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Sergio Berlato annuncia: "La riformuleremo" presto "una nuova formulazione nel nuovo Piano faunistico venatorio regionale"“

zac 20170103 2076148808 Con la sentenza n. 174 del 20 giugno 2017 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime dal punto di vista costituzionale le modifiche alla legge regionale 50/93 che avevano permesso a tutti i cacciatori del Veneto di usufruire, nella passata stagione venatoria, della mobilità per la caccia alla selvaggina migratoria su tutti gli Ambiti territoriali di caccia del Veneto, ad esclusione della zona faunistica delle Alpi e della zona lagunare valliva.

Le motivazioni sono scaturite dalla legge che stabilisce il punto di equilibrio tra il primario obiettivo dell'adeguata salvaguardia del patrimonio faunistico nazione e l'interesse all'esercizio delle attività venatorie. Pertanto, ogni Regione, può solo innalzare e non abbassare il livello di protezione della fauna.

Con tali indicazioni lo Stato ha voluto circoscrivere il territorio di caccia ed al tempo stesso stringere uno stretto legame fra cacciatore e territorio tramite gli ambiti di caccia.
La norma della Regione Veneto non permetterebbe, agli organi di gestione e tutela del territorio, di avere piena coscienza della pressione venatoria nella propria porzione di territorio. La Corte costituzionale accoglie, quindi, il ricorso del Governo bocciando la norma sulla caccia varata su proposta del Consigliere Sergio Berlato.

Bocciate anche le norme che permettevano l'addestramento dei cani da caccia tutto l'anno e quella che permetteva di recuperare la selvaggina con l'ausilio di una barca a motore e l'uso del fucile in contrasto alle norme nazionali che vietano l'esercizio venatorio mediante l'utilizzo di natanti.

Stop anche alla possibilità di sparare ai Cormorani per contenerne il numero e alla partecipazione ai piani di abbattimenti di specie protette ai soggetti in possesso di licenza per l'attività venatoria.
Non sarà neanche più possibile far pagare di più ai cacciatori non residenti e verranno tolte le 15 giornate in forma vagante ai cacciatori che optano per la caccia da appostamento fisso e viceversa.

Praticamente tutti gli articoli della Legge Regionale n°18 sono non più validi.

Berlato da parte sua risponde con una nuova riformulazione del piano faunistico regionale che verrà presto proposta per cercare di ripristinare, almeno in parte, la mobilità venatoria e garantire più diritti per cacciatori veneti.
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Attivisti di ALF diveltano il vetro e sottraggono, di notte, il fucile della madonnina.
Madonna col Fucile La donna del s'ciopoMa è anche per molti la madonnina protettrice dei cacciatori e dei pescatori. Negli ultimi tempi erano tante le proteste di ambientalisti e "pacifisti".
Doveva essere proprio insopportabile l'idea della Madonna col fucile, ma mai avremmo potuto immaginare che un simbolo religioso venisse sfigurato. Hanno agito di notte gli attivisti di ALF, Animal Liberation Front noto motimento per la liberazione degli animali, dapprima hanno rivelto il vetro che protegge la statua e successivamente hanno sottratto il fucile che la Madonnina aveva con sè.
Non contenti e forse in cerca di pubblicità hanno firmato il colpo lasciando il nome del movimento.

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Come in Liguria, multe per chi disturba i cacciatori, anche per la regione Veneto che si adegua e prevede sanzioni amministrative per chi volontariamente disturba le attività venatorie.
cacciatore al tramonto Sino a 3600 € per chi impedisce a cacciatori e/o pescatori di svolgere le loro attività. La proposta vede contrari i M5 ed i democratici che aspramente criticano la nuova legge.

Andrea Zanoni, esponente democratico, afferma che le sanzioni sono sproporzionate: "Un cacciatore che spara troppo vicino a una strada o ad un'abitazione paga una multa compresa tra i 200 ed i 600 euro, mentre chi per sbaglio disturba la caccia deve pagare dai 600 ai 3.600 euro".

