Cane da caccia: come prepararlo alla nuova stagione

Dopo mesi di relativa inattività, il nostro cane non può essere considerato automaticamente pronto ad affrontare ore di lavoro sul terreno. La preparazione deve essere graduale e deve partire prima dell’apertura.
Per molti cacciatori l’arrivo della nuova stagione venatoria coincide con un momento atteso per mesi.
Fucile pronto, cartucce preparate, abbigliamento sistemato e finalmente si torna sul terreno.
Ma c’è qualcuno che spesso rischiamo di preparare meno di tutto il resto: il nostro cane da caccia.
Durante i mesi estivi, infatti, molti cani conducono una vita decisamente più tranquilla rispetto a quella che affronteranno durante la stagione. Poche passeggiate, temperature elevate e tanta permanenza a casa possono significare una condizione fisica non paragonabile a quella necessaria per affrontare diverse ore di caccia.
E quando arriva settembre non possiamo semplicemente pensare che basti una giornata sul terreno per “rimetterlo in forma“.
Il cane non è una macchina che si accende a settembre
Un cane da caccia può avere un’enorme voglia di correre e lavorare anche dopo mesi di inattività.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che dobbiamo considerare.
Il cane non sempre è in grado di autoregolarsi. La motivazione, l’istinto e l’eccitazione della giornata di caccia possono portarlo a spendere molte più energie di quanto la sua condizione fisica permetta.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto il fiato.
Durante la corsa vengono sottoposti a lavoro muscoli, tendini, legamenti e articolazioni, soprattutto quando il cane affronta terreni sconnessi, salite, discese, salti e continui cambi di direzione.
Per questo motivo la preparazione dovrebbe essere progressiva.
Prima di allenarlo, guardiamo il suo peso
Uno degli aspetti più importanti, e spesso sottovalutati, è il peso corporeo.
Un cane in sovrappeso deve sostenere un carico maggiore durante ogni movimento. Questo diventa ancora più importante quando l’attività aumenta, perché il cane può arrivare a percorrere molti chilometri durante una giornata di caccia.
Il peso, però, non dovrebbe essere valutato soltanto guardando il numero sulla bilancia.
Il veterinario può valutare la condizione corporea del cane (Body Condition Score) e stabilire se il peso sia adeguato alla sua struttura, alla razza, all’età e al livello di attività.
Se il cane ha qualche chilo di troppo, quindi, la preparazione alla stagione può rappresentare anche una buona occasione per riportarlo gradualmente nella sua condizione ideale.
Non dobbiamo farlo correre subito per ore
Un errore abbastanza comune è pensare che, per preparare un cane da caccia, sia necessario farlo correre il più possibile.
In realtà la cosa più importante è aumentare progressivamente il carico di lavoro.
All’inizio possono essere sufficienti passeggiate regolari e movimento controllato.
Con il passare delle settimane si può aumentare gradualmente la durata dell’attività e, successivamente, introdurre situazioni più dinamiche e terreni differenti.
L’obiettivo non è stancarlo.
L’obiettivo è costruire la sua capacità di lavorare e recuperare.
Una preparazione graduale
Non esiste un programma identico per tutti i cani.
Un Breton di cinque anni, un Setter anziano, un giovane cane alla prima stagione o un cane che ha avuto problemi articolari non possono essere allenati allo stesso modo.
Possiamo però utilizzare un principio generale:
prima aumentiamo la regolarità del movimento, poi la durata e infine l’intensità.
Una possibile progressione
1. Riattivazione
Passeggiate regolari e movimento controllato, soprattutto se il cane ha trascorso molto tempo sedentario.
2. Condizionamento
Aumento graduale della durata delle uscite.
3. Preparazione
Introduzione di terreni più vari, con salite, discese e attività più dinamiche, sempre rispettando la condizione del cane.
4. Avvicinamento alla stagione
Uscite progressivamente più lunghe, cercando di avvicinarsi alle condizioni che il cane troverà durante la caccia.
