In occasione delle festività per il buon anno nuovo Federcaccia regala un magnifico spot sull'arte venatoria.
In questo triste momento in cui il virus covid-19 è l'attenzione principale si pensa pian piano a ripartire e a disegnare quella che potrebbe essere la futura stagione di caccia in Calabria.
Siamo in un momento davvero particolare e difficile che ha colpito il nostro bel paese ed il mondo intero.
Siamo in lotta con un nemico che non riusciamo a vedere e che ci fa concretizzare quanto in realtà siamo impreparati ed inermi contro questo tipo di minacce.
Ognuno di noi ha l'obbligo di fare la sua parte e segure le indicazioni disposte dal Ministero della Salute che ha anche disposto una pagina dedicata sul tema sul proprio portale: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.
Un nostro caro pensiero va a tutti gli operatori della sanità che stanno affrontando, in maniera eccelsa, questo stato di emergenza. Siete l'orgoglio del nostro paese e lo state dimostrando splendidamente.
Ad uno mattina di oggi si è parlato di caccia con protagoniste l'Onorevole Michela Vittoria Brambilla ed il Presidente FIDC, la prima associazione venatoria in Italia, Gian Luca Dall'Olio.
La preapertura ha dato inizio alla caccia in Emilia Romagna anche se le condizioni meteo non hanno permesso di svolgere appieno le attività venatorie.
La FIDC sezione Toscana ha scritto all'Assessore Remaschi sul tema dei limiti del carniere alle Allodole.
Il rappresentante Roberta Lombardi del movimento 5 Stelle risponde sui social ai messaggi ricevuti dai cittadini in merito alla prossima stagione di caccia.
Nei giorni scorsi avevamo visto come la Regione Toscana si sia impegnata a chiarire quando esattamente deve avvenire l'annotazione sul tesserino dei capi abbattuti.
Oggi venerdì 15 settembre molti di noi aspettavano ansiosi l'ordinanza del TAR sul ricorso 929 del 2017 presentato dalle associazioni WWF di Vibo Valentia, Crotone, Cosenza - Sila Pollino e Calabria Citra per sospendere il calendario venatorio calabrese.
Con un comunicato di Federcaccia Cosenza, tramite la loro pagina facebook, apprendiamo che in Calabria è confermata la preapertura, ma ridotta rispetto a quanto pubblicato sul calendario. Con una decisione molto discutibile, che dovrebbe essere ufficializzata presto, per rispondere alle continue lamentele ambientaliste sul fronte siccità ed incendi si è scelto di limitare la preapertura alle ore 13.
Breve dibattito fra il presidente della LIPU, Mamone Capria ed il vicepresidenti di FEDERCACCIA Buconi. Il tema discusso è lo stop alla preapertura per colpa di siccità ed incendi. Ogni anno gli ambientalisti cercano in tutti i modi di mettere i bastoni fra le ruote dei cacciatori riportando informazioni parziali ed inesatte per pilotare i pensieri delle persone.
Ammontano a ben 17 milioni di euro le quote pagate dai cacciatori calabresi tra il 2010 ed il 2016. Seppure per legge questi soldi sono vincolati alle politiche venatorie sono, invece fermi, nelle casse della regione Calabria.
Oggi 29 giugno si è costituita la Fenaveri l'associazione che d'ora in poi rappresenterà gran parte del mondo venatorio italiano a livello nazionale ed internazionale.
A Gardone Valtrompia, nel bresciano, ieri si sono radunati oltre 5 mila cacciatori che uniti hanno sfilato per dimostrare la loro presenza ed i loro diritti. A dimostrare l'"Orgoglio venatorio" cacciatori da tutta Italia, in particolare Bergamo e Brescia assieme alle associazioni FederCaccia, EnalCaccia, Acl, CPA e Anuu Migratoristi e diversi sindaci locali. Nutrito anche il gruppo rappresentatrice delle cacciatrici.
In meno di due anni il quarto ricorso da parte delle associazioni contrarie alle disposizioni approvate nel calendario venatorio piemontese. Regolamenti super restrittivi che non permettono di cacciare le specie pernice bianca, lepre variabile e allodola da sempre nella lista delle prede cacciabili. I precedenti ricorsi avevano accorto positivamente le richieste delle associazioni, ma nonostante ciò la Regione Piemontese ha varato un ennesimo calendario, in alcune scelte insensate, che ben si discosta dalle disposizioni nazionali.
Le associazioni venatorie che si considerano sbeffeggiate per l'ennesimo ricorso costrette a depositare e per dimostrare il completo dissenso al nuovo calendario venatorio, per il quale non sono state minimamente considerate dall'amministrazione regionale, si sono unite, Federcaccia, Anlc, EnalCaccia, Eps, Anuu migratoristi, e hanno organizzato una manifestazione prevista per il 10 giugno a Torino.
In seguito al ricorso del Tar della Liguria che ha ribadito la legittimità della caccia al
tordo fino al 31 Gennaio 2016 e ai risultati scientifici che attestano l'inizio delle fasi riproduttive delle tre specie (considerando sia il Tordo Bottaccio ed il Tordo Sassello) successivamente alla data indicata le associazioni sarde, CPA, FIDC e UCS (Unione Cacciatori Sardegna) hanno scritto una lettera affinché si possa ridiscutere i termini della caccia al Tordo e alla Beccaccia.
Le Associazioni Venatorie, come spiega l'Art.34 della legge 157 sulla caccia svolgono finalità ricreative, formative e tecnico-venatorie operando su tutto il territorio con sedi periferiche. Si battono per gli interessi ed i diritti dei cittadini cacciatori combattendo anche l'illegalità ed i bracconieri.Negli ultimi anni la produzione annuale di castagne è in crollo a causa di un insetto, il Drycosmus Kuriphilus (conosciuto anche come vespa del castagno)un cinipide giunto sin qui dalla lontana Cina, probabilmente per caso, che si nutre delle infiorescenze dei castagni rendendoli sterili.
Non avendo nemici naturali da noi, la vespa del castagno, si è potuta diffondere all'inverosimile provocando danni enormi ai nostri castagneti.
Un vero fragello che in USA e Giappone è stato affrontato grazie alla lotta biologica. In particolare grazie al Torymus, un imenottero ghiotto delle larve del parassita dei castagni.

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