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FenicotteriL'Italia è il maggior produttore di riso in Europa ed è il sostentamento di migliaia di agricoltori. Fra le regioni che producono riso c'è anche la Sa
Negli ultimi anni, però, si sta vivendo una vera e propria battaglia fra agricoltori e Fenicotteri quei bellissimi e straordinari uccelli rosa.
La popolazione di Fenicotteri nidifica nel nostro paese solo da alcuni anni e precisamente dal 1993 inseguito all'interno dell'uomo proprio in Sardegna. Da animali occasionale è, quindi, diventato animale stazionario privilegiando, appunto, la Sardegna, la Toscana ed in aumento anche nelle zone del pò.

Da animale celebre nell'immaginario collettivo per via del suo colore, delle sue forme aggraziate e dal suo peculiare modo di prendere il volo eseguendo una lunga rincorsa è diventato incubo per molti agricoltori.
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Tortora posata La Lipu-BirdLife Italia invia una lettera all'ISPRA, ai vari ministeri e alle Regioni per anticipare alcuni dati forniti dal "Birds in Europe 3", il nuovo studio di BirdLife International che espone alcuni interessanti considerazioni sullo stato di conservazione degli uccelli selvatici in Europa.

In rilievo la situazione di declino di alcune specie cacciabili in Italia come la Tortora selvatica, nella foto qui accanto, il Tordo sassello, la Coturnice, il Moriglione e la Pavoncella.

Secondo Lipu queste specie andrebbero escluse da tutti i calendari venatori italiani essendo state riclassificate come SPEC 2 (Specie con una popolazione globale concentrata in Europa, ma con stato di conservazione sfavorevole).

In appena 13 anni la situazione di queste specie è peggiorata rapidamente ed immagino che tutti i cacciatori se ne siano accorti da soli.

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albatri La tecnologia sta facendo passi da gigante e l'organizzazione britannica per le ricerche sull'Antartide ha lanciato il "censimento spaziale" una tecica che sfrutta le immagini ad altissima risoluzione del satellite commerciale WorldView-3 per identificare i singoli volatili nelle colonie più inaccessibili senza creare alcun tipo di interferenza nei loro habitat.

Lo studio ha preso in considerazione i "grandi albatri" che raggruppano nella loro famiglia gli uccelli con l'apertura alare più grande al mondo.
L'albatro urlatore, nonostante la sua apertura alare di oltre 360cm e circa 10kg di peso rientra fra le specie vulnerabili e nonostante il rischio estinzione non esistono, al momento, censimenti certi sul numero di individui.
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Il Parco nazionale dell'Aspromonte è fra i territori più ricchi di avifauna del paese con numerose specie di uccelli fra cui lo Sparviero, l'Astore, l'Allocco, il Barbaggiani, il Falco Pecchiaiolo, il Falco Pellegrino, la Poiana, il Biancone, l'Aquila del Bonelli (quasi estinta nel resto d'Italia e presente nel parco con due coppie) e molti altri uccelli.

Aquila reale

Recentemente l'ente parco ha presentato, presso l'aula seminari del Dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, i primi risultati sullo studio e monitoraggio dei super predatori presenti sul territorio. Lo studio è frutto di anni di iniziative atte a tutelare e conservare l'enorme patrimonio di biodiversità presenti nell'Aspromonte.

Fra i risultati si sono segnalati la presenza del Gufo Reale, il più grande rapace notturno europeo, ed il recentissimo ritorno dell'Aquila Reale. L'Aquila reale è un uccello straordinario e difficilmente avvistabile nonostante sia fra gli uccelli più grandi presenti in Europa con un'apertura alare che può arrivare ai due metri e mezzo.

