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Giovedì, 31 Maggio 2018 23:23

Piogge e bel tempo, inizia la nuova stagione dei funghi

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Prima Uscita Funghi RamonA differenza dello scorso anno mi sa tanto che possiamo dire che in questi ultimi periodi l'acqua non ci è mancata. Con la bella stagione ormai alle porte ogni acquazzone non solo rinfresca un po', ma apre le speranze a poter uscire e trovare qualche funghetto prelibato.

Premetto che non sono un fungaiolo doc, ma semplicemente amo girare per i boschi, osservare la natura, vedere possibili posti di caccia e godere anche dei doni spontanei offerti dalla natura fra cui i funghi. Ho chiuso la scorsa stagione, avara di emozioni, la siccità che ha colpito tutta l'Italia ha inciso parecchio, riuscendo poche volte a trovare qualcosa di interessante e raramente sono riuscito ad arrivare a metà cesto.

Come si suol dire, però, la speranza è l'ultima a morire e osservando il tempo di questi giorni si è riaccesa la voglia di prendere scarponi e cesto e andar per i boschi.
Proprio recentemente con gli amici Paolo e Roberto ci si è organizzati per la prima uscita a funghi nei pressi della Riserva di Canale Monterano.
La sveglia suona presto, ma diversamente dalla solita routine settimanale in cui si fa fatica ad alzarsi in quattro e quattr'otto sono pronto e pieno di energie. Il tempo di una colazione al bar tutti assieme e si parte in auto da Roma. Il tragitto prosegue con i nostri soliti ed obbligati racconti di cinghiali che allieatano e ci rendono il viaggio più breve.

Conosciamo tutti bene la zona, ci andiamo spesso a Colombacci e qualche volta a cinghiali su invito di qualche squadra della zona.
La zona è costituita da una grande varietà di ambienti e da una esuberante biodiversità che rende il paesaggio affascinante, unico e sicuramente non monotono.

Boschi collinari si alternando a forre vulcaniche a prati e pascoli ognuno di questi ambienti è caratterizzato da vegetazione tipica, felci rarissime e ricca di fauna di ogni tipo.

Non è ancora giunta l'alba che attraversiamo il Mignone, per me, il più bel fiume laziale, lungo 62km e inaccessibile per alcuni punti. Il corso d'acqua nasce sui Monti Sabatini nel comune di Vejano e, nella sua parte centrale, segna da confine fra la provincia di Roma e quella di Viterbo. Arriva a sfociare nel Tirreno a Sant’Agostino(Tarquinia) e lungo il suo percorso ci regala dei paesaggi davvero stupendi con alcuni antichi insediamenti umani storici lungo il suo percorso.

Arrivati nella zona prefissata ci alleggeriamo subito dal vestiario. Un po' per le temperature miti un po' in previsione della ripida salita che ci aspetta.
Il mio equipaggiamento consta di:
  • Bastone;
  • Cestino in vimini;
  • Borraccia con acqua;
  • Bussola;
  • Coltello per funghi;
  • Smartphone con GPS.
Ho aggiunto lo smartphone perché è importante in caso di emergenza poter contattare rapidamente i soccorsi ed il GPS può aiutare a ritrovare la strada. Ci sono tante applicazioni, che sto ancora valutando, utili a chi effettua escursioni anche in zone non coperte dalla rete dati cellulare. Esempio OruxMaps sembra molto buona e facile da utilizzare. Magari puoi commentare consigliandomi un'applicazione da provare.

Iniziamo la salita, il terreno è molto umido anche se in alcune zona più esposte al sole risulta asciutto. I primi funghi che noto sono le Amanita Phantherina , fungo molto comune, ma tossico che se ingerito in grandi quantità può provocare la morte .
Poco più avanti e un po' raggruppati scovo delle Russole verdi (Russula Virescens) e viola (Russula Cyanoxantha), tre bei galletti (Cantharellus Cibarius) e, finalmente, dopo tanto cercare un piccolo Porcino (Boletus Aereus).

Ovviamente sarebbe stato fantastico se al posto delle Russole ci sarebbero stati solo Porcini, ma anche le Russole hanno il loro pregio dal punto di vista organolettico. Richiedono un'adeguata lessatura per sicurezza, ma hanno un odore particolare ed un sapore particolare che a molti ricorda la nocciola.

Alla fine il "bottino" non è stato dei migliori, ma la semplice camminata nei boschi a vedere i vari colori e a sentire i profumi che la natura ci regala ci ripaga della fatica.
Inoltre sono cacciatore, la mia curiosità di conoscere il posto è tale da spingermi a spostarmi senza sforzo ed ogni avvistamento mi spinge ad inoltrarmi in un'altra zona dopo l'altra. Alla fine, se la memoria non mi inganna, si è visto qualche colombaccio stanziale, tanti bei Gruccioni e anche alcuni scoiattoli. A dire la verità stavo per rientrare deluso. Non avevo visto neanche un cinghiale o dei loro segni, ma a poche decine di metri dalla macchina ecco la sorpresa con un bel branco costituito da 3 grossi e 5/6 piccoli sui 30/40 kg e una decina di porcastrelli ancora striato.

Mi sembra di rivedere la scena proprio adesso, camminiamo e in lontananza si sente quel rumore familiare di cespugli e rami spezzati. Faccio subito una piccola corsetta e li vedo allontanare nel fitto bosco uno dietro l'altro. Riesco ad inquadrarli bene e come un bambino simulo la fucilata col bastone pensando che con una delle mie gualandi avresti steso sicuramente almeno uno o due. Il tutto sarà durato meno di trenta secondi, ma in cuor mio credo di essere rimasto più soddisfatto di quell'avvistamento che del resto della mattinata. Sospirando devo anche aver affermato ad alta voce "Bene, adesso possiamo rientrare..".

Non resto che cucinare....
Alla prossima!

Ramon

La precisione di tiro,non basta per essere un buon cacciatore. Colui che possiede esclusivamente questa capacità, farebbe bene a restarsene a casa.Ma chi ama la fauna e il bosco anche quando non risplende il fuoco, non si ode il fragore dei fucili e va fuori anche durante il periodo di divieto di caccia, quando la terra e gli alberi sono congelati o coperti di neve, quando il cibo scarseggia, il bisogno è massimo e la morte raggiunge l'animale selvatico. Solo colui che scongiura la morte curando,nutrendo e proteggendo gli animali, merita di essere chiamato cacciatore. Hermann Lons

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