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Rinoceronte bianco vittima dei bracconieri per avorioSpesso la figura del bracconiere viene facilmente uguagliata a quella del cacciatore, ma non è così! Tutti i cacciatori sicuramente si discosteranno da quello che sta avvenendo nel mondo sotto l'occhio incurante della legalità e dell'eco sostenibilità. Per questo vogliamo portarti a conoscenza di un mondo che molto spesso facciamo finta che non esista. Ogni giorno uomini senza scrupoli alimentati da un commercio illegale di pellicce, trofei, avorio o carni afrodisiache compiono un vero e proprio massacro ai danni di animali e specie spesso a rischio sopravvivenza.
Basti pensare che una recente stima parla di almeno 70 elefanti e 200 mila squali uccisi ogni giorno e circa venti rinoceronti e tre tigri muoiono sotto i colpi dei bracconieri ogni settimana. Molte altre specie sono quasi sulla soglia del rischio di estinzione ed il tutto per denaro dato il giro d'affari di oltre 23 miliardi di dollari che il bracconaggio crea.
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Inverno ghiacciato Dopo un novembre tutto sommato mite con temperature di qualche grado più alto delle medie ci apprestiamo adesso ad a veder scendere ed anche velocemente i termometri. Un vero e proprio ciclone polare ci catapulterà letteralmente in inverno con picchi in ribasso soprattutto nel ponte dell'immacolata.
Questo stravolgimento che ripercussioni avrà sul passo?
Una stagione sin qui per molti sotto tono con il Tordo Bottaccio tanto atteso soprattutto nelle regioni del sud e la Calabria che, spinto dai vortici freddi, potrebbe finalmente accontentare un po' gli amici meridionali.
Tante le Cesene se pur si registrano a zona mentre il Sassello sembra non voler aver voglia di mostrarsi.

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StornoCon grande sorpresa il Consiglio dei Ministri ha deciso di abrogare la legge n°28 della Regione Puglia con la quale si autorizzava, in deroga, la caccia allo Storno.
La deroga era stata emanata a fine settembre per la stagione in corso e proprio la mancata comunicazione entro il 15 aprile all'ISPRA avrebbe portato il governo a decidere di intervenire.

A farne le spese ancora una volta i poveri agricolture pugliesi che dopo il fragello della Xylella col conseguente taglio di molti ulivi adesso devono fare i conti con gli Storni. Specie quest'ultima inclusa fra gli animali protetti e, quindi, non cacciabili se non in deroga e che a causa del loro elevato numero infliggono numerosi danni alle colture.

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Storni posati su in filoUna situazione divenuta ormai ingestibile in molti quartieri di Roma dove ai già fastidiosi piccioni in questi giorni si sono aggiunti migliaia di Storni. Giunti nella capitale da metà ottobre durante la loro migrazione si sono ambientati molto bene e la sera enormi stormi di Storni giungono dalle vicine campagne in città regalando emozioni uniche con stupende evoluzioni nei cieli. Peccato che questi uccelli una volta giunti in città si ammassino a decine di migliaia sugli alberi creando grossi problemi fra rumori ed immancabili quantità di guano che finisce per "decorare" tutto quello che c'è sotto gli alberi.

Macchine, scooter e a volte persone rendendo anche alquanto difficile muoversi su strade e marciapiedi.
Il comune sta cercando di correre ai ripari ricorrendo ai Falchi per cacciare gli Storni e dissuaderli a frequentare la città, ma le critiche non sono tardate ad arrivare.

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Primo piano tordoOgni anno è sempre la stessa storia, si aspetta Ottobre speranzosi e poi passa così velocemente che si arriva a metà Novembre e magari ancora si è visto poco o nulla. Giunti a metà stagione possiamo tirare le prime somme con un'ottimo inizio migrazione che ha portato tanti tordi sopratutto al nord già i primi di ottobre in cui si è registrato un buon passo così come al centro. Al sud a meno di una settimana di inizio novembre, complice anche mal tempo e tempi sfavorevoli, il passo è stato molto irregolare. In Calabria e Sicilia un po' tutti i cacciatori si stanno chiedendo che fine ha fatto il tordo? mentre le allodole, ormai quasi al termine, hanno regalato anch'esse poche emozioni.
Intanto al nord si registra la presenza di un buon quantitativo di Cesene nonostante il vero ed intenso freddo non sia ancora arrivato mentre sono i Sasselli a mancare. Tutt'altre emozioni sta regalando la regina che registra una buona presenza nel nord e nel centro italia e qualche inizio di apparizione anche al sud.

