Colombaccio in Calabria, può cambiare qualcosa per il 2 settembre?

Ricorsi, sospensioni, rinunce e nuove istanze al TAR. A pochi giorni dalla preapertura, cerchiamo di ricostruire la vicenda del Colombaccio in Calabria e soprattutto di capire cosa deve sapere oggi il cacciatore.
Ci risiamo.
A pochi giorni dall’inizio della stagione venatoria, i cacciatori calabresi si trovano ancora una volta a dover seguire una vicenda giudiziaria per capire se e quando potranno esercitare regolarmente la propria passione.
Questa volta il protagonista è il Colombaccio, inserito dalla Regione Calabria tra le specie oggetto di preapertura nel calendario venatorio 2026/2027.
Il problema è che, nel giro di pochi giorni, si sono susseguiti ricorsi, provvedimenti del TAR, interventi delle associazioni venatorie, una nuova sentenza del Consiglio di Stato e, da ultimo, la rinuncia alla richiesta cautelare da parte dell’associazione ricorrente.
Il risultato è una situazione che, comprensibilmente, sta generando molta confusione.
Proviamo quindi a fare ordine, distinguendo ciò che è già avvenuto da ciò che deve ancora essere deciso.
Cosa prevedeva il calendario venatorio?
La Regione Calabria ha approvato il Calendario Venatorio 2026/2027, prevedendo una fase di preapertura nel mese di settembre per alcune specie, tra cui il Colombaccio.
Il calendario indica per il Colombaccio le giornate del:
2, 5, 6, 10, 12 e 13 settembre 2026.
Il prelievo è previsto esclusivamente da appostamento, secondo le modalità stabilite dal calendario regionale.
L’apertura generale della stagione venatoria è invece fissata al 20 settembre 2026.
Questa era, quindi, la situazione prevista dal calendario approvato dalla Regione.
Poi è intervenuto il ricorso.
Il ricorso di Earth ODV
L’associazione Earth ODV ha presentato un ricorso contro le previsioni relative alla preapertura del Colombaccio.
Il 13 agosto 2026, il Presidente della seconda sezione del TAR Calabria, con un decreto monocratico adottato inaudita altera parte, ha disposto la sospensione della caccia al Colombaccio per la giornata del 2 settembre.
Nello stesso provvedimento è stata fissata per il 2 settembre l’udienza collegiale, nella quale Regione Calabria e associazioni venatorie costituite avrebbero potuto difendere la legittimità delle altre giornate di preapertura.
La notizia è stata comunicata ufficialmente anche da Federcaccia Calabria.
Attenzione a un punto importante
Il provvedimento non significava che fosse stata “chiusa la caccia in Calabria“.
La sospensione riguarda solo il Colombaccio del 2 settembre.
Secondo quanto comunicato da Federcaccia, le successive giornate del 5, 6, 10, 12 e 13 settembre sarebbero state oggetto della discussione cautelare prevista per il 2 settembre.
Nel frattempo, il 2 settembre restavano regolarmente cacciabili Cornacchia grigia e Gazza, secondo il calendario regionale e le relative modalità.
Le associazioni venatorie si costituiscono
A seguito del provvedimento del TAR, le associazioni venatorie si sono attivate per difendere il calendario regionale.
Federcaccia Calabria comunica di essersi costituita tempestivamente nel procedimento, contestando anche alcuni aspetti procedurali del ricorso.
Nel comunicato del 29 agosto, lo Studio Legale Di Vece, che assiste Federcaccia Calabria, riferisce che il TAR aveva già disposto alcuni adempimenti proprio a seguito delle contestazioni sollevate dalla difesa.
Nel frattempo arriva una sentenza importante del Consiglio di Stato
Mentre la vicenda calabrese era ancora in corso, è intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato n. 6600/2026, relativa al calendario venatorio delle Marche.
La pronuncia è stata considerata particolarmente importante dalle associazioni venatorie perché affronta anche il rapporto tra le decisioni delle Regioni e i pareri dell’ISPRA.
Secondo la lettura riportata dalle associazioni venatorie, la sentenza ribadisce che le Regioni possono discostarsi dal parere ISPRA quando tale scelta sia adeguatamente motivata e che il parere ISPRA non abbia carattere automaticamente vincolante.
Questo punto è stato inserito dalla difesa di Federcaccia Calabria tra gli elementi a sostegno delle proprie argomentazioni nel procedimento calabrese.
Ma attenzione
La sentenza del Consiglio di Stato riguarda le Marche, non la Calabria.
Non significa quindi che il TAR Calabria sia automaticamente obbligato a decidere nello stesso modo.
È però un precedente giurisprudenziale che le difese possono utilizzare nelle proprie argomentazioni.
La novità del 29 agosto: Earth rinuncia alla richiesta cautelare
Ed eccoci alla novità più recente.
Secondo il comunicato di Federcaccia Calabria del 29 agosto 2026, Earth ODV ha rinunciato alla propria richiesta cautelare.
La rinuncia fa venire meno il giudizio cautelare che avrebbe dovuto essere esaminato nella giornata del 2 settembre.
