitazioni.
Gli agenti arrivati sul luogo hanno provveduto a fermare tre giovani esattamente di 22, 25 e 15 anni. I tre armati di un fucile calibro 10 e due fucili ad aria compressa, tutti e tre vietati per uso caccia, sparavano per diletto a tutti gli animali che avvistavano.
Sul posto sono intervenuti anche i forestali del distaccamento di Villagrazia.
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Sorpresi dai carabinieri, l'uomo denunciato per omessa custodia dell'arma

Piccolo Cacciatore Duranta una battuta a Cairo Montenotte, Savona, un cacciatore 68enne ha lasciato l'arma carica al ragazzino quindicenne che l'accompagnava. Sorpresi dai carabinieri è scattata immediatamente la denuncia per omessa custodia ed il sequestro del fucile e delle relativa munizioni.

La legge parla chiaro e bisogna custodire sempre le armi con diligenza e nell'interesse della pubblica sicurezza. Lasciare l'arma carica ad una persona non munita di regole licenza, o peggio minorenne, equivale ad una mancata e corretta custodia.

Possiamo, tuttavia, comprendere in parte l'anziano cacciatore che voleva, a fin di bene, incentivare la passione venatoria del ragazzo, ma ha sbagliato i modi.
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Era irregolarmente col fucile senza riduttore, multato

Durante un classico controllo dei Carabinieri Forestali di Novara, nelle campagne di S. Nazzaro Sesia, è stata controllata una comitiva di cinque cacciatori.

Quella che però doveva essere una semplice routine ha evidenziato, invece, un'irregolarità sottovalutata da uno dei cacciatori.

La sua arma, un semiautomatico Cal.12, era sprovvisto del classico riduttore che porta i colpi nel serbatoio ad un massimo di due come previsto per legge.

La "furbata" consentiva al cacciatore di utilizzare più di tre colpi per volta, ma l'avidità gli è costata cara con ben 1.549€ di multa, il sequestro preventivo del fucile e la denuncia.
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Cacciatore entra in un ristorante col fucile in spalla avvolto in un sacco di iuta e subito viene fermato.

Fucile Al BarAccade in un ristorante/bar di Monregale, in provincia di Cuneo, dove un cacciatore si presenta con il fucile a spalla avvolto in un semplice sacco di iuta.
Ancora visibile il calcio che ha creato un po' di agitazione nei presenti. Fra essi anche due guardie zoofile dell'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) subito intervenute per riprendere l'uomo.

Le guardie hanno chiesto che l'arma venisse custodita in maniera più appropriata al fine di non suscitare paure in luogo pubblico. Dapprima il cacciatore ha reagito ricordando alle guardie i limiti dei loro poteri, ma sulle minacce di chiamare i carabinieri per denunciarlo per procurato allarme l'uomo ha desistito. Si è fatto accompagnare all'auto dove ha riposto correttamente l'arma.
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L'ha stabilito il TAR di Brescia confermando la decisione della Questura

Troppi Debiti PDA revocatoTroppi debiti accumulati da un bresciano hanno portato la Questura a negargli il porto d'armi. L'ex cacciatore bresciano ha però fatto ricorso al TAR, ma quest'ultimo ha dato piena ragione alla Questura.

Ad aggravare la posizione dell'uomo non è stata solo la la pesante situazione debitoria, ma anche le denunce ricevute per insolvenza e calunnie.
La relazione redatta dai carabinieri di Lonato avrebbe, inoltre, indicato che l'uomo non godrebbe di ottima stima e anche i membri della famiglia dell'uomo avrebbero ricevuto minacce e molestie dai creditori.
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Soprannominato il CacGyver dei bracconieri aveva abilmente camuffato l'arma

bastone fucile artigianaleImportanti i dati dell'operazione Pettirosso 2017 nelle valli bresciane che ha convogliato i carabinieri forestali, arrivati da un po' tutta Italia, a difesa delle specie migratorie in transito nella provincia. Vittima delle antiche tradizioni culinarie migliaia di uccelletti protetti, circa 1500 quelli sin ora recuperati, che alimentano un mercato di compra/vendita sul territorio che raggiunge cifre spaventose.

Fra i tanti sequestri un caso un po' atipico ed interessante si è svolto nella zona di Gussago.

Le forze dell'ordine allertate dal rumore di spari erano in perlustrane in un campo dove si trovava solo un anziano di 67 anni e nessun arma, nè un fucile, nè una pistola.

Eppure i colpi nitidi sentiti poco priva provenivano da là...
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La Spezia imbraccia il fucile e spara al culmine di una lite

Lite Cacciatore SparaL'episodio è avvenuta a Tavolara nei pressi di Sarzana a La Spezia. Non sono ancora chiare le dinamiche, ma un'ennesima lite fra Jamaal Madboui, marocchino 47ene sposato e con tre figli ed il cacciatore Daniele Rustighi 59enne di Castelnuovo è terminata con un colpo di fucile sparato dal cacciatore e che ha raggiunto all'addome Jamaal.
L'uomo è in gravissime condizioni ed è stato subito trasportato in elisoccorso al Noa di Massa.

Il Cacciatore sarebbe prontamente fuggito, ma alcuni testimoni hanno indirizzato i carabinieri verso l'abitazione dell'uomo. Rustighi ha dapprima negato, ma di fronte alle evidenze ha confessato l'accaduto.
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