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Martedì, 24 Novembre 2015 00:00

Quando i bracconieri uccidono la caccia e l'ambiente

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Rinoceronte bianco vittima dei bracconieri per avorioSpesso la figura del bracconiere viene facilmente uguagliata a quella del cacciatore, ma non è così! Tutti i cacciatori sicuramente si discosteranno da quello che sta avvenendo nel mondo sotto l'occhio incurante della legalità e dell'eco sostenibilità. Per questo vogliamo portarti a conoscenza di un mondo che molto spesso facciamo finta che non esista. Ogni giorno uomini senza scrupoli alimentati da un commercio illegale di pellicce, trofei, avorio o carni afrodisiache compiono un vero e proprio massacro ai danni di animali e specie spesso a rischio sopravvivenza.
Basti pensare che una recente stima parla di almeno 70 elefanti e 200 mila squali uccisi ogni giorno e circa venti rinoceronti e tre tigri muoiono sotto i colpi dei bracconieri ogni settimana. Molte altre specie sono quasi sulla soglia del rischio di estinzione ed il tutto per denaro dato il giro d'affari di oltre 23 miliardi di dollari che il bracconaggio crea.

Il caso forse più emblematico è il rinoceronte bianco, ritratto nell'immagine qui a sinistra, praticamente scomparso dall'Africa centrale ed orientale a causa del suo corno ricercato come ornamento, per futili motivi come la polvere di corno di rinoceronte usata nella medicina orientale per abbassare la febbre o vili credenze che darebbero al corno di rinoceronte occulti poteri afrodisiaci.
Leone in gabbia Ovviamente nulla di fondato o che i moderni farmaci non facciano molto meglio, ma il rinoceronte bianco, il secondo più grosso animale terrestre dopo l'Elefante, è praticamente sparito dal centro/nord dell'Africa ed, infatti, la sottospecie denominata rinoceronte bianco settentrionale viene considerata estinta allo stato selvatico. Per fortuna, anche grazie al lavoro quotidiano dei ranger nel sud dell'Africa il rinoceronte bianco riesce ancora a sopravvivere.
Il rinoceronte è purtroppo solo uno dei tanti casi. Negli ultimi '50 anni le tigri sono passate da 38.000 a 3.200 dei leoni ne restano solo 20.000 esemplari ed il re della savana ha visto ridursi il suo habitat del 90% rendendo ancora più complicata la sua sopravvivenza. E se i grandi mammiferi magari fanno colpo sono migliaia se non milioni gli altri animali uccisi illegalmente. La Zoological Society di Londra ha condotto una lunga ricerca che ha portato alla luce dati a dir poco allarmanti! In 40 anni a causa del bracconaggio il pianeta ha perso il 52% della popolazione di vertebrati. Se continuiamo di questo passo i nostri figli da grandi avranno solo i libri ed i documentari per descrivere e far vedere alcuni animali che oggi rischiano di estinguersi.

È importante, quindi, denunciare qualsiasi forma di bracconaggio, sia "piccola" che grande e smettiamola di alimentare un mercato nero come quello delle pellicce di animali illegali, delle specie esotiche da compagnia ect.
Cacciatori in rientro da battuta
Si alla caccia eco sostenibile che non ha nulla a che vedere con il bracconaggio e che è svolta con criterio con censimenti continui delle specie cacciate. La caccia spesso attua attività di contenimento delle popolazioni in esubero quali ad esempio nocivi (corvidi) e cinghiali che causa della forte antropizzazione del territorio vanno a discapito di altre specie e/o delle attività stesse dell'uomo. La caccia svolta correttamente non è solo tradizione, ma è anche un modo per tenere sotto controllo il territorio. Si dice, infatti, che là dove i contadini hanno abbandonato le terre il cacciatore sia diventato la prima sentinella della natura. Ogni anno aumentano le ore di volontariato svolte dai cacciatori per ripulire e tenere sotto controllo i loro amati posti e la caccia diventa sempre più una sfida con se stessi ed il selvatico e dove l'incontro ha più importanza del carniere finale (spesso sono più le volte che il cacciatore torna a mani vuote a casa).

Per dimostrazione di come si svolgono le battute di caccia la FederCaccia ha anche organizzato giornate in cui chiunque poteva assistere alle attività di caccia per capire un po' meglio questa attività e far comprendere che la distruzione della natura non è di certo opera del cacciatore la sui salvaguardia è uno dei suoi maggiori interessi. Discorso a parte il bracconaggio che non ha nulla a vedere con la caccia e l'inquinamento sempre più gravoso e deleterio nel nostro paese.

demk

Cresciuto con una passione enorme per la caccia e la natura ha cominciato ad avvicinarsi alla ricarica ed al mondo venatorio grazie al padre. Sempre in cerca di nuovi accorgimenti e prodotti ha pensato bene di creare una community incentrata attorno alla caccia dove apprendere nuove tecniche e scambiarsi opinioni. I suoi carnieri sono spesso vuoti, ma ogni uscita gli regala un'emozione e spesso si perde fra le nuvole ammirando paesaggi straordinari o valutando le condizioni meteo.

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