A seguito di questa rinuncia, Federcaccia Calabria ha depositato una nuova e articolata istanza chiedendo al TAR:
- la revoca del precedente decreto monocratico di sospensione;
- la presa d’atto della rinuncia;
- la chiusura della controversia;
- la condanna di Earth alle spese.
Il comunicato riferisce inoltre che, successivamente, anche le altre associazioni venatorie costituite nel procedimento hanno presentato un’analoga richiesta.
Quindi il 2 settembre si potrà cacciare il Colombaccio?
Questa è la domanda che interessa maggiormente noi cacciatori.
E proprio qui dobbiamo evitare di creare ulteriore confusione.
Al momento non possiamo ancora scrivere semplicemente: “Il 2 settembre si caccia il Colombaccio”.
Perché?
Perché il decreto del TAR che aveva sospeso il Colombaccio del 2 settembre deve essere formalmente revocato.
La rinuncia di Earth rappresenta sicuramente un cambiamento importante.
Le associazioni venatorie hanno infatti chiesto al TAR di revocare il provvedimento.
Ma, fino a quando il TAR non adotterà il nuovo provvedimento, non è corretto presentare la revoca come già avvenuta.
In parole semplici:
⬇️ Earth ha rinunciato alla richiesta cautelare.
⬇️Le associazioni venatorie hanno chiesto al TAR di revocare la sospensione.
⬇️Ora bisogna attendere la decisione del TAR.
Ed è questo il passaggio decisivo.
Cosa succede alle altre giornate di preapertura?
Anche questo aspetto merita attenzione.
Il calendario regionale continua a prevedere le giornate:
2 – 5 – 6 – 10 – 12 – 13 settembre.
Il primo provvedimento del TAR aveva però sospeso specificamente la giornata del 2 settembre, mentre la discussione cautelare sulle altre giornate era stata fissata per il 2 settembre.
La successiva rinuncia di Earth cambia quindi il quadro processuale.
Tuttavia, anche in questo caso, è necessario attendere gli eventuali provvedimenti del TAR prima di considerare definitivamente chiarita ogni questione.
COSA NON È ANCORA CERTO
Non possiamo ancora dire che il decreto di sospensione sia stato definitivamente revocato.
Non possiamo quindi trasformare la rinuncia di Earth in un automatico “via libera”.
Il passaggio decisivo resta il provvedimento del TAR sulla richiesta di revoca.
👴 Una situazione difficile soprattutto per chi non segue quotidianamente Internet
Ed è forse questo l’aspetto che più di tutti dovrebbe far riflettere.
Per chi segue ogni giorno siti web, comunicati, TAR e associazioni venatorie, già non è semplice ricostruire la situazione.
Pensiamo invece al cacciatore che magari ha 60, 70 o 80 anni, non utilizza quotidianamente i social e si affida semplicemente al calendario venatorio ricevuto dalla propria associazione.
Si ritrova davanti a una serie di informazioni apparentemente contraddittorie:
“Il calendario dice che si può cacciare.”
“Il TAR ha sospeso.”
“L’associazione ha fatto ricorso.”
“Earth ha rinunciato.”
“È stata chiesta la revoca.”
Ma alla fine la domanda è una sola:
“Il 2 settembre posso andare a Colombaccio oppure no?”
Ed è proprio a questa domanda che dovrebbe rispondere l’informazione venatoria.
Non con slogan.
Non con titoli sensazionalistici.
Ma con informazioni semplici, aggiornate e soprattutto distinguendo ciò che è già deciso da ciò che è ancora in attesa di decisione.
Cosa dobbiamo aspettare?
La prossima comunicazione realmente decisiva sarà quella relativa alla richiesta di revoca del decreto di sospensione presentata al TAR.
Fino ad allora, è importante che ogni cacciatore faccia riferimento ai provvedimenti ufficiali e alle comunicazioni delle autorità e delle proprie associazioni venatorie.
Non anticipiamo una decisione che ancora non c’è.
Quando arriverà il provvedimento del TAR, sarà possibile stabilire con certezza cosa accadrà il 2 settembre e quali saranno le conseguenze sulle successive giornate di preapertura.
La caccia dovrebbe iniziare con certezza, non con una corsa contro il tempo
La vicenda del Colombaccio in Calabria riporta ancora una volta al centro un problema che va oltre il singolo ricorso.
La certezza delle regole è fondamentale.
Il cacciatore deve poter sapere con sufficiente anticipo quando, dove e cosa può cacciare.
Le modifiche derivanti da procedimenti giudiziari possono naturalmente verificarsi e devono essere rispettate.
Ma quando arrivano a ridosso dell’apertura, il rischio è che a pagare il prezzo della confusione siano proprio quei cacciatori che semplicemente vogliono rispettare la legge.
Per questo continueremo a seguire la vicenda e ad aggiornare i nostri lettori sulla base dei provvedimenti ufficiali.
Perché informare un cacciatore non significa dirgli quello che vorrebbe sentirsi dire.
Significa aiutarlo a sapere esattamente cosa può fare.
Cercheremo di pubblicare appena possibile novità sul tema, resta aggiornato e se hai novità avvisaci!