5. Mantenimento
Durante la stagione bisogna continuare a garantire movimento e recupero adeguati, evitando di alternare giornate estremamente impegnative a lunghi periodi completamente sedentari.
Non bisogna trasformare questa progressione in una tabella rigida.
Il cane deve essere osservato e il carico deve essere adattato alla sua risposta.
E le articolazioni?
Quando si parla di preparazione del cane da caccia, prima o poi arriva inevitabilmente il tema delle articolazioni.
Ed è proprio qui che bisogna evitare un equivoco.
La salute articolare non dipende da una singola sostanza o da un integratore miracoloso.
Un cane sottoposto a un’attività intensa dopo mesi di inattività non diventa automaticamente protetto perché gli abbiamo somministrato un prodotto qualche giorno prima dell’apertura.
La prima forma di attenzione verso le articolazioni passa da elementi molto più semplici:
peso corretto, attività progressiva, muscolatura adeguatamente allenata e recupero.
Solo successivamente, quando necessario e con il parere del veterinario, si può valutare l’utilizzo di specifici supporti nutrizionali.
Integratori: servono davvero?
Sul mercato esistono moltissimi prodotti destinati al benessere articolare del cane.
Tra gli ingredienti più conosciuti troviamo, per esempio, gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA, oltre a diverse sostanze utilizzate nelle formulazioni per il supporto articolare.
Ma bisogna fare attenzione a non confondere un possibile supporto nutrizionale con una terapia o con una garanzia di prevenzione.
Le evidenze scientifiche non sono uguali per tutti gli ingredienti e per tutti gli impieghi.
Per questo motivo, prima di somministrare un integratore al proprio cane, soprattutto se l’animale è sovrappeso, anziano o presenta problemi articolari, è sempre opportuno parlarne con il veterinario.
🥚 Uovo sodo prima della caccia: mito o buona abitudine?
Tra i consigli che si tramandano da generazioni tra i cacciatori c’è anche quello di dare un uovo sodo al cane prima di una giornata impegnativa.
Ma quanto c’è di vero?
L’uovo è sicuramente un alimento nutriente. Contiene proteine di buona qualità, grassi, vitamine e minerali e può tranquillamente essere inserito, in quantità adeguate, nell’alimentazione di un cane sano.
Questo però non significa che l’uovo sia una sorta di “carburante speciale” per il cane da caccia.
Le proteine sono importanti per il mantenimento e il recupero della muscolatura, ma non è necessario dare un uovo proprio prima di andare a caccia per ottenere questo beneficio.
Anche dal punto di vista energetico, l’uovo fornisce calorie soprattutto attraverso proteine e grassi, ma non è un alimento studiato per aumentare immediatamente le prestazioni del cane.
Se il cane segue già un alimento completo e bilanciato, non c’è quindi motivo di considerare l’uovo indispensabile per prepararlo allo sforzo.
E darlo proprio prima della caccia?
Anche qui è meglio usare il buon senso.
Un alimento nuovo o una quantità insolita di grassi immediatamente prima di un’attività intensa potrebbe provocare disturbi gastrointestinali in alcuni soggetti.
Se si vuole inserire l’uovo nell’alimentazione del cane, è quindi preferibile farlo in maniera graduale e non sperimentare nuovi alimenti proprio il giorno dell’apertura.
L’uovo può essere un alimento, non una pozione energetica.
Ed è proprio questo il punto interessante: molte delle abitudini che ancora oggi utilizziamo con i nostri cani nascono da tradizioni che possono avere una loro logica, ma che non devono essere automaticamente confuse con evidenze scientifiche.
Anche l’alimentazione cambia con il lavoro
Un cane che passa da una vita relativamente sedentaria a diverse ore di attività può avere esigenze energetiche differenti.
Questo non significa semplicemente riempire maggiormente la ciotola.
