Porto d’armi, rinnovi in ritardo: cosa possiamo fare?

Sempre più cacciatori/tiratori segnalano tempi di attesa molto lunghi per il rinnovo del porto di fucile per uso caccia. Ma quanto tempo ha la Questura per concludere la pratica? E soprattutto: quando conviene presentare la domanda?
Con l’avvicinarsi della stagione venatoria torna ogni anno un problema che può creare non poche preoccupazioni: il ritardo nel rilascio o nel rinnovo del porto di fucile per uso caccia.
In alcune realtà le pratiche vengono definite in tempi relativamente brevi. In altre, invece, i cacciatori segnalano attese che possono protrarsi per diversi mesi.
Il problema è particolarmente sentito soprattutto dai cacciatori quando la scadenza della licenza si avvicina all’inizio della stagione venatoria. Una pratica ancora in lavorazione può infatti creare incertezza proprio nel momento in cui il cacciatore sta programmando le prime uscite.
Ma cosa prevede la normativa? E cosa può fare concretamente chi si trova ad aspettare il rinnovo?
I 90 giorni: cosa significa realmente?
Il procedimento amministrativo relativo al rilascio e al rinnovo delle licenze di porto d’armi è soggetto a un termine di conclusione.
Diverse Questure indicano in 90 giorni il termine per il procedimento relativo al porto di fucile per uso caccia.
Questo punto, però, viene spesso interpretato in maniera errata.
Il decorso dei 90 giorni non significa che il porto d’armi venga automaticamente rinnovato.
Il silenzio dell’amministrazione non può quindi essere interpretato come una nuova autorizzazione a portare l’arma o a esercitare l’attività venatoria.
Per questo motivo è fondamentale non arrivare alla scadenza pensando che sia sufficiente aver presentato la domanda.
Perché possono verificarsi ritardi?
Le cause possono essere diverse e non è corretto attribuire automaticamente ogni ritardo a una singola ragione.
Tra gli elementi che possono incidere sui tempi di lavorazione ci sono il numero delle pratiche da esaminare, il carico di lavoro degli uffici, la disponibilità di personale e le verifiche necessarie durante l’istruttoria.
In alcuni casi possono inoltre essere necessari ulteriori accertamenti o integrazioni della documentazione.
Il problema, tuttavia, rimane per il cittadino: quando i tempi si allungano molto oltre quelli previsti, diventa importante sapere come comportarsi.
Quando conviene presentare la domanda di rinnovo?
La prima regola è semplice:
non aspettare la scadenza.
La domanda di rinnovo deve essere presentata prima della scadenza della licenza.
Non esiste però una regola nazionale generale che stabilisca una finestra unica del tipo “il rinnovo può essere presentato soltanto 90 o 180 giorni prima“.
Le modalità operative possono essere indicate dalla Questura competente.
Per questo, soprattutto considerando i tempi di lavorazione che possono verificarsi in alcune realtà, è prudente informarsi con largo anticipo e organizzare per tempo la pratica.
L’obiettivo è semplice: evitare che la scadenza arrivi mentre il procedimento è ancora nelle fasi iniziali.
Attenzione anche alla visita medica
Anticipare la pratica non significa necessariamente fare tutti i documenti con mesi e mesi di anticipo.
Particolare attenzione deve essere prestata alla documentazione sanitaria, che deve rispettare i requisiti e i termini previsti.
È quindi opportuno organizzare la visita medica in maniera compatibile con la presentazione della domanda, verificando sempre le indicazioni della propria Questura.
In questo modo si evita di avere un certificato troppo vecchio al momento della presentazione.
Ho presentato il rinnovo: posso continuare ad andare a caccia o al tiro?
Questa è probabilmente la domanda più importante.
La semplice presentazione della domanda di rinnovo non equivale al rilascio della nuova licenza.
Il fatto che la pratica sia stata depositata e sia ancora in lavorazione non deve essere confuso con l’avvenuto rinnovo.
In presenza di una situazione particolare, soprattutto se la licenza è già scaduta, è quindi fondamentale verificare la propria posizione direttamente con l’autorità competente e non fare affidamento sull’idea che “la domanda è stata presentata, quindi posso andare”.
