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Foraggava CinghialiNel territorio senese di Montemaggio pare sia diffusa la pratica di foraggiare i cinghiali in maniera tale da portarli a non lasciare determinate zone.
Non sono stati pochi, infatti, i ritrovamenti di pane ed altri prodotti da forno sparsi nei boschi. Vengono lasciati per cercare di richiamare i cinghiali e favorirne la riproduzione e l'aumento.

La polizia provinciale, ritrovando i resti di pane, ha cominciato a pattugliare le aree incriminate.
Durante un sopralluogo le autorità hanno sorpreso un uomo mentre portava nel bosco chili di cibo destinato agli ungulati. L'uomo è un appassionato cacciatore di cinghiali ed è stato denunciato per foraggiamento di cinghiali attività proibita dall'art.7 della legge sulla caccia 175/92 (Collegato ambientale novità sulla gestione dei cinghiali).
Sequestrato il cibo ed il pick up con il quale l'uomo viaggiava.
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Cacciatore vince ricorso di contestazione sulla mancata immediata annotazione dei capi abbattuti

appostamento fisso di caccia Nei giorni scorsi avevamo visto come la Regione Toscana si sia impegnata a chiarire quando esattamente deve avvenire l'annotazione sul tesserino dei capi abbattuti.
Arriva la prima conseguenza della mozione con l'assoluzione di un cacciatore assistito dalla associazione Federcaccia.
L'uomo aveva contestato, mesi fa, un verbale di due guardie ambientali volentarie in cui gli contestavano la mancata annotazione dei capi di selvaggina migratoria abbattuti come previsto dalla legge nazionale 157/92.

Il cacciatore, da parte sua, aveva spiegato alle guardie che senza un esame ravvicinato poteva annotare male il tesserino rischiando di falsare i dati sulla fauna prelevata.
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L'annotazione deve avvenire dopo l'identificazione esatta del capo abbatuto

Tesserino venatorio Regione ToscanaLa normativa che prevede di segnare i capi abbattutti sul tesserino subito dopo l'abbattimento ha creato non poche polemiche e controlli troppo rigidi. In particolare il centro delle discussioni è comprendere cosa significhi segnare il tesserino subito dopo l'abbattimento.
La Regione Toscana ha deciso di mettere chiarezza sulla questione approvando la mozione del PD (a firmare Leonardo Marras, Gianni Anselmi, Marco Niccolai, Enrico Sostegni, Andrea Pieroni, Stefano Scaramelli, Nicola Ciolini), con la quale si sancisce che, l'annotazione obbligatoria sul tesserino venatorio, debba avvenire soltanto successivamente all'accertamento del capo abbattuto.

Il cacciatore potrà, quindi, provvedere al recupero e all'identificazione esatta, del capo abbattuto e successivamente annotarlo.
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Regione ToscanaDavanti ad una folta platea la Regione Toscana ha presentato l'applicazione mobile, finanziata dalla regione stessa, che renderà i nostri smartphone in grado di svolgere le medesime funzionalità del tesserino venatorio con tutti i vantaggi della digitalizzazione.
L'applicazione sarà presto disponibile e permetterà di ridurre i costi di stampa, ma soprattutto permetterà di avere dati real time e rapidamente consultabili sugli effettivi prelievi realizzati dai cacciatori.
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1,2 milioni di € i danni accertati alle coltivazioni toscane nel periodo 2004 -2015. Dopo cinghiali e capriolo è la terza specie che a mettere in difficoltà gli agricoltori toscani. Lo Storno, però, colpisce principalmente le produzioni più importanti della regione quali vigneti ed oliveti.
Per questo la Regione Toscana, con il parere positivo dell'ISPRA ha deliberato il prelievo in deroga su tutto il territorio di 23 mila Storni.
Testo della delibera N.26 del 29/06/2016.

Modalità del prelievo
È consentito il prelievo in deroga alla specie Storno esclusivamente nella forma di caccia da appostamento ed esclusivamente nelle prossimità di vigneti ed uliveti, in presenza di frutto pendente, ad una distanza non superiore a 100 metri dalle stesse colture.
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Tordo

Il consiglio dei ministri ha deliberato l'esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti delle regioni Calabria, Toscana ,  Liguria, Puglia, Lombardia, Umbria, e Marche  disponendo la modifica dei calendari venatori con la chiusura anticipata della caccia al 20 gennaio 2016 a tre specie, Tordo Bottaccio, Beccaccia, Cesena.

Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti (PD)  si legge su www.governo.it per evitare che il limite al 31 gennaio fissato dalle regioni interessate facesse coincidere la stagione della caccia di una o più specie indicate con il periodo prenunziale o di riproduzione ha disposto la modifica del loro calendario venatorio.
Secondo il Ministro gli attuali limiti di caccia al 31 gennaio comporterebbero una violazione della normativa europea, andando ad aggravare la posizione dell'Italia rispetto all'eventuale chiusura negativa del caso EU-PILOT 6955/2014, avviato dalla commissione europea.

Le regioni dovranno nei prossimi giorni adeguare i loro regolamenti.


Peccato che in gran parte d'Europa, dove quando si parla di caccia siamo gli unici a farne parte, l'attività venatoria si svolge dal 20 agosto al 28 febbraio, con il Tordo Bottaccio cacciabile in quasi tutte le nazioni attorno a noi fino al 28 febbraio!

Anche specie come Cinghiale e Storno considerati nocivi a causa dei danni all'agricoltura e sanitari/igienici in alcuni paesi, come la Francia in caso di necessità possono essere cacciati tutto l'anno.

Le azioni intraprese dal Ministro dell'Ambiente non fanno altro che aumentare la sfiducia nelle persone che lasciano a malincuore il mondo venatorio italiano preferendo i viaggi all'estero.

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ToscanaIl Consiglio metropolitano di Firenze, dopo aver ascoltato l’illustrazione del consigliere delegato Alessandro Manni, ha approvato il calendario venatoriodella  Metrocittà per la stagione 2015-2016, condiviso con le associazioni venatorie, degli agricoltori e ambientaliste.


Sono state individuate le aree palustri in cui esercitare la caccia vagante nel mese di gennaio, attraverso una cartografia specifica. Concesso dal 9 dicembre l’uso del cane da seguita unicamente per la caccia alla volpe ed al cinghiale e nel mese di gennaio l’uso del cane, solo per il riporto nella caccia da appostamento, e per la caccia vagante nelle aree palustri individuate con la cartografia oltre che per la caccia alla beccaccia.



La caccia alla beccaccia è consentita esclusivamente in forma vagante con l’uso del cane da ferma o da cerca e inoltre, nel mese di gennaio, nelle aree boscate incluse entro i territori vocati alla specie cinghiale.



La Città Metropolitana richiederà l’apertura anticipata della caccia per le specie tortora, merlo, ghiandaia, colombaccio, cornacchia grigia e gazza, nella giornata del 2 settembre 2015.

Calendario Firenze 2015-2016

Calendari Toscana

 

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Solo la fortuna ha voluto che nessuno si facesse male. Un anziano signore di Livorno cacciava con armi modificate e si era anche ideato una trappola per il cinghiale pericolosissima. Opportunamente fissata ad un albero a circa un metro - un metro e mezzo bastava che il cinghiale di turno o un passante urtasse il meccanismo di scatto che la trappola si azionava facendo partire un colpo. La trappola veniva posizionata in opportune zone di passaggio dei selvatici nel parco sulle colline livornesi.

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Col nuovo Piano Faunistico Venatorio Provinciale di Firenze è stata istituita un’altra area di divieto di caccia nella Piana. Si tratta di ulteriori 340 ettari nel territorio di Campi Bisenzio inibiti all'esercizio venatorio. Come però accade adesso ci si pone il problema tabellazione per evitare brutte sorprese ai nostri amici cacciatori della zona. La provincia però non avrebbe i soldi necessari ad effettuare le operazioni di corretta delimitazione e tabellazione dell'aria.

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Dopo un anno di indagini le polizie provinciali di Prato, Firenze e Bologna hanno fermato e denunciato alcuni bracconieri che cacciavano in aree protette e con mezzi illegali. Sequestrato un vero e proprio arsenale: due silenziatori da applicare ad armi da fuoco, quattro balestre munite di apposite frecce con punte in acciaio a tre lame, puntatori laser e fari, otto visori notturni, numerose torce con apposite staffe per posizionamento sulle armi per la caccia notturna, di cui una con impugnatura a mano e attacco per auto, una grossa trappola per la cattura di istrici, dieci crani con palco di corna di ungulati, numerose munizioni a palla non denunciate e la carabina con calcio pieghevole utilizzata per le azioni di bracconaggio.

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