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Confagricoltura: "Gli animali distruggono le coltivazioni. Iniziativa indispensabile"

Toscana i cacciatori per contrastare l'emergenza cinghiali Con la Delibera 843 dello scorso luglio la giunta regionale ha introdotto la possibilità di cacciare il cinghiale, al di fuori delle aree non vocate per il periodo ottobre-dicembre, anche in braccata con l'aiuto dei cani.

La concessione prevede due giorni massimo alla settimana, il lunedì ed il giovedì, con inizio dopo le ore 10.
Questo amplia le possibilità ai cacciatori che potranno cacciare i cinghiale anche nei pressi dei campi coltivati aiutando così a contrastare l'emergenza in corso ed aiutare gli agricoltori.

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Calendario venatorio toscana 2020 2021Approvato il calendario venatorio che regolamenterà la prossima stagione venatoria in Toscana.
Poche le novità rispetto lo scorso anno se non una piccola attenzione per quei cacciatori specializzati alla caccia all'allodola e che detengono richiami vivi.
Quest'ultimi, infatti, potranno prelevare il doppio delle allodole rispetto agli altri e, quindi, vedono i limiti di carniere portarsi a 20 capi giornalieri per un massimo stagione di 100 capi.
Una piccola attenzione che probabilmente permetterà di mantenere ancora viva la classica caccia all'allodola con i richiami vivi e ne giustifica, in parte, le fatiche e le spese necessarie.
Anche quest'anno, con parere favorevole dell’ISPRA, la regione ha autorizzato su tutto il territorio toscano il prelievo in deroga dello storno, dopo cinghiale e capriolo la terza specie maggiormente responsabile dei danni all'agricoltura con ben 1,5 milioni di danni accertati nel periodo 2004-2019.
Unica novità, rispetto le passate stagioni, l'obbligo dell'uso del tesserino per quei cacciatori che vogliono aderire al prelievo dello storno.
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Famiglia Cinghiali Pascola ForaggiataEra da giugno che i carabinieri della stazione forestale di Borgo San Lorenzo eseguivano accertamenti nella località boschiva del Comune di Vicchio di Mugello (FI) a causa di continui ritrovamenti di materiale utilizzato per foraggiare i cinghiali.

Le indagini, alla fine, hanno permesso di fermare tre persone in procinto di lasciare sul posto sacchi di foraggiamento per un peso complessivo di 20 quintali.
I tre sono cacciatori ed appartenenti ad una nota squadra di cinghiali locali. Il loro intento era cercare di non allontanare i cinghiali dalla zona presidiata dalla squadra.

Tale pratica è, però, vietata si sensi dell'Art.7, comma 2, della Legge 221 del 28/12/2015 contenente le recenti disposizioni per il contenimento della diffusione del cinghiale nelle aree protette o vulnerabili.
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Alauda arvensis AllodolaLa FIDC sezione Toscana ha scritto all'Assessore Remaschi sul tema dei limiti del carniere alle Allodole.
Quest'anno il calendario inserisce ultiori restrizioni che porta a massimo 20 capi e 100 annuali i prelievi di Allodola per ogni cacciatore.

Tuttavia l'associazione vuole sottolineare che, se pur i limiti possano risultare corretti e frutto di studi scientifici, è anche vero che il Piano di Gestione Nazione dell'Allodola prevede la possibilità di inserire carnieri differenziati fra cacciatori specialisti ed i meno abituali.

Esistono, infatti, molti cacciatori che vedono la caccia all'Allodola come un ripiego. Un tipo di caccia da praticare una o due volte, e comunque in maniera del tutto occasionale per divertirsi un po'.
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caccia fagianiIl 9 luglio la Giunta della Regione Toscana ha approvato il calendario venatorio che regolamenterà la stagione di caccia 2018/2019.
La caccia inizierà la terza domenica settembre e si chiuderà il 31 gennaio. Per la pre-apertura, come visto negli ultimi anni, si dovrà attendere una specifica delibera con i tempi, le specie coinvolte e le modalità.

