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Una star da lungo passato

Legia star bossoloI miei ricordi più belli sono sicuramente le volte in cui andavo a caccia con mio padre ed ero molto affascinato da quella cartucciera che mai mi faceva toccare. Al suo interno ricordo cartucce dai colori e dalle definizioni molte curate. In particolare ricordo che mio padre osannava molto le cartucce "Legia", diceva che valevano quanto costavano.
Fra tutte, infatti, erano le più belle e mi sono sempre rimaste impresse.
Crescendo ed ottenendo il porto d'armi ho sempre dato meno rilievo alla presentazione della cartuccia, ma più alla sua sostanza eppure le cartucce della Legia, anche se disconosco molto di come son fatte, mi lasciano sempre un certo fascino ed una certa emozione che difficilmente so spiegare.

L'espressione veneta della caccia pregiata degli anni 90

Cartucce mion noale M5

Mi avevano regalato alcuni pacchi di corazzate per la caccia pregiata e mi ero trovato così bene che avevo deciso di conservarle gelosamente per usarle in qualche occasione particolare.
Eccomi qui, dopo anni, a cercare di carpire i segreti di questi munizione molto performante e dall'aspetto estetico anche curato.
Ho così raccolto informazioni. Questa munizione veniva prodotta da una grande armeria di Verona, l'armeria Mion, che produce da anni una vasta selezione di caricamenti per ogni esigenza.
Nello specifico, la cartuccia oggetto di questo articolo, è stata commercializzata sin dal 1990 ed è stata studiata specificamente per i tiri lunghi a selvaggina pregiata del tipo anatra o colombaccio. In quegli anni non si pensava minimamente al no toxic per le aree paludose ed il piombo era l'unica scelta possibile.

La cartuccia si presenta molto bene in bossolo di plastica color rosso accesso con scritte di color grigio molto belle da vedere e resistenti all'usura. La scritta non sbiadisce come altre.
La scatola di color blu notte ha impresso il leone alato di piazza San Marco simbolo di Venezia e di tutto il Veneto.

Nonostante sia nata in Veneto, grazie alla sua micidialità nell'abbattimento del selvatico si era un po' diffusa in tutta Italia.
Io abito nel Lazio eppure ricordo che eravamo in molti a possederla qua.

Il Nettuno più famoso nel mondo della caccia...

Vecchia MB Gigante BEIGE CartoneContinuiamo a rispolverare i grandi successi venatori del passato e, questa volta, abbiamo puntato il dito su una cartuccia che non ha bisogno di presentazione e che più grandicelli di noi ha sparato sicuramente almeno una volta nella propria carriera. Sto parlando della MB Gigante cavallo di battaglia della B&P e tutt'ora in produzione.
Nel corso degli anni ha sicuramente subito modifiche aggiornandosi e proponendo il massimo, ma il Nettuno, tributo di uno dei simboli di Bologna che ospita storicamente la sede della ditta, è rimasto sempre presente.
L'attuale versione, qui la versione precedente, usa componenti moderni come il bossolo gordon in plastica e l'MBX32, ma mantiene borra feltro ed orlo tondo che hanno da sempre esaltato questo caricamento.
Proprio l'insieme feltro e chiusura orlo tondo ed i suoi 32g rappresentano il giusto equilibrio per i tiri sulle medie distanze con qualche buon esito anche in eventuali tiri lunghi appena oltre i 30metri.
PM34 demi magnumUna munizione molto famosa negli anni passati era la PM34 una baby magnum molto performante e dedicata alla caccia di pregio.
Nonostante il fondello T1 e il nome un po' forviante questa cartuccia apparentemente normale celava, invece, una dose maggiorata da ben 40g che all'epoca non era tanto comune come oggi.

A produrre la PM34, inizialmente era la Montecatini Edison, che intorno agli anni '60 commercializzò questa munizione che prendeva il nome dalla polvere utilizzata la M34.
Questa era una nitrocellulosa completamente gelatinizzata e messa appunto per soddisfare le richieste di cartucce maggiorate.
La M34 non fu mai venduta al dettaglio e venne utilizzata esclusivamente per il caricamento di munizioni originali.
Si presentava in lamelle trafilate e grafitate color grigio. Semi densa e molto progressiva, questa polvere, si prestava al confezionamento di cartucce magnum e demi (mezze) magnum. Nel '74 subentrò la SNIA che produsse la M34 sino al '76.

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