DDL Caccia: a che punto è la riforma della legge 157/92 e cosa può cambiare per i cacciatori?

Il DDL Caccia torna al centro dell’attenzione. Mercoledì 9 settembre è prevista una riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Agricoltura della Camera: un passaggio importante per capire come proseguirà l’esame della riforma della legge 157/92. Ma a che punto siamo realmente? E soprattutto: cosa cambierebbe per i cacciatori se il testo diventasse legge?
Il DDL Caccia a che punto è?
Il disegno di legge sulla modifica della legge 11 febbraio 1992, n. 157, ha già superato il primo importante passaggio parlamentare: il Senato lo ha approvato il 23 giugno 2026, con un testo modificato rispetto alla proposta originaria.
Il provvedimento è quindi passato alla Camera dei deputati, dove porta il numero C. 2984, e viene esaminato dalla Commissione Agricoltura.
Questo significa che la legge 157/92 non è ancora stata modificata: fino all’eventuale approvazione definitiva del provvedimento, continuano ad applicarsi le norme attualmente in vigore.
Cosa succede il 9 settembre?
Mercoledì 9 settembre alle ore 15 è prevista la riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Agricoltura, integrato dai rappresentanti dei gruppi parlamentari.
Non sarà quindi il giorno dell’approvazione definitiva del DDL.
La riunione servirà soprattutto a stabilire come proseguiranno i lavori della Commissione dopo la pausa estiva.
Il percorso alla Camera, infatti, è stato tutt’altro che rapido. Prima della pausa estiva l’esame degli emendamenti aveva proceduto molto lentamente, anche a causa dell’elevato numero di proposte presentate dalle opposizioni. Tra le ipotesi discusse dalla maggioranza c’è stata anche quella della cosiddetta “tagliola”, cioè un meccanismo parlamentare finalizzato a ridurre il numero degli emendamenti da esaminare.
La riunione del 9 settembre potrebbe quindi fornire indicazioni importanti sui tempi e sulle modalità con cui il DDL verrà esaminato nei prossimi mesi.
Il testo può ancora cambiare?
Il testo arrivato alla Camera non deve necessariamente essere approvato così com’è.
I deputati possono infatti presentare e votare emendamenti.
Nei mesi scorsi sono già state presentate numerose proposte di modifica e, proprio per questo, non è corretto parlare oggi di tutte le disposizioni contenute nel DDL come se fossero già legge.
Quello che leggiamo oggi nel testo può ancora essere modificato durante l’iter parlamentare.
E se la Camera dovesse modificare il testo approvato dal Senato, il provvedimento dovrebbe tornare nuovamente a Palazzo Madama.
Ma cosa vuole cambiare il DDL Caccia?
Il provvedimento interviene profondamente sulla legge 157/92, la normativa nazionale che disciplina la protezione della fauna selvatica e l’attività venatoria.
Tra gli aspetti più importanti contenuti nel testo approvato dal Senato ci sono modifiche riguardanti:
- la pianificazione faunistico-venatoria;
- gli Ambiti territoriali di caccia;
- gli appostamenti fissi;
- l’utilizzo dei richiami vivi;
- alcune modalità di esercizio dell’attività venatoria;
- gli strumenti ottici e optoelettronici nella caccia di selezione;
- il rapporto tra normativa nazionale e gestione regionale;
- alcune disposizioni relative alle sanzioni.
Non tutte queste novità, però, hanno lo stesso peso e soprattutto non tutte sono definitive.
E i calendari venatori?
Questo è probabilmente uno degli aspetti più interessanti per i cacciatori.
Il tema dei calendari venatori è diventato particolarmente delicato negli ultimi anni, anche per il crescente ricorso alla giustizia amministrativa contro i provvedimenti regionali.
La riforma interviene sul sistema della pianificazione e sulle procedure che regolano l’attività venatoria, ma non è corretto dire oggi che “il DDL impedirà i ricorsi al TAR”.
Il diritto di ricorrere alla giustizia amministrativa non scompare semplicemente perché viene modificata la legge sulla caccia.
Il punto è piuttosto capire come cambieranno le regole, gli atti impugnabili e le condizioni sulla base delle quali potranno essere contestati i provvedimenti regionali.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che meriterà particolare attenzione nella versione definitiva della riforma.
Cosa succederà adesso?
Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 9 settembre.
La riunione dell’Ufficio di presidenza dovrebbe chiarire come la Commissione Agricoltura intende organizzare la prosecuzione dell’esame.
Da quel momento sarà possibile capire se il Governo e la maggioranza intendono imprimere una forte accelerazione al provvedimento oppure se l’esame continuerà a procedere lentamente.
Dopo il passaggio in Commissione, il testo dovrà arrivare all’Aula della Camera.
E qui si aprono diversi scenari:
1. La Camera approva il testo senza modificarlo
Il DDL potrà proseguire verso la promulgazione, seguendo gli ultimi passaggi previsti.
2. La Camera modifica il testo
Il provvedimento dovrà tornare al Senato per una nuova votazione sulle modifiche.
3. L’esame procede lentamente o viene rinviato
La riforma potrebbe richiedere ancora molto tempo prima di arrivare all’approvazione definitiva.
Quindi, oggi, cosa cambia per il cacciatore?
Niente, per ora.
È probabilmente la risposta più importante.
Il DDL non è ancora legge e quindi non modifica le regole della stagione venatoria 2026/27.
I calendari, le specie cacciabili, gli orari, i periodi di caccia e tutte le altre disposizioni attualmente applicabili continuano a essere disciplinati dalla normativa vigente e dai singoli provvedimenti regionali.
La riforma potrebbe cambiare molte di queste regole in futuro, ma fino all’approvazione definitiva il testo rimane un disegno di legge.
Il punto della situazione
Ad oggi possiamo quindi riassumere così:
🟢 23 giugno 2026: il DDL viene approvato dal Senato.
🟢 Estate 2026: arriva alla Camera e inizia l’esame in Commissione Agricoltura.
🟡 Estate 2026: vengono esaminati i primi emendamenti, ma i lavori procedono lentamente.
🟡 9 settembre 2026: è prevista la riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Agricoltura per stabilire come proseguire l’esame.
🔴 Oggi: il DDL non è ancora legge.
🔴 La legge 157/92 resta quindi in vigore nella sua formulazione attuale.
Perché conviene seguirlo
La riforma della legge sulla caccia potrebbe essere uno dei provvedimenti più importanti degli ultimi decenni per il mondo venatorio italiano.
Ma proprio perché il percorso parlamentare è ancora in corso, è importante distinguere ciò che è già stato approvato da ciò che è soltanto proposto.
Nei prossimi passaggi alla Camera potrebbero infatti arrivare modifiche anche significative.
Il 9 settembre potrebbe quindi essere una data importante non perché il DDL diventerà legge, ma perché potremmo finalmente capire quale sarà il prossimo passo della riforma.