Le la licenza è valida al momento nella domanda di rinnovo puoi conservare il documento ed utilizzarlo sino alla sua validità. Al momento della consegna del nuovo documento potrai consegnare il vecchio.
Sono già passati i 90 giorni?
Se il termine previsto per la conclusione del procedimento è trascorso, il primo passo può essere molto semplice.
Chiedere formalmente lo stato della pratica.
È preferibile farlo per iscritto, preferibilmente PEC, in modo da avere una traccia della richiesta.
Una comunicazione può essere formulata in maniera molto semplice:
“Con riferimento alla domanda di rinnovo del porto di fucile per uso caccia presentata in data ______, si chiede cortesemente di conoscere lo stato della pratica e, considerato il tempo trascorso dalla presentazione dell’istanza, i tempi presumibili per la conclusione del procedimento.“
Non è necessario partire immediatamente con una diffida.
Una richiesta educata e precisa permette innanzitutto di capire se la pratica è semplicemente in lavorazione, se sono necessari ulteriori documenti oppure se esiste qualche altra ragione che ne sta rallentando la definizione.
E una diffida può essere controproducente?
È un timore che molti possono avere.
Il porto d’armi è una licenza di pubblica sicurezza e il Questore conserva un’ampia possibilità di valutazione in merito ai requisiti necessari per il rilascio o il rinnovo.
Questo, però, è diverso dal sostenere che un cittadino non possa chiedere informazioni sulla propria pratica o sollecitare la conclusione di un procedimento.
Presentare una richiesta formale per conoscere lo stato della propria pratica non equivale, di per sé, a mettere in discussione la propria affidabilità.
Il consiglio, soprattutto nei casi di ritardo, è comunque quello di procedere per gradi.
Prima una richiesta di informazioni.
Poi, se il ritardo è particolarmente significativo, si può valutare un sollecito formale.
Nei casi più complessi, e soprattutto prima di intraprendere un’azione giudiziaria, può essere opportuno rivolgersi a un professionista.
Il ricorso al TAR: quando può diventare necessario?
La normativa amministrativa prevede strumenti specifici per reagire all’inerzia della Pubblica amministrazione.
La Legge 241/1990 disciplina infatti l’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento e prevede anche strumenti legati al mancato rispetto dei termini.
In determinate situazioni, quando il ritardo diventa particolarmente significativo, può essere valutata anche la possibilità di agire contro il silenzio dell’amministrazione.
Ma non dovrebbe essere necessariamente il primo passo.
Prima è opportuno capire cosa sta accadendo alla pratica e cercare un confronto con l’ufficio competente.
La strategia migliore? Muoversi prima
Alla fine, il modo più semplice per ridurre il rischio di trovarsi in difficoltà all’inizio della stagione è anche quello più banale:
non aspettare l’ultimo momento.
Il possessore di licenza dovrebbe controllare periodicamente la data di scadenza del proprio porto d’armi e iniziare per tempo a informarsi sulle modalità di rinnovo previste dalla Questura competente.
Una piccola attenzione che può evitare una situazione molto più complicata.
La checklist da fare
Porto d’armi in scadenza?
- Controlla la data di scadenza. Il documento è valido 5 anni dalla data di rilascio.
- Informati per tempo sulle modalità previste dalla tua Questura.
- Prepara la documentazione necessaria.
- Presenta la domanda prima della scadenza.
- Conserva la ricevuta o la prova della presentazione.
- Se la pratica tarda, chiedi per iscritto informazioni sullo stato del procedimento.
- Non considerare il semplice decorso dei 90 giorni come un rinnovo automatico.
- In caso di ritardi particolarmente lunghi, valuta con un professionista gli strumenti disponibili.
La stagione venatoria si prepara anche dalla Questura
Quando si pensa alla preparazione della stagione venatoria vengono subito in mente il fucile, le cartucce, il cane, l’abbigliamento e il calendario.
Ma c’è un’altra data che ogni cacciatore dovrebbe avere ben presente:
la scadenza del proprio porto d’armi.
Muoversi per tempo significa evitare di arrivare a settembre con una pratica ancora in attesa di essere definita.
Perché la stagione venatoria non comincia soltanto quando si entra nel bosco.
Comincia anche dalla corretta preparazione di tutti i documenti necessari.