La legge però arriva in un momento opportuno per bloccare i nuovi criminali che dietro "nobili" ideali e sfruttando la potenza dei social individuano soggetti isolati e spesso anziani per aggredirli e scaricare su di loro rabbia e frustazioni.
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Veneto Lo scorso 22 giugno la Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore Giuseppe Pan, il calendario per la stagione venatoria 2016-2017: la stagione aprirà domenica 18 settembre e si concluderà il 30 gennaio, con 5 giornate di preapertura (l’1, il 3, il 4, il 10 e l’11 settembre) nelle quali è consentita la caccia a merli, tortore, ghiandaie, gazze, cornacchie nere e grigie.
Previsto anche un posticipo dall'1 al 9 febbraio in cui si potranno cacciare ghiandaia, gazza, cornacchia nera e grigia. Il colombaccio viene escluso dalle specie cacciabili in preapertura per consentire un successivo prelievo continuativo dal 18 settembre.
Le principali chiusure sono:
Tortora e combattente il 31 ottobre,
Lepre 30 novembre;
Merlo 15 dicembre;
Starna, Fagiano, Allodola, Quaglia e Coniglio selvatico 31 dicembre;
Gazze, cornacchie nere e grigie 11 gennaio;
Tordo bottaccio e Beccaccia sino al 19 gennaio.

Ulteriori limiti sono previsti anche per le specie lepri e pernici bianche, fagiano di monte e coturnice che potranno essere cacciati sino al 30 novembre solo in base ai pieni di prelievo e ai censimenti specifici.
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Cigni Il cigno è il più grande degli anatidi e con il suo bianco sgargiante e collo lungo ha da sempre affascinato l'uomo che ha cercato di addomesticarlo per arricchire parchi e giardini.
Il cigno allo stato selvatico vive nel nord Europa e solo sporadicamente giunge in Italia.
Negli ultimi anni nella laguna veneta si sono create e preservati gli habitat che pian piano sono stati conquistati dai cigni. Dai pochissimi esemplari degli anni '90 si è passato pian piano al migliaia dei giorni d'oggi. Si stima, infatti, in circa 1500 esemplari, diventati ormai stanziali, solo nella laguna veneta.
Sin qui sembrerebbe tutto normale, ma l'ATC Venezia 1 lancia un vero e proprio allarme per contenere l'espansione del cigno.
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Anziano cacciatoreA Castelbaldo (PD) anziano cacciatore denunciato per omessa custodia. Spesso è proprio vero si farebbe di tutto per il proprio cane ed è proprio quello che ha cercato di fare un cacciatore di settantun anni. Durante la battuta di caccia il cane è scappato così il cacciatore l'ha rincorso sino a raggiungere i bordi di un'area riservata. Preso dalla foga e dal panico, pur di non abbandonare il cane, ha deciso di lasciare a terra, ai piedi di un palo, il suo fucile e le munizioni per non entrare armato nell'area protetta. Peccato che il gesto, ancor più grave, di lasciare l'arma incustodita gli sia costato caro.
Un agricoltore del posto ritrovando l'arma e le cartucce nel suo fondo l'ha recuperata e consegnata alle forze dell'ordine. Da lì rintracciare il proprietario è stato semplice e da una possibile sanzione per essere stato trovato armato in una zona protetta l'uomo adesso deve rispondere di omessa custodia di fucile e munizioni.
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Cacciatore rapinato

Morgano (Treviso) -  Siamo già abituati a notizie di violenza ed insulti da parte di persone, che ritenendosi migliori, sotto le effigie di "ambientalista" cercano in tutti i modi di provocare i cacciatori o i pescatori. Peccato che questa volta poteva finire davvero male. Un vero e proprio delinquente ha teso un agguato ad un cacciatore costringendolo a liberare gli uccelli da richiamo e portandogli via il fucile e le chiavi dell'auto.

Domenica scorsa nei campi di Via Cacciatori a Morgano un anziano cacciatore della zona si appresta a riporre in macchina l'attrezzatura dopo una cacciata al capanno.  Un uomo in biciclette e col volto nascosto da una sciarpa avvicina il cacciatore chiedendogli informazioni stradali, ma subito dopo bradenggia una pistola e minaccia il cacciatore affermando di essere contrario alla caccia.


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Lepre Conetta (VE) - Gli ospiti dell’ex base militare vanno nelle campagne, in mezzo alle trebbiatrici, per catturare tutto quello che gli capita, lepri comprese, e la locale sezione di caccia scrive al Prefetto: «Quella è una zona destinata al ripopolamento»
Sembra assurdo, ma questa è l’ultimo sviluppo della complicata convivenