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Pasca a Le Iene Inquinamento da piombo

Sono anni che ormai noi cacciatori siamo a conoscenza dei pericoli derivanti dall'uso del piombo. Ormai l'abbiamo accettato ed anche se a rilento anche le maggiori fabbriche di munizioni stanno pian piano presentando alternative più o meno valide, ma ancora lontane da sostituire del tutto il piombo. I media difficilmente si occupano di queste notizie, ma quando lo fanno strumentalizzano le informazioni ancora una volta per disprezzare le nostre attività. Questa volta è Cristiano Pasca l'inviato del programma Le Iene nella puntata del 3 Dicembre 2014. Per chi se lo fosse perso lo può rivedere sul sito della Mediaset: Inquinamento da 336 milioni di cartucce.

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Corpo forestale dello stato in azione Ben 28 persone segnalate

Giornate di intenso lavoro per il Nucleo Operativa Antibracconaggio (N.O.A.) del Corpo Forestale dello Stato di Foggia che coadiuvato dal personale del CFS in servizio nella Regione Puglia, ha segnalato all’Autorità Giudiziaria di competenza ben 28 soggetti rei di varie violazioni alla legge che disciplina l’attività venatoria. 25 i fucili sequestrati, centinaia di munizioni e diverse specie di selvaggina abbattuta irregolarmente.

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Un tragico epilogo per un giornata che doveva essere all'insegna del divertimento e della passione. Durante una battuta di caccia in località Mattioni di Guardiabruna(Chieti) ha perso la vita Nicola Costanzo 58 anni.

Ad accorgersene gli stessi compagni preoccupati di non vedere Nicola alla sua posta e non riuscendo a mettersi in contatto con lui né con la ricetrasmittente né col telefonino. Da li a poco il macabro rinvenimento del corpo senza vita fra la fitta vegetazione.

Secondo le prime ricostruzioni il cacciatore senza avvisare i compagni avrebbe lasciato la sua postazione per inoltrarsi nella macchia. Proprio lì nella fitta vegetazione è stato raggiunto da un colpo vagante.

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In questi giorni Striscia la notizia, grazie al suo inviato Edoardo Stoppa, risolleva un problema già noto come il bracconaggio nelle zone del Medio Oriente che interessano migliaia e migliaia di uccelli migratori sterminati senza alcun senso e con ogni mezzo a disposizione. Il paese che più è interessato da questi fenomeni di bracconaggio è la Libia che con una popolazione di circa quattro milioni di abitanti conta più di cinquecento mila bracconieri nonostante qui la caccia sia bandita dal lontano 1995.

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Abbiamo passato la metà di Ottobre ed è ora di tirare un po' di somme sul passo a cui abbiamo assistito in questi giorni. Definirlo anomalo sembra poco. In pochi ricordano un entrata così numerosa di tordi già a fine settembre nelle zone del Nord d'Italia e causa mal tempo sembra già essere terminata. Al centro ed al sud, invece, l'estate sembra non essere mai finita con temperature non molto lontane dai 30° e umidità elevata.

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Con un provvedimento di questi giorni della Giunta Chiamparino, su proposta dell'assessore Giorgio Ferrero, vieta l'utilizzo delle cartucce in piombo per la caccia in tutte le zone della Rete Natura 2000. La rete include le zone SIC, ZSC ed anche le zone denominate ZPS dove si poteva cacciare su limitazione.

Il divieto partirà dal prossimo 1 agosto 2015 permettendo così, in teoria, ai cacciatori di adeguarsi alle nuove normative.
Il provvedimento dovrebbe evitare il bioaccumulo di piombo nell'ambiente tutelando così gli uccelli acquatici.

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La nutria è una specie non autoctona importata per l'allevamento ed oggi presente in discreto numero soprattutto in pianura padania, lungo la costa adriatica e tirrenica sino al Lazio. Al sud è localizzata in alcune zone della Sicilia e Sardegna. La nutria si nutre di tutte le colture che incontra ed è particolarmente ghiotta di piante acquatiche. Un sovrappopolamento di nutrie riduce drasticamente la presenza di queste piante causando la formazione di acque aperte.

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All'incirca trecento anni fa l'Ibis Eremita ha vissuto un lento ed inesorabile declino che ne causò la sparizione prima dall'Europa centrale, poi dall'Europa meridionale. Le cause più probabili sono state la caccia di frodo e la distruzione del suo habitat per far spazio ad allevamenti e colture intensive. Oggi giorno l'Ibis Eremita vive in uno stato di alto rischio d'estensione con un popolazione selvatica stimata in appena 500 individui in Marocco e Siria.

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A pochi mesi dell'insediamento della nuova gestione dell'ATC 1 di Perugia è ora di tirar le somme. Nonostante la diminuizione costante anno per anno del numero di cacciatori e, quindi, di introiti per le casse dell'ATC, il comitato ha cercato di gestire al meglio i fondi a disposizione per andare a proteggere ed incrementare le specie stanziali che negli ultimi anni stanno subendo un forte declino. I ripopolamenti per quanto necessari non sono la panacea al problema.

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Il 24 giugno è stato pubblicato il decreto riguardante l'utilizzo dei richiami vivi a caccia ed a sorpresa giungono brutte notizie per gli amanti della caccia al cinghiale.

Fra le modifiche approvate: "«I caricatori dei fucili ad anima rigata a ripetizione semiautomatica impiegati nella caccia non possono contenere più di due cartucce»". Il limite così passa da dieci a due obbligando i cacciatori possessori di carabine semiautomatiche ad adattarsi acquistando un caricatore nuovo dalla capienza massima di due proiettili oppure a dover apportare delle modifiche ai caricatori attuali, più o meno come accade con i riduttori nei fucili ad anima liscia.

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