Auto rigate e minacce ai cacciatori: «Se torni ti spacco i vetri».

Diverse automobili danneggiate, poi i biglietti con minacce. A Monte Cacciona, nel territorio di Porto San Giorgio (FM), alcuni cacciatori hanno denunciato una serie di episodi avvenuti durante le giornate di caccia. Ma chi sta compiendo questi gesti? Al momento non ci sono responsabili identificati.
La stagione venatoria è appena iniziata e in una zona del Fermano la tensione sembra essere salita rapidamente.
Secondo quanto riportato dalla cronaca, inizialmente sarebbero state quattro le automobili di cacciatori danneggiate. Le vetture avrebbero riportato profondi graffi alla carrozzeria, con danni stimati nell’ordine di circa 2.000 euro per automobile.
Poi la situazione sarebbe ulteriormente degenerata.
Su alcune vetture sarebbero comparsi biglietti dal contenuto minatorio, con un messaggio inequivocabile:
«La prossima volta ti spacco tutti i vetri. Non tornare più qui. Sei avvisato».
Successivamente sarebbero state danneggiate altre tre automobili.
Di fronte alla situazione, alcuni cacciatori si sono rivolti alle Forze dell’ordine e hanno presentato denuncia.
Ma chi è stato?
È probabilmente questa la domanda più importante.
E, al momento, non c’è una risposta.
Sarebbe facile puntare immediatamente il dito contro chi è contrario alla caccia. La presenza di un messaggio rivolto esplicitamente a chi va a caccia potrebbe far pensare a un gesto di protesta o intimidazione da parte di qualcuno che non condivide l’attività venatoria.
Ma sarebbe soltanto un’ipotesi.
Non possiamo escludere, ad esempio, che dietro i danneggiamenti ci siano dissapori personali, conflitti tra cacciatori, qualcuno che ritenga di aver subito un torto oppure una vicenda completamente diversa da quella che appare inizialmente.
La cosa corretta, quindi, è lasciare che siano le indagini a stabilire la verità.
La caccia si può contestare. Le minacce sono un’altra cosa.
Essere contrari alla caccia è perfettamente legittimo.
Si può protestare, organizzare manifestazioni, chiedere modifiche alle leggi, contestare un calendario venatorio o rivolgersi ai tribunali.
Allo stesso modo, un cacciatore che svolge la propria attività nel rispetto delle norme ha il diritto di farlo senza essere intimidito o aggredito.
Danneggiare l’automobile di una persona o minacciarla perché sta svolgendo un’attività legalmente consentita non è una forma di confronto.
È un comportamento che, se confermato, deve essere perseguito indipendentemente dalle motivazioni di chi lo ha commesso.
Ora servono risposte
Le denunce presentate dai cacciatori permetteranno alle Forze dell’ordine di raccogliere gli elementi necessari per ricostruire quanto accaduto.
Telecamere presenti nella zona, testimonianze, eventuali immagini, orari e modalità dei danneggiamenti potrebbero essere determinanti per capire se gli episodi siano collegati e soprattutto chi li abbia commessi.
Una cosa è certa: la discussione sulla caccia può essere anche dura, ma deve rimanere dentro le regole della convivenza civile e della legge.
Perché se qualcuno ritiene che un cacciatore stia sbagliando, esistono strumenti molto più efficaci di una chiave sulla carrozzeria o di un biglietto minatorio: una denuncia, una segnalazione alle autorità o un ricorso nelle sedi competenti.
E adesso la domanda resta una:
chi sta davvero dietro a questi danneggiamenti?
Sarà l’indagine a dircelo.