La quantità e il tipo di alimentazione devono essere rapportati al peso, alla condizione corporea, all’età, al livello di attività e al tipo di lavoro svolto.
Anche l’acqua assume un’importanza fondamentale.
Durante le giornate di caccia dobbiamo assicurarci che il cane abbia la possibilità di bere regolarmente, soprattutto quando le temperature sono ancora elevate.
Il caldo è un nemico da non sottovalutare
La stagione venatoria può iniziare quando le temperature sono ancora estive.
Un cane che corre per ore nelle ore più calde può andare incontro a un rischio molto maggiore rispetto a quello che immaginiamo.
Non dobbiamo quindi considerare soltanto la distanza percorsa.
Bisogna valutare anche:
- temperatura;
- umidità;
- esposizione al sole;
- disponibilità di acqua;
- durata dell’attività;
- condizioni del terreno;
- possibilità di recupero.
Se il cane mostra segni di affaticamento importante, non dobbiamo aspettare che “gli passi”.
Fermarsi può essere la decisione più importante della giornata.
Il recupero fa parte della preparazione
C’è un altro aspetto che spesso viene dimenticato: il cane non deve soltanto essere preparato allo sforzo, ma anche al recupero.
Dopo un’uscita impegnativa è importante permettergli di riposare e osservare come reagisce nelle ore successive.
Un cane che il giorno dopo è semplicemente un po’ stanco è una cosa.
Un cane che presenta rigidità marcata, difficoltà ad alzarsi o evidenti problemi di movimento è un’altra.
Il recupero deve quindi diventare parte integrante della preparazione.
Impariamo ad ascoltare il nostro cane
Il cane non può dirci di avere dolore.
Può però mandarci dei segnali.
Dopo un’uscita particolarmente impegnativa dobbiamo prestare attenzione a eventuali:
- zoppie;
- rigidità;
- difficoltà ad alzarsi;
- riluttanza a salire o scendere;
- cambiamenti nell’andatura;
- dolore al movimento;
- stanchezza insolita;
- recupero molto più lento del normale.
Un singolo episodio non significa necessariamente che ci sia una patologia.
Ma se questi segnali si ripetono, è opportuno interrompere l’attività e rivolgersi al veterinario.
La preparazione comincia prima dell’apertura
Aspettare il giorno dell’apertura per scoprire quanto è allenato il nostro cane non è una buona strategia.
La stagione venatoria dovrebbe essere il punto di arrivo di una preparazione iniziata gradualmente nelle settimane precedenti.
Non serve trasformare il cane in un atleta professionista.
Serve semplicemente evitare di passare, nel giro di pochi giorni, da mesi di inattività a ore di lavoro intenso.
E questo vale ancora di più per i cani in sovrappeso, per quelli più anziani e per gli animali che hanno avuto in passato problemi muscolari o articolari.
Il vero investimento è il tempo
Spesso quando pensiamo alla preparazione del cane cerchiamo immediatamente un prodotto, un integratore o qualcosa che possa aiutarlo.
Ma il primo investimento che possiamo fare è molto più semplice:
il nostro tempo.
Una passeggiata in più oggi può essere più importante di qualsiasi prodotto acquistato all’ultimo momento.
Un aumento graduale dell’attività può essere più utile di una giornata di corsa forzata.
E imparare a riconoscere i segnali del nostro cane può fare la differenza tra una stagione vissuta bene e un problema che ci costringerà a fermarci.
Perché il cane da caccia non è una macchina che si accende a settembre.
È un compagno di caccia che ci accompagnerà sul terreno, affronterà chilometri, fatica, caldo e difficoltà insieme a noi.
Prepararlo significa prima di tutto prenderci cura di lui.
E quando arriverà finalmente il momento di entrare nel bosco, nei campi o nei rovi, non avremo soltanto un cane desideroso di lavorare.
Avremo un cane che abbiamo preparato per farlo nel modo migliore possibile.