Il nuovo calendario non si discosta più di tanto da quelli degli scorsi anni tranne forse per l'ulteriore limitazione del prelievo dell'allodola.
Il limite massimo, infatti, del prelievo dell'allodola passa da 100 a 50 capi con il limite giornaliero di 10 capi.
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Foraggava CinghialiNel territorio senese di Montemaggio pare sia diffusa la pratica di foraggiare i cinghiali in maniera tale da portarli a non lasciare determinate zone.
Non sono stati pochi, infatti, i ritrovamenti di pane ed altri prodotti da forno sparsi nei boschi. Vengono lasciati per cercare di richiamare i cinghiali e favorirne la riproduzione e l'aumento.

La polizia provinciale, ritrovando i resti di pane, ha cominciato a pattugliare le aree incriminate.
Durante un sopralluogo le autorità hanno sorpreso un uomo mentre portava nel bosco chili di cibo destinato agli ungulati. L'uomo è un appassionato cacciatore di cinghiali ed è stato denunciato per foraggiamento di cinghiali attività proibita dall'art.7 della legge sulla caccia 175/92 (Collegato ambientale novità sulla gestione dei cinghiali).
Sequestrato il cibo ed il pick up con il quale l'uomo viaggiava.
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Cacciatore vince ricorso di contestazione sulla mancata immediata annotazione dei capi abbattuti

appostamento fisso di caccia Nei giorni scorsi avevamo visto come la Regione Toscana si sia impegnata a chiarire quando esattamente deve avvenire l'annotazione sul tesserino dei capi abbattuti.
Arriva la prima conseguenza della mozione con l'assoluzione di un cacciatore assistito dalla associazione Federcaccia.
L'uomo aveva contestato, mesi fa, un verbale di due guardie ambientali volentarie in cui gli contestavano la mancata annotazione dei capi di selvaggina migratoria abbattuti come previsto dalla legge nazionale 157/92.

Il cacciatore, da parte sua, aveva spiegato alle guardie che senza un esame ravvicinato poteva annotare male il tesserino rischiando di falsare i dati sulla fauna prelevata.
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L'annotazione deve avvenire dopo l'identificazione esatta del capo abbatuto

Tesserino venatorio Regione ToscanaLa normativa che prevede di segnare i capi abbattutti sul tesserino subito dopo l'abbattimento ha creato non poche polemiche e controlli troppo rigidi. In particolare il centro delle discussioni è comprendere cosa significhi segnare il tesserino subito dopo l'abbattimento.
La Regione Toscana ha deciso di mettere chiarezza sulla questione approvando la mozione del PD (a firmare Leonardo Marras, Gianni Anselmi, Marco Niccolai, Enrico Sostegni, Andrea Pieroni, Stefano Scaramelli, Nicola Ciolini), con la quale si sancisce che, l'annotazione obbligatoria sul tesserino venatorio, debba avvenire soltanto successivamente all'accertamento del capo abbattuto.

Il cacciatore potrà, quindi, provvedere al recupero e all'identificazione esatta, del capo abbattuto e successivamente annotarlo.
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Regione ToscanaDavanti ad una folta platea la Regione Toscana ha presentato l'applicazione mobile, finanziata dalla regione stessa, che renderà i nostri smartphone in grado di svolgere le medesime funzionalità del tesserino venatorio con tutti i vantaggi della digitalizzazione.
L'applicazione sarà presto disponibile e permetterà di ridurre i costi di stampa, ma soprattutto permetterà di avere dati real time e rapidamente consultabili sugli effettivi prelievi realizzati dai cacciatori.
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1,2 milioni di € i danni accertati alle coltivazioni toscane nel periodo 2004 -2015. Dopo cinghiali e capriolo è la terza specie che a mettere in difficoltà gli agricoltori toscani. Lo Storno, però, colpisce principalmente le produzioni più importanti della regione quali vigneti ed oliveti.
Per questo la Regione Toscana, con il parere positivo dell'ISPRA ha deliberato il prelievo in deroga su tutto il territorio di 23 mila Storni.
Testo della delibera N.26 del 29/06/2016.

Modalità del prelievo
È consentito il prelievo in deroga alla specie Storno esclusivamente nella forma di caccia da appostamento ed esclusivamente nelle prossimità di vigneti ed uliveti, in presenza di frutto pendente, ad una distanza non superiore a 100 metri dalle stesse colture.
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