Ibis sacro, in Lombardia riparte il controllo: perché è importante partecipare

Il controllo dell’Ibis sacro torna al centro delle attività di gestione faunistica in Lombardia. Ma attenzione: non si tratta della normale caccia a una specie inserita nel calendario venatorio. È un intervento di controllo della popolazione effettuato in deroga, secondo modalità e condizioni stabilite dalla Regione.
L’Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus) è una specie esotica invasiva e la sua presenza in Italia, e in particolare in alcune aree del Nord, è aumentata progressivamente.
Per questo motivo Regione Lombardia ha previsto un Piano di controllo numerico della popolazione di Ibis sacro, nell’ambito delle possibilità previste dalla normativa nazionale ed europea.
Non è una normale specie cacciabile
Questo è il primo punto da chiarire.
Il prelievo dell’Ibis sacro viene effettuato nell’ambito di un controllo autorizzato in deroga, ai sensi dell’articolo 9 della Direttiva 2009/147/CE e dell’articolo 19-bis della legge 157/1992.
La Regione Lombardia, nel precedente provvedimento, aveva autorizzato il controllo in tutti gli ATC e negli istituti venatori privati, consentendolo ai cacciatori residenti in Lombardia espressamente autorizzati.
Questo significa che non è sufficiente essere titolari di licenza di caccia: occorre rispettare le procedure previste dal provvedimento regionale e ottenere l’autorizzazione richiesta.
Come veniva effettuato il prelievo
Nel precedente provvedimento regionale il controllo poteva essere effettuato:
- da appostamento fisso;
- da appostamento temporaneo;
- alla posta;
- anche con l’utilizzo di zimbelli non vivi e stampi attrattori;
- preferibilmente nei siti di alimentazione e lungo le traiettorie utilizzate dagli Ibis per gli spostamenti tra dormitori e zone di alimentazione.
Il provvedimento stabiliva inoltre un limite massimo di 30 capi per giornata di caccia per ciascun cacciatore autorizzato, con obbligo di annotazione sul tesserino utilizzando il codice della specie.
Particolare attenzione era prevista anche per i dormitori: il prelievo poteva essere effettuato esclusivamente presso posatoi e dormitori nei quali fosse presente una situazione monospecifica di Ibis sacro.
Attenzione al munizionamento
Il provvedimento regionale prevedeva inoltre specifiche disposizioni sul munizionamento.
Il prelievo doveva essere effettuato con pallini preferibilmente in materiali alternativi al piombo, mentre negli interventi effettuati su specchi d’acqua, anche artificiali, lanche, stagni, paludi e laghi naturali il munizionamento doveva essere privo di piombo.
Sono prescrizioni che il cacciatore deve conoscere prima di partecipare al controllo.
Perché è importante partecipare?
Qui c’è probabilmente l’aspetto più interessante per il mondo venatorio.
Un programma di controllo funziona anche attraverso la partecipazione concreta dei soggetti autorizzati e la raccolta dei dati sui prelievi effettuati.
Partecipare significa quindi non soltanto contribuire materialmente al controllo della specie, ma anche permettere alle amministrazioni di avere dati sul numero degli interventi e sull’effettiva capacità del sistema di contenere la popolazione.
Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali il mondo venatorio dovrebbe prestare maggiore attenzione.
Quando viene previsto un intervento di controllo, è importante che i cacciatori interessati conoscano le regole, presentino correttamente le richieste e soprattutto registrino correttamente i capi prelevati.
Un’occasione anche per dimostrare il ruolo della caccia nella gestione
La gestione delle specie problematiche o invasive è destinata ad avere un peso sempre maggiore.
In questo contesto il cacciatore può essere chiamato a svolgere un ruolo che va oltre quello della semplice attività venatoria: diventare parte di un programma di gestione faunistica basato su regole, autorizzazioni e dati.
Per questo la partecipazione deve essere fatta con serietà.
Rispettare le modalità previste, conoscere le zone interessate, utilizzare il munizionamento prescritto e compilare correttamente il tesserino non sono semplici formalità.
Sono elementi che contribuiscono alla credibilità dell’intero sistema.
Prima di andare sul campo, controllare sempre il provvedimento aggiornato
C’è però una raccomandazione fondamentale.
Le modalità operative possono cambiare da una stagione all’altra. Per questo non bisogna utilizzare automaticamente le regole del precedente provvedimento.
Regione Lombardia pubblica sulla propria sezione dedicata alla fauna selvatica e alla caccia gli atti e le disposizioni aggiornate.
Quando saranno pubblicati il nuovo provvedimento, l’eventuale decreto attuativo e la modulistica per la stagione 2026/2027, sarà quindi necessario verificare:
chi può partecipare, come presentare la domanda, entro quale termine, dove effettuare il controllo, quali modalità di prelievo sono consentite, quali limiti sono previsti e come devono essere registrati i capi.
Il messaggio ai cacciatori
Se sei interessato a partecipare, non aspettare l’apertura del periodo di controllo per informarti.
Segui le comunicazioni della Regione, verifica la modulistica e prepara per tempo la documentazione necessaria.
Perché quando si parla di controllo dell’Ibis sacro, la partecipazione dei cacciatori autorizzati può rappresentare una componente concreta della gestione della specie.
Ma proprio perché si tratta di un controllo in deroga, ogni singola regola deve essere rispettata.