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La caccia compiuta dall'uomo ha sempre comportato una selezione sulle specie selvatiche avvantaggiandone alcune rispetto ad altre. Un interessante studio danese mette in correlazione la caccia con l'aumento dell'intelligenza di alcuni uccelli. Lo studio, pubblicato su Biology Letters, si basa sui dati dei tassidermisti raccolti tra il 1960 ed il 2015.
cartuccera La legislazione danese prevede l'archiviazione dei dati di ogni esemplare trattato dai tassidermisti e, da queste informazioni, gli studiosi hanno recuperato interessanti correlazioni.
Sembrerebbe, infatti, che la mortalità degli uccelli dovuti alla caccia non è sempre causale, ma sia dovuti a fattori quali l'età il sesso e la dimensione del cervello.
Secondo i ricercatori proprio quest'ultimo fattore avrebbe aiutato, nel corso del tempo, gli uccelli ad aumentare le loro capacità celebrali. Gli individui con cervello più grande hanno maggiori probabilità di sfuggire ai cacciatori. Una maggior intelligenza aiuta gli uccelli a distinguere gli umani potenzialmente pericolosi da quelli innocui da cui ricercare il cibo.
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Giraffe La crudeltà dei bracconieri non ha limiti come la stupidità umana.
Mentre in Italia si cerca in tutti i modi di chiudere o comunque limitare la caccia, soprattutto alle specie migratrici, dall'altra parte dell'emisfero si sta rischiando di assistere alla fine dei grandi mammiferi.

Gli elefanti vengono uccisi per le loro zanne, i rinoceronti per le loro corna dalle indubbie proprietà afrodisiache, le tigri e i leopardi per le pellicce e i coccodrilli per la pelle. Il tutto alimentato da un mercato illegale che fattura miliardi di dollari ogni anno.

L'ultima brutalità umana ha preso di mira le giraffe simboli assieme alle zebre e leoni della savana africana.
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GattiniBelli morbosi e profumati i gatti sono delle stupende creature, ma terribili assassini. L'allarme arriva dagli Stati Uniti dove è stato lanciato un vero e proprio allarme
Stop a Bird-Murdering Cat

In questo momento, in un punto qualsiasi del mondo, un gatto sta cacciando un povero uccello indifeso. Sin qui non c'è nulla di male, fa parte del ciclo vitale naturale predare e cacciare.
I gatti sono sicuramente fra i predatori più abili e micidiali che ci siano.

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ruralitaLe moderne politiche agricole intensive puntano il loro obiettivo sul raggiungere la maggior quantità di produzione possibile sfruttando il massimo ottenibile dai terreni.

Questo ci consente di avere cibi a basso costo e supermercati riforniti di ogni bene, ma come dice il detto non è tutto oro ciò che luccica.

Disserbanti, concimi chimici, fertilizzanti e il concentrarsi sulle specie vegetali più produttive e resistenti aiuta gli agricoltori ad ottenere ottimi raccolti a discapito, però, della biodiversità.
I primi a farne le spese sono gli uccelli "granivori" e tutti gli animali che basano la loro alimentazione sui semi. Anche i predatori, se non direttamente colpiti, pagano le conseguenze della forte diminuzione delle loro prede.
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L'uccello indicatore del MieleDa sempre l'uomo ha cercato di instaurare collaborazioni con gli animali per svolgere le sue attività. Gli esempi più lampanti sono nella caccia dove l'uomo da secoli sfrutta i cani per la cerca ed il riporto o utilizza i nobili falchi.
In Mozambico avviene però qualcosa di straordinario che porta l'uomo quasi a comunicare con l'indicatore golanera (Indicator indicator) un uccello africano piccolo, circa 20cm, di certo non addomesticato che collabora alla caccia al miele.
Già nel XVI secolo un missionario portoghese aveva riportato la notizia che però fu considerata come "sciocchezza" e non aveva più avuto seguito.
Un recente studio condotto dalla biologa dell’evoluzione Claire Spottiswoode e pubblicato su Science dimostra come l'uomo e l'indicatore golanera abbiamo, nel corso del tempo, instaurato una specie di comunicazione che li porta a collaborare per ottenere l'ambito premio.
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Malena e Klepeta le cicogne che infiammano il Web Le cicogne sono il simbolo, nelle nostre favole, del dono più bello che si possa ricevere e in natura sono uccelli magnifici e molto abitudinari. Basti pensare che ogni anno compiono la stessa migrazione ritrovandosi col proprio partner negli stessi identici posti.

C'è però in Croazia una coppia di cicogne che ha qualcosa di davvero straordinario. Sono Malena e Klepetan che da anni mettono in scena forse la più bella storia d'amore che ci sia.
Malena nel lontano 1993 arriva in Croazia, paese all'epoca non messo tanto bene ed in ripresa dopo le guerre dei Balcani del '91 per l'indipendenza. Qui ad aspettarla trova un cacciatore che la ferisce all'ala, ma Malena lotta e riesce ad arrivare lo stesso al suo nido costruito sul tetto di una casa a Slavonski Brod.
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