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Quando la passione ci guida l'impossibile diventà realtà!

Foto Caccia Beccaccia 36Magnum Ogni anno aspetto le ferie per fine ottobre, inizio novembre, per poter tornare a casa sullo stretto e poter ritrovare gli amici e tornare sui nostri bellissimi monti calabresi.

Quest'anno il passo, almeno in Calabria, è stato scarno e tardo. Il tempo pazzerello fra caldo anomalo e bombe d'aqua e gelo improvviso hanno sicuramente contribuito a stravolgere la migrazione delle nostre amate prede.

Il tempo incerto di certo non è un problema ed appena suona la sveglia l'unico pensiero oltre che prepararsi è attendere il caffè della moka. Oggi si va a caccia con Filippo (PippoSpring) e Damiano. L'unico nostro problema è caricare i cani in auto senza far troppo chiasso. Il mio Eracle, un breton bianco nero di tre anni, crea sempre un po' di problemi quando è in compagnia nonostante Aron, lo Springer di Filippo sia calmissimo.

Alla fine carichiamo tutto e si parte, ci fermiamo a prendere Damiano dove un altro caffè e d'obbligo ed ancora buio arriviamo sul posto di caccia.
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Santo BeccacceLa prima domenica dell'anno rimarrà sicuramente impressa a vita in Santo "tordaiolo nel sangue" con le uniche e rare distrazioni del Colombaccio e della Beccaccia. La stagione è stata sicuramente fra le più nere di sempre e spesso depressi si ha voglia di smettere, ma quando arriva la domenica, e si è liberi, la tentazione è tanta e rimanere a casa in pantofole non fa di certo parte del dna del cacciatore.

Il nostro amico Santo di certo non si lascia perdere l'occasione e via come ogni week end appuntamento al bar con la comitiva per il caffè e si parte verso la grande piana di Rosarno fra distese di ulivi, agrumeti e bosco una vera e propria calamita per i Tordi.

Arrivati sul posto l'aria gelida fa davvero rabbrividire e congelare, ma indossato gilet e uscito dalla custodia il fucile ci si incammina per un piccolo tratto sino a raggiungere i "soliti" appostamenti temporanei e la giornata ha inizio. Il freddo è pungente e con le orecchie aperte e sincronizzate sulla frequenza del zip del tordo si aspetta, con ansia, l'alba cercando nel buio/luce di scrutare in cielo una sagoma familiare. Si resta immobili muovendosi di tanto in tanto per non congelare.

Ma, come un palinsesto ciclico e noioso che si ripete, quest'anno arriva il sole a riscaldare ed illuminare tutto, ma dei Tordi nessuna traccia. Qualche colpo più in là fa sperare che almeno gli amici ne abbiamo visti.
Il richiamo del caffè portato nel thermos mette un po' fine alle speranze e ci fa riunire con gli altri per cominciare a tirare le somme dell'ennesima giornata negativa. In tre appena tre tordi, ma dato l'orario ancora presto ed il desidero di imbattersi in qualcosa rimaniamo ancora puntando sulla speranza.

La pazienza non è proprio una virtù di Santo e la frenesia di sparare lo spinge a provare a vagare col cane. Inizia così la cerca nel vicino bosco, fra i cespugli ed il fitto nella speranza di partire qualche Tordo, qualche Merlo o perché no qualche Ghiandaia, una Beccaccia, un bel Colombaccio, insomma la ricerca di un'emozione per non lasciare troppo vuota ed un po' vana la giornata.

Rochi in rientroIl bosco è proprio adiacente gli ulivi ed è li che in genere i tordi vanno a dormire e la mattina si lanciano a folle velocità nella pastura. Il sottobosco è molto fitto e qualche rovo rende pure inaccessibile dei pezzi, ma Santo ed il suo fedele Springer Ringhio cominciano la cerca.
Ringhio sta sempre a giocare, ma non appena sente il comando "cerca" ecco che torna il cane da caccia doc attento e col naso sempre a terra in cerca di una traccia o qualcosa da scovare.