Il meteo prevede fra qualche giorno l'abbassamento delle temperature che potrebbe cambiare ancora una volta la situazione favorendo magari gli amici del sud che sin qui hanno avuto poco da festeggiare.
Di certo continua a registrarsi il fenomeno a macchia di leopardo degli ultimi anni che hanno visto alcune zone, magari favorite dai venti, vedere giorni di ottimo passo per la fortuna di chi è riuscito a capitare nel posto giusto e al momento esatto.

E da te come procede il passo?
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Flotta di Storni in volo Da oggi torna legale cacciare lo Storno dopo la sentenza del TAR della scorsa settimana (TAR sospende la deroga sullo storno). La giunta regionale in questi giorni ha deliberato una modifica al calendario venatorio per allinearsi alla sentenza del TAR.
In particolare il vecchio regolamento prevedeva di segnare le prede abbattute sull'apposito tesserino a fine giornata, mentre adesso allineandosi con le disposizioni nazionali, bisognerà segnare sul tesserino ogni storno abbattuto immediatamente.

Da oggi Sabato 7 sarà possibile riprendere le attività di caccia allo Storno nei modi e termini prescritti dal calendario venatorio con in più la disposizione che prevede di segnare sul tesserino nelle immediatezze degli abbattimenti.

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Caccia in deroga allo storno liguria Con Decreto cautelare n. 262 del 29 ottobre 2015, il Presidente della 2° sezione del TAR ha sospeso la caccia in deroga allo storno che era iniziata il 5 Ottobre e doveva terminare il 15 dicembre. A fare il ricorso sono state le associazioni Lega Abolizione Caccia-LAC, Lav e Enpa che da subito hanno contestato in vari punti la Delibera della Giunta Regionale 846 del 30 luglio scorso che fra le regolamentazioni della stagione 2015-2016 in Liguria prevedeva anche la deroga sullo Storno.

I rappresentati delle tre associazioni ambientaliste si sono dimostrati soddisfatti della decisione del TAR e sono convinti che anche la pronuncia finale, che potrà avvenire anche dopo 15 dicembre, non stravolgerà l'attuale verdetto.
Il ricorso ha contestato il mancato rispetto del parere obbligatorio dell'ISPRA e la violazione della normativa statale sulla caccia che impone di annotare sul tesserino ogni esemplare ucciso subito dopo l'abbattimento e che tale obbligo non era stato incluso nel regolamento venatorio.

Dal 30 Ottobre, quindi, lo Storno in Liguria torna ad essere protetto ed il suo eventuale abbattimento violazione penale col rischio di sequestro di prede e fucili per i cacciatori.

Invitiamo tutti i cacciatori a prendere atto della notizia e a divulgarla fra amici e conoscenti affinché si abbiano sgradite sorprese a causa della scarsità di attenzione posta dai media sulla notizia.
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ALTO VICENTINO , località "rosto dei morti"
Diverse, infatti, le operazioni antibracconaggio portate a termine dagli agenti della Polizia Provinciale vicentina. Ed è solo l'inizio. Dall'Alto Vicentino, ad esempio, arriva la notizia di due clamorosi sequestri effettuati dagli uomini del distaccamento di Thiene.
Il primo in comune di Arsiero. Dopo tre giorni di appostamenti, effettuati in un luogo impervio, situato sul M. Caviojo, gli agenti hanno sorpreso B.L. residente ad Arsiero, che controllava reti da uccellagione.
Il bracconiere aveva teso in totale "40 metri lineari di rete sullo spigolo della montagna" .
Gli appostamenti hanno richiesto oltre un'ora di cammino notturno per arrivare sul posto senza farsi notare da nessuno.
Poi è incominciata la lunga attesa che per 2 giorni non ha dato risultati. Infatti, l'uomo controllava le reti solo una volta ogni tre o quattro giorni, forse a causa della difficoltà di raggiungere il posto.
Finalmente dopo tanta fatica ha dato i suoi frutti,gli agenti fermavano il bracconiere di frodo in flagranza di reato e da una successiva perquisizione dell'abitazione rinvenivano fauna protetta e particolarmente protetta oltre a quattro trofei di camoscio il cui possesso l'uomo non è riuscito a giustificare.

In una seconda operazione ha riguardato invece un pensionato di Zanè che presso la sua abitazione aveva organizzato un vero impianto di cattura abusivo. Aveva infatti teso cinque reti da uccellagione fra le viti e una coltivazione di mais di sua proprietà, per un totale di circa trentacinque metri di rete. In più aveva esposto cinquanta richiami vivi appartenenti a varie specie protette e particolarmente protette ovvero lucherini, cardellini, peppole, fringuelli, passere scopaiole e frosoni. Pesante, anche sotto il profilo ambientale, il bottino sequestrato dopo una rapida perquisizione: in un frigorifero è stata rinvenuta una trentina di uccelli morti, di cui specie protetta: il cui abbattimento è vietato: un raro organetto, un codirosso, cardellini, gardoni, passere scopaiole, pettirossi, lucherini, frosoni, fringuelli e peppole.

