Solo registrandoti puoi accedere a tutti gli articoli e alle utili funzionalità riservate. Cosa aspetti? La registrazione è facile e totalmente gratuita!
a href="/kunena/guide-segnalazioni-problemi/100-perch%C3%A8-registrarsi-a-modo-mirino.html" title="Guide">FAQ sito - Contattaci - Chi siamo

Trematerra
Non è neanche vicina la nuova stagione venatoria che i nostri amici cacciatori calabresi vedono le prime note nere.
 

La tassa regionale è infatti aumentata passando dai 66€ e rotti della stagione precedente a ben 100,80€.


Riportiamo la dichiarazione rilasciata il 16 marzo 2102 dall'assessore Regionale all'Agricoltura Michele Trematerra intervenuto a giustificare l'"adeguamento" della tassa regionale sulla caccia dovuti per legge:

 

 

Infatti all’art. 23 la Legge 157/92 (tasse di concessione regionale), comma 2, stabilisce che la tassa di cui al comma 1 è soggetta al rinnovo annuale e può essere fissata in misura non inferiore al 50 per cento e non superiore al 100 per cento della tassa erariale di cui al numero 26, sottonumero I, della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni. Inoltre la Legge 31 marzo 2005 n. 43 all’art. 9, allegato 2-ter “modifiche alle tasse sulle concessioni governative” elenca gli importi aggiornati delle tasse sulle concessioni governative e fissa al Titolo II “Pubblica sicurezza” la tassa nazionale di rilascio e di rinnovo annuale della licenza di porto di fucile uso di caccia e abilitazione all’esercizio venatorio ad euro 168,00. Ed ancora, la Legge regionale 23 dicembre 2001 n. 47 all’art.

14 comma 2 stabilisce che dall’anno 2012 gli importi della tassa sulle concessioni regionali, come indicati nella tariffa allegata al decreto legislativo 22 giugno 1991 n. 230, sono aumentati del 20%. Per cui la tassa regionale è stata aggiornata ad euro 100,80 determinati per come di seguito: euro 84,00 per effetto dell’art. 9 della legge 43/2005 (giusto il 50% della tassa governativa); euro 16,80 per effetto dell’art. 14 della L.r. 47/2011. Quindi

- evidenzia infine Trematerra - l’aumento è frutto di disposizioni di legge applicate al minimo consentito. La mancata applicazione comporterebbe un danno all’erario sanzionabile dalla Corte dei Conti



Fonte: sito regione calabria.


I nostri amici cacciatori calabresi, già lo scorso anno vittime di restrizioni introdotte al calendario venatorio ritenute ingiustificate, si dovranno adeguare a questa ulteriore notizia negativa.
Che la caccia sia diventata una passione lussuosa ne siamo tutti consapevoli, ma qualche buona novella per evitare che pian piano tutti riposiamo le doppiette arriverà?
Ai nostri amici cacciatori non resta adesso che sperare che il calendario venatoria venga pubblicato in data "accettabile" per valutare attentamente se rinnovare i versamenti per la prossima stagione oppure no..


 

Piccioni Dopo aver per anni cercato in tutti i modo di contenere la popolazione dei piccioni utilizzando i più svariati metodi dai pericolosi bocconi avvelenati ai cannoni dissuasiori finalmente, l'assessore alla cultura e alla caccia della provincia di Como ha preso seri provvedimenti assoldando circa 80 cacciatori esperti dandogli la "licenza di uccidere i piccioni".
Questa soluzione ha già allarmato le varie associazioni ambientaliste che son pronte a scendere sul piede di guerra a bloccare l'iniziativa.
L'aumento enorme della popolazione dei piccioni, ritenuti nocivi in molti paesi dell'UE, è un dato di fatto nelle nostre città. Ci teniamo a ricordare che i piccioni, quando sono presenti in alto numero, hanno maggiori possibilità di ammalarsi ed è importante ricordare che il piccione è portatore di circa sessanta malattie, alcune delle quali mortali, contaggiose sia per l'uomo che per tutti gli altri animali domestici.
Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati nei loro escrementi che sempre più fanno da corredo a monumenti e balconi riportando un vero e proprio problema di salute pubblica da tenere bene a bada.I piccioni stanno diventando dei veri e propri topi volanti. Bisognerà attendere delle vere e proprie epidemie per ricorrere ai rimedi?
La provincia di Como è uno dei tanti esempi in cui i piccioni stiano diventando un vero e proprio problema per i cittadini.
I metodi sin qui adoperati antipiccione, spesso fai da te, dai pericolosi bocconi avvelanti che possono colpire anche i nostri animali domestici, al lancio di oggetti, ai costosi sistemi antivolatici elettrici ai dissuasori meccanici a spilli si son rilevati spesso non del tutto sufficenti ad eliminare o meglio ridurre questa sorta di "piaga".
 
Che il metodo tradizionale e più antico a disposizione dell'uomo porti i suoi frutti?
 
I cacciatori da sempre hanno controllato che le popolazioni dei cosìdetti "uccelli nocivi", favoriti dall'habitat, crescessero troppo, ma fra vincoli sempre più stretti e cacciatori in diminuizione ciò è sempre più difficile...