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Istinto per la caccia innato...

Furetto Addestramento Pervenuti all'età di tre mesi, si comincia ad ammaestrare i giovani furetti alla caccia al coniglio; Anzitutto si comincia a portarli fuori dai locali d'allevamento a piccole distanze, si mettono a terra per un momento, si passano spesso da una mano all'altra con fare sempre carezzevole, e poi si riportano al loro posto.

Questa costituisce l'educazione elementare, che è indispensabile per addomesticare i giovani furetti a lasciarsi maneggiare con facilità dall'uomo ed a far perdere loro la naturale selvaticità e, solo quando questo addomesticamento è completo, si può pensare a cominciare l'addestramento alla caccia.

Dapprima si portano i giovani furetti accompagnati dalla madre in una tana conosciuta, che sia piccola e non intricata, e dove l'ammaestratore sa che è facile trovare qualche coniglio, anche mettendovelo appositamente.
Si fa entrare la madre nella galleria tenendola legata con una cordicella, in modo da farla avanzare a poco a poco, e s'introducono i piccoli appresso alla madre.
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Nel precedente articolo, furetto antica tradizione siciliana, abbiamo visto come il furetto sia un animale addomesticato dall'uomo e che da solo non può sopravvivere.
Per chi tiene o alleva furetti arriva prima o poi il momento della riproduzione...

Partiamo sul capire come si riconosce il maschio dalla femmina. A livello visivo non hanno alcuna differenza, ma controllando la distanza ano-genitale si riesca a comprendere meglio qual è il maschio e quale è la femmina dove tale distanza è minima. Generalmente i maschi sono anche più grandi rispetto le femmine.
Entrambi raggiungono la maturità sessuale verso i 7 mesi e il periodo riproduttivo va generalmente da Marzo ad Ottobre.
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Nato appositamente per la caccia al coniglio, ed in un certo senso è proprio così.

Il furetto è un animale conosciuto ed è allevato per lo scopo di adoperarlo alla caccia del coniglio selvatico.
L'utilità è ben poca cosa in confronto delle continue cure che esige durante un anno intero, mentre poi il tempo in cui lo si utilizza a caccia è assai limitato. Malgrado tutto questo il furetto è stato il compagno obbligatorio dei cacciatori siciliani di conigli selvatici.

IL furetto è un mammifero appartenente all'ordine dei carnivori, famiglia dei Mustelidi, genere Martora2, gruppo delle Puzzole. È d'una agilità senza pari, diffidente e di sensi acuti, sa perciò superare tutte le difficoltà e scansare gli agguati.
Il suo coraggio ha dell'incredibile. Si precipitano rabbiosamente su qualunque nemico incontrino in una tana. Ma sono anche talvolta collerici col padrone e lo mordono senza riguardo.
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QUALCHE PAROLA DI COMPLETAMENTO SULLA CHIUSURA OGIVALE

Chiusura Paci Giorgio Della chiusura ogivale già si è parlato in un precedente articolo (chiusura ogivale), non voglio ripetere ciò che è già stato detto, il mio intento è piuttosto parlarvi della mia personale esperienza con questa chiusura, sono osservazioni assolutamente personali, che potrebbero non essere da tutti condivise, tuttavia spero possano servire ad incuriosire un po' chi ancora non la conosce , e come me ama il caricamento e vuol provarne ogni particolarità.

Intanto come è stato detto è una chiusura che ha delle caratteristiche peculiari, che possono renderla particolarmente interessanti, vediamo di esaminarle ad una ad una dettagliatamente.:

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Esistono un sacco di sciocchezze e dicerie sulle cartucce

Cartucce mitiIn questi anni penso di aver sentito dire la qualunque nel campo della ricarica o delle cartucce. Soprattutto sul web nei vari forum o social trovi consigli senza alcun fondamento che ti lasciano un po' basito.

In generale possiamo dire che non c'è molto da dire su una cartuccia. Questa è composta da cinque componenti che assemblati fra loro ti permettono di creare una munizione. Sembrerebbe pertanto non ci molto da sbagliare eppure dietro ci sono miriadi di accorgimenti...
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Cartucce con chiusura ogivale Paci Già nell'800 si sperimentavano differenti tipologie di chiusure per le cartucce per armi ad anima liscia. Quasi tutte sono state poi abbandonate col tempo per la "classica" chiusura a tonda che, con i materiali dell'epoca, permette di ottenere le migliori rese balistiche.