Dopo un po' che ci si è inoltrati nel bosco e intravisto qualche merlo lontano che, avvertito il nemico, si "tuffa" nel fitto senza farsi vedere più e qualche zip troppo lontano ecco che un rumore insolito, dei rami scuotersi ed un rumore di ali che sbattono fa intravedere quella sagoma non tanto familiare, ma inconfondibile, della regina. Primo colpo un po' a vuoto fra la sorpresa ed il secondo che va a segno... e, come se un lampo caduto a terra avesse fermato il tempo, un vulcano di emozioni è lì pronto ed esplodere in un sol attimo.
- "In effetti non so se ho emesso un forte grido o se ho solo immaginato di averlo fatto, ma stavo concretizzando di aver fatto cento in quel momento" che solo un altro rumore simile al precedente e l'intravedersi di un'altra sagoma mi hanno distolto dal pensiero di aver abbattuto una beccaccia e fatto tornare con i piedi sulla terra.

In canna l'ultimo colpo, un colpo davvero magico e fortunato di stoccata, imbracciata rapida del mio Benelli Montefeltro Cal20 e sparo...

"In quel momento non esisteva altro, era come se avessi sbancato al superenalotto. Non sono molto abituato a fare una beccaccia, figuriamoci due. Mi è sembrato come se avessi tolto le rotelle alla bicicletta e avessi cominciato a pedalare a razzo senza cadere...."
Una cosa è certa, la seconda beccaccia mi aveva proprio fatto ubriacare, corro immediatamente a recuperarla senza ricaricare il fucile e chiamando Ringhio affinché la trovasse. Non ho neanche tenuto bene il punto, ma da lì a poco ecco ringhio uscire da un cespuglio con la Beccaccia in bocca è li sicuramente le urla di bravo Ringhio!! bravo, porta non sono state risparmiate.
Una volta presa la Beccaccia accarezzata in tutta la sua lunghezza tenendola dal lungo becco e posandola nella bisaccia del gilet ho subito cercato di fare mente locale sul dove era potuta cadere la prima.

Mi ero a tal punto inebriato che a dir la verità ce ne è voluto. Portavo Ringhio sempre da tutt'altra parte sino a quando non ho ritrovato i bossoli a terra e, quindi, il punto da cui avevo sparato. Ricordare la direzione ed intuire il punto di caduta non è stato difficile.
Di certo non tutto poteva andare perfettamente e proprio in quella direzione iniziava un pezzo di rovi con canneto. Avrò fatto entrare diverse volte Ringhio in quei cespugli ed ogni volta usciva senza nulla. Il gelo stava scendendo su di me, sin quando ho notato un'apertura fra i rosi. Mi sono avvicinato e senza che gli dicessi nulla, Ringhio si è infilato sotto lo sentivo districarsi fra i rovi ed ecco che l'ho sentito fermarsi in un punto e dal forte agitare di quei rami capisco che ha individuato la Beccaccia e tiro un fiato di sospiro. Da lì a poco spunta fuori e la luce è tornata decisamente a splendere più forte che mai.

Fortemente soddisfatto la girata si poteva decisamente concludere e far ritorno dagli amici col lauto bottino. Amici decisamente sorpresi ed invidiosi. I complimenti sulla fortuna e sul fattore c non sono mancati, ma di certo io e Ringhio avevamo concluso un'ottima cacciata ed anche se la giornata è continuata con tre tordi fatti nel pomeriggio le due regine rimarranno a lungo impresse nella mia mente e nel mio cuore.

Racconti e foto Beccacce

Racconti di caccia



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Beccacce in 410 e SpringerNon è stata una bella stagione in Calabria per la caccia, la migratoria in particolare è stata per certi aspetti quasi nulla. Soprattutto il Tordo tanto cercato e tanto atteso ha latitato vistosamente la punta dello stivale regalando, a parte una settimana a novembre, zero emozioni.
Un po' scoraggiati e con il tempo ormai sempre più pazzo e stravolto i cacciatori calabresi si apprestano a tirare le somme sperando negli ultimi scampoli di un buon finale in extremis.
Il bello della caccia è proprio la sua imprevidibilità ed ecco che un abbassamento delle temperature negli ultimi giorni di Dicembre, inizio Gennaio ha fatto spostare un buon numero di regine per la gioia degli appassionati. In particolare di Filippo, il nostro appassionato numero uno di piccoli calibri, che ci ha inviato gli ultimi resoconti delle sue battute. Dopo aver passato diverse giornate boschi boschi e aver raccolto praticamente nulla finalmente ci si è visti ricompensate le fatiche con ben cinque Beccacce in tre uscite e qualcuna volata un po' male o lontana che lasciano la speranza di ritrovarle presto.

