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Martedì, 07 Agosto 2018 00:01

Veneto, adesso i comuni si occuperanno delle multe ai cacciatori

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La gestione delle multe passa dalla province ai comuni...

Caccia Prato SpringerPochi giorni fa il Consiglio regionale del Veneto si è trovato per parlare sul riordino delle funzioni competenti alle provincie e, in particolare, ci sono novità per la caccia e la pesca.
La gestione delle multe, sin ora in carico alle province, passano in mano ai Comuni. L'Assessore Giuseppe Pan ha affermato che così «Si razionalizza il sistema... In questo modo facciamo chiarezza nella distribuzione delle competenze tra Regione, Province e Comuni tra livello politico (cioè la Giunta) e quello gestionale»

La vigilanza venatoria sarà, così, affidata al nuovo servizio regionale valorizzando il ruolo il ruolo dei Comuni ai quali adesso spetta riscuotere ed incamerare le sanzioni inflitte.

Anche il vicentino Sergio Berlato conferma queste posizioni affermando che: «Con la legge DelRio del 2014 le province hanno subito un grave danno organizzativo con conseguenze per i servizi». La Regione, valutando che le province non sono in grado di svolgere adeguatamente le funzioni di caccia e pesca, precedentemente delegate, ha deciso di rimuovere a quest'ultime la gestione.

Di tutt'altra opinione Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (Amp) e Patrizia Bartelle (M5s). Essi sostengono che dare le competenze sulle multe a caccia e pesca ai Comuni non sia una buona idea e possa anche mettere a rischio il buon esisto dei procedimenti. I tre sostengono che alla fine gli unici a festeggiare saranno i bracconieri perchè i comuni più piccoli, attualmente, non avrebbero le risorse, in caso di contenziosi, per affrontare gli eventuali ricorsi.
Bartelle aggiunge che avranno la peggio anche le associazioni dei volontari costretti, dopo aver multato, a portare i verbali nei singoli comuni percorrendo chilometri e chilometri e non più in un unico ufficio a livello provinciale. Si presuppone che la medesima cosa avverrà per chi dovrà presentare ricorso.

Gli oppositori alla nuova disposizione sostengono che si tratta di una punizione per i tanti volontari che con dedizione e professionalità contrastano il bracconaggio.
Tuttavia con questo "riordino" e con un'organizzazione precisa i volontari che svolgeranno le loro attività in una zona ben precisa alla fine saranno solo avvantaggiati grazie alla presenza di uffici più capillari sul territori. Basterà, alla fine, alle associazioni di volontari far svolgere le attività di controllo alle guardie nei loro comuni e non spostarli da una parta all'altra della provincia.
Alla fine il tutto cambierà solo il modo di gestire i controlli, ma non creerà sgravi.

Intanto noi cacciatori siamo preoccupati solamente della mancanza capillare dei controlli, e che alla fine gli accertamenti vengano meno nelle aree più rurali e magari più difficili da raggiungere.
Troppo spesso i bracconieri vengono associati al nome dei cacciatori ovvero coloro che svolgono in regola e con passione le loro attività.

Troppo semplice andare a controllare quest'ultimi spesso presi sotto mira e spaventati da controlli atti semplicemente a cercare il minimo difetto per sollevare un verbale o creare complicazioni alle attività svolte.

Semplice andare a trovare chi svolge la caccia in buona fede. Vedremo come andrà questa stagione con le nuove regole e speriamo che non si apra una gara spietata al "difetto" per far cassa dai buoni e che si punti a punire e debellare il bracconaggio una volta per tutte...
Giuseppe

Appassionato cacciatore alla migratoria e soprattutto alla regina del bosco, la Beccaccia. Mentre aspetta le prime gelate di fine ottobre che portano le Beccacce pratica la caccia al Colombaccio da palco con piccioni addestrati. Appassionato ricaricatore spara solo cartucce caricate da lui con il suo Franchi semiautomatico cal 12 e il suo intraprendente calibro 28 sovrapposto Rizzini tutta caccia. Sempre in compagnia dei suoi due cani, Zac il Kruizer e Krasic lo Springer

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