In seguito è arrivata la chiusura stellare, oggi la più usata, che tutti noi conosciamo per la sua praticità e realizzazione sia a livello amatoriale che industriale. Quest'ultima permette anche un risparmio in termini di polvere utilizzata. Fattore da non sottovalutare nelle aziende dove si producono milioni di munizioni l'anno.

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Strozzatori interni Gli strozzatori rimovibili arrivano nel mercato alla fine degli anni '70 con la serie di fucili Winchester 101. Questi hanno un po' rivoluzionato i fucili ad anima liscia rendendoli molto più versatili e concedendo ai vari tiratori di usufruire di un'arma sola per tutte le varie attività.
Gli strozzatori permettono di variare il comportamento della rosata andando a "stringere" più o meno o allungando la canna sino ai più moderni rivestiti in nano ceramica che aiutano ad aumentare le velocità iniziali.

In pratica hai solo l'imbarazzo della scelta. Tuttavia gli strozzatori rimovibili richiedono una leggera accortezza, maggior cura e manutenzione rispetto ad una canna fissa. Risulta, quindi, importante prendersi cura degli strozzatori ed imparare a mantenerli correttamente.
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L'occhio dominante e la nostra insicurezza giocano un ruolo chiave

Doppietta Tradizionale Cal12 Esistono due modi per poter sparare. Uno più intuitivo è chiudere un occhio e concentrarsi sul mirino ed il bersaglio l'altro è tenere gli occhi aperti in ogni istante.
Io stesso, in maniera del tutto automatica, tendo spesso a tenere gli occhi aperti e chiudere nell'ultimo istante prima dello sparo l'occhio opposto alla spalla dove è poggiato il fucile per determinare la linea di tiro e ben focalizzare dove si trova il fucile rispetto al selvatico. Questo mi crea una sorta di "falsa sicurezza" perchè, se da un lato mi dà la sensazione di pieno controllo, al tempo stesso mi riduce la percezione di profondità e velocità del bersaglio.
Ovvio nulla che mi permetta di non centrare il selvatico, ma in qualche modo mi sto precludendo alcune facilitazioni che la vista binoculare è in grado di offrirci.

Quando, invece, spariamo con gli occhi aperti ben il 90% della nostra vista si focalizza sull'uccello o cinghiale di turno mentre il 10%, senza accorgercene, rimane consapevole della linea di tiro e dove si trova il mirino rispetto al bersaglio.
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I colori per avere il pieno controllo delle cartucce e semplificare la vita...

Cartucce Calibro20 gialleUn caro lettore ci ha posto un'interessante domanda chiedendoci come mai quasi tutte le cartucce del calibro 20 sono gialle.
Molti di noi, soprattutto chi ricarica o usa il calibro 12 sono spesso portati a distinguere le varie cartucce immediatamente grazie al colore del bossolo. Nel calibro 20 non è così, quasi tutte le ditte sfruttano bossoli di color giallo ed i più distratti tendono a mischiare le cartucce.

Ricordo un bel pomeriggio al rientro dei Tordi. Il passo era molto buono ed un caro amico amante del 20 sparava a più non posso e a volte non aveva neanche il tempo di ricaricare che subito transitava un altro tordo.
Dopo un po' mi avvicino e noto con dispiacere che per la fretta e l'agitazione questo mio amico prendeva rapidamente le cartucce dalle tasche e senza guardarle le incamerava. A terra oltre alle classiche cartucce piombo 10 capitava di vedere anche qualche corazzata piombo 5 o 3.
Ovviamente ai Tordi non importava più di tanto, ma un pochino al portafoglio si.
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Un prelievo scrupoloso ed attento per rafforzare le specie e garantirne il giusto equilibrio

Cervo Caccia SelezioneLa caccia di selezione, in italia, è generalmente svolta agli ungulati (cinghiali, caprioli, daini, cervo, camoscio e muflone) ed è un'importante utilità per la gestione della fauna sul territorio.
Per esercitare la caccia di selezione è necessario sostenere uno specifico esame di abilitazione successivamente aver conseguito l'esame per la licenza di porto di fucile ad usa caccia.
Tale esame prevede una prova scritta ed una orale e viene svolto dalla provincia. Le materie oggetto della prova sono biologia, comportamento e riconoscimento delle varie specie, conoscenza delle normative ed una prova pratica sui campi da tiro.
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