Filippo ormai da qualche anno "parla" solo ed esclusivamente 36 magnum, o .410 che dir si voglia, e assieme al cane da cerca insidia la regina cercandola nei posti più fitti seguendo sempre da breve distanza il suo amato Aron, un carro armato di Springer dall'ottimo fiuto e dall'indole instancabile che lo porta a non fermarsi mai neanche in presenza di ostacoli.

Filippo ha la fatica di doverlo seguire stando con gli occhi aperti, poiché, non essendo un cane che ferma lo Springer, l'involo della Beccaccia è un attimo e se non si riesce a coglierlo ci si mangia solamente le mani. Un tipo di caccia, quindi, molto faticosa che assieme alle rosate ristrette del .410 mette a dura prova Filippo, il suo fiato, i suoi riflessi e la sua mira devono essere sempre perfetti.

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Sono andato spesso a Beccacce con i miei amici ed i loro ausiliari, ma da quando ho preso il mio prima cane ho cercato in tutti i modi di addestrarlo al meglio. Beh evidentemente non sono stato sin qui molto bravo. Eracle ha ormai 20 mesi e spesso a caccia e tutt'altro che un modello esemplare. Tuttavia sulle beccacce sembra promettere bene. Già lo scorso anno ne aveva involate due, ma per mia sfortuna sempre verso il mio amico Santo lasciandomi un po' con l'amaro in bocca.

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Nelle ultime tre uscite quota zero, sembrava proprio che la Regina non ci volesse proprio ricevere...l'abbiamo cercata in molte zone, l'abbiamo inseguita in diverse valli, ma nulla quest'anno neache una volata.

Tutto cambia quando Santo ci degna della sua presenza nel suo ultimo giorno di ferie... Ecco che si parte per raggiungere la piana di Rosarno sperando di sparare qualche colpo ai Tordi.

La zona dove ci porta Santo è davvero molto bella, accostato al bosco distese di ulivi che si alternano fra quelli bassi e vitti a quelli maestosi alti e secolari.

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Negli ultimi giorni stiamo assistendo all'arrivo dell'inverno,con abbassamenti di temperatura, forti piogge e la prima neve. In queste condizioni, si sa, arrivano le beccacce spinte nelle nostre zone dalle zone e quest'anno sembra promettere abbastanza bene..

Sono, infatti, molte le foto che ci giungono a testimonianza del buon passo che sta interessando il nostro paese. In particolare oggi abbiamo le foto inviate da Filippo che con l'ausilio di Aron, springer di 2 anni, ha incarnierato due belle Beccacce con il suo 410.



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Beccaccia Filippo col .410 36Magnum
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Ecco il risultato di una bellissima giornata di caccia al Tordo avvenuta nel Novembre 2012.A prendere parte a questa uscita sono stati 2 utenti,che armati dei loro Beretta cal.20 e Rizzini .410,sono riusciti ad abbattere questi tordi in Sicilia.

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Un contentissimo Marco da Reggio Calabria ci invia le foto della sua prima beccaccia della stagione. 
Il merito ovviamente di Dasy, una piccola bretoncina di un anno e mezzo che assieme al Benelli Confort canna 65 con strozzatore **** caricato con una particolare cartuccia (prima canna) col piombo n°13, pensata da Marco stesso, hanno reso possibile l'abbattimento pulito a distanza ravvicinatissima di questa bellissima "Regina".

Marco Beccaccia
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Foto inviata da Sando che dopo una giornata intensamente fredda di Dicembre è riuscito a far un bottino non numeroso, ma di qualità.

Tanto freddo e vento di tramontana, ma la gioia della preda portata a casa fa dimenticare tutto, soprattutto se si tratta della prima Regina da sempre conosciuta per il suo volo rapido e difficile nella fitta boscaglia.

Tantissima soddisfazione se poi Dasy, bretoncina di appena sette mesi, nonostante non abbia mai incontrato la Beccaccia capisce come comportarsi bloccandosi per qualche istante dando il tempo a Santo di avvicinarsi e poi avventarsi sulla regina per scovarla...

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