Caccia e agricoltura, dalla Liguria 450 mila euro per prevenire e risarcire i danni della fauna selvatica

Le tasse venatorie hanno contribuito a sostenere 375 imprenditori agricoli e conduttori di fondi. La Regione richiama anche gli investimenti nelle recinzioni e nei sistemi di prevenzione. Ecco cosa sappiamo.
450 mila euro a sostegno del settore agricolo
Il contributo del mondo venatorio alla gestione del territorio non si esaurisce nell’attività di caccia. Un esempio arriva dalla Liguria, dove nel 2025 sono stati raccolti 450 mila euro attraverso la tassa regionale pagata dai cacciatori, risorse destinate alla prevenzione e al risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle attività agricole.
La notizia, pubblicata il 17 ottobre 2026 da Riviera24 e ripresa da altre testate locali, riporta le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Caccia e alla Fauna selvatica Alessio Piana. Secondo quanto comunicato, sono stati oltre 11 mila i versamenti registrati e 375 gli imprenditori agricoli e conduttori di fondi che hanno potuto beneficiare delle risorse.
Si tratta di un dato significativo, perché mette in evidenza un aspetto spesso poco presente nel dibattito pubblico: il mondo venatorio contribuisce economicamente anche a interventi che interessano altri comparti del territorio.
Come funziona il fondo regionale
Il meccanismo non nasce da una donazione volontaria delle associazioni venatorie, ma da un sistema previsto dalla legislazione regionale.
La legge regionale ligure 1° luglio 1994, n. 29, disciplina infatti la destinazione di una quota delle entrate connesse all’attività venatoria alla prevenzione e al risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole.
In particolare, l’articolo 42 prevede che una quota non inferiore al 25% della somma di riferimento sia destinata a queste finalità. L’articolo 43 disciplina il fondo regionale per la prevenzione e il risarcimento dei danni non altrimenti risarcibili.
Le risorse possono quindi contribuire a sostenere aziende agricole e conduttori di fondi che subiscono danni alle colture, alle produzioni zootecniche e alle opere presenti sui terreni coltivati o utilizzati a pascolo, nel rispetto dei criteri regionali.
La normativa e le procedure sono consultabili direttamente sul sito della Regione Liguria.
Non soltanto risarcimenti: l’importanza della prevenzione
Accanto agli indennizzi, la prevenzione rappresenta uno strumento essenziale per ridurre i danni prima che si verifichino.
Nella stessa comunicazione, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana richiama gli interventi sostenuti attraverso il Complemento per lo sviluppo rurale, con oltre un milione di euro destinato al cofinanziamento delle recinzioni realizzate dalle aziende agricole, con contributi indicati fino all’80% a fondo perduto nell’ambito delle misure richiamate.
Vengono inoltre menzionati sistemi di dissuasione acustica e luminosa e tecnologie innovative come il virtual fencing, che permettono di gestire determinate aree attraverso sistemi digitali e strumenti di contenimento o dissuasione.
Risarcire un danno è importante, ma evitare che si ripeta può essere ancora più utile sia per gli agricoltori sia per la gestione complessiva del territorio.
Cacciatori e agricoltori: interessi diversi, problemi da affrontare insieme
Il rapporto tra attività venatoria, fauna selvatica e agricoltura è complesso. Le esigenze di chi coltiva la terra, quelle di chi pratica la caccia e quelle legate alla conservazione della fauna non coincidono sempre.
I danni alle colture possono creare difficoltà economiche concrete alle aziende agricole. Allo stesso tempo, la gestione faunistica richiede dati, pianificazione, prevenzione e interventi coerenti con le norme vigenti.
In questo contesto, il caso ligure offre un elemento concreto da considerare: le entrate collegate all’attività venatoria possono contribuire a finanziare misure di sostegno al settore agricolo.
È un aspetto che merita di essere raccontato senza contrapposizioni preconcette. Il confronto tra agricoltori, istituzioni, tecnici faunistici e mondo venatorio può aiutare a individuare soluzioni più efficaci, soprattutto quando la prevenzione e la gestione della fauna richiedono interventi coordinati.
Cosa sappiamo e cosa resta da approfondire
I dati riportati dalla stampa locale, sulla base delle dichiarazioni degli assessori regionali, indicano 450 mila euro raccolti nel 2025, oltre 11 mila versamenti e 375 beneficiari.
La Regione pubblica inoltre le norme e le procedure per richiedere i risarcimenti e i contributi destinati alla prevenzione dei danni.
Per ricostruire nel dettaglio l’impiego delle risorse sarebbe però utile consultare anche un rendiconto ufficiale che specifichi gli importi effettivamente liquidati, la ripartizione tra prevenzione e risarcimenti e le tipologie di danno finanziate. I dati complessivi riportati dalle notizie non consentono, da soli, di ricostruire questa ripartizione.
Il contributo venatorio al territorio
La vicenda ligure ricorda che la caccia si inserisce in un sistema di regole, contributi e responsabilità che coinvolge anche la gestione della fauna e la tutela delle attività agricole.
Raccontare questi aspetti con dati verificabili permette di andare oltre gli slogan e di affrontare il tema in modo più completo. Il contributo economico dei cacciatori, quando viene destinato a interventi pubblici, è un elemento concreto del rapporto tra mondo venatorio e territorio.
Per ModoMirino, informare significa anche dare spazio a questi dati, distinguendo i fatti documentati dalle valutazioni e promuovendo un confronto basato su informazioni verificabili.