In fine il presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati sottolinea, "affinché simili personaggi vengano isolati. Una passione non può giustificare uno sterminio senza regole, soprattutto quando tutti, o quasi, le rispettano, le regole. Nessuno vuole eliminare una nostra tradizione, ma non daremo tregua ai deliquenti e furbi.

Mi complimento pertanto con i nostri agenti ed il loro senso di responsabilità.

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Nel nostro lavoro ci devono essere le ragioni della mente ma anche quelle del cuore, le passioni che si trasmettono ai figli. Mi domando che senso abbia insistere con norme farraginose, contorte e difficili da realizzare.
Oggi si è persa un'occasione per poter cacciare con più libertà e meno vessazioni, così il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Alessandro Sala dopo la bocciatura , con voto segreto, dell'emendamento a sua firma d un articolo del progetto di legge di semplificazione negli ambiti economico, sociale e territoriale.
Il voto in Aula era stato preceduto da un’accesa discussione in commissione sull’emendamento in questione, ovvero la possibilità per i cacciatori di usufruire gratuitamente, dalla terza domenica di ottobre di ogni stagione venatoria, di un pacchetto di dieci giornate fruibili in tutti gli ambiti territoriali, o nella zona di minor tutela dei comprensori alpini della regione, per la caccia alla selvaggina migratoria esclusivamente da appostamento temporaneo, anche con l’uso di richiami vivi e del cane da ferma.

Negli ultimi vent’anni la tematica venatoria è andata complicandosi e il mondo della caccia è stato penalizzato a più riprese lamenta Sala, "penso alla chiusura dei roccoli, al complicato meccanismo di utilizzo della banca dati dei richiami, imposto da una normativa sempre più restrittiva, alle deroga cancellate. Siamo, poi, l’unica regione ad avere un tesserino venatorio che è un quaderno, un libro, che va compilato con estrema cura e conservato intatto. Per non parlare del cumulo di tasse. Che cosa dobbiamo fare ancora noi cacciatori per poter cacciare?

Prima del voto in aula, il consigliere aveva sottolineato l'importanza delgi altri amendamenti approvati, volti a semplificare l’elezione del presidente dei Comprensori alpini (CA), a ridurre il numero dei componenti dei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia (ATC), a consentire il recupero della selvaggina acquatica con l’utilizzo del natante con motore fuoribordo e a permettere di cacciare in più ambiti territoriali anziché solo in quello di residenza. L’emendamento da me presentato era una possibilità in più per contrastare le tante vessazioni e una semplificazione in termini di libertà venatoria sul territorio. Sicuramente – conclude Alessandro Sala – hanno votato a favore Forza Italia, Gruppo Maroni presidente, Fratelli d’Italia, così come si erano espressi in commissione. Le defezioni della maggioranza vanno cercate nell’Ncd e nella Lega. La maggioranza ha perso una grande occasione – ribadisce –. È facile dire che si è a favore della caccia quando poi si vota contro la libertà di poter cacciare la migratoria.
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Sono ormai anni che si parla dei possibili impatti ambientali che il piombo avrebbe rispetto ad altri materiali. Tuttavia ancora non si è giunti ad una decisione ufficiale sulla situazione. In Norvegia addirittura dopo dieci anni di embarghi e divieti vari sull'uso del piombo nella caccia sta facendo marcia indietro dati i scarsi risultati ottenuti nell'uso di altri materiali ( a volte più pericolosi e dannosi).
In Italia già in molte zone è presente il divieto dell'uso del piombo, ma nessun risultato scientifico è riuscito a produrre prove tangibili che, al di fuori delle zone acquitrinose, tali limitazioni siano corrette.

In occasione del simposio internazionale "L'uso sostenibile delle munizioni in piombo nella caccia e negli sport del tiro: fatti ed emozioni" organizzato qualche giorno fa da Afems e Wfsa a Bruxelles i massimi esperti mondiali si sono incontrati per discutere, in termini scientifici, sull'uso del piombo. «Il piombo può essere controverso, ma correttamente utilizzato non è un problema. E occorre uscire dall'aspetto emozionale per valutare serenamente», ha detto a titolo d’introduzione Torbjorn Lindskog, presidente di Afems (Association of european manufacturers of sporting ammunition). Ad ascoltarlo c’era Natalie Pauwels, del direttorato generale dell’ambiente della commissione Ue che ha fatto il quadro sulle priorità ambientali della Ue a breve e lungo periodo e sugli obiettivi che riguardano da un lato la protezione del capitale naturale e, dall’altro, la salvaguardia delle presone dagli agenti tossici. Questo con approccio precauzionale per raccogliere le conoscenze disponibili separando fatti da emozioni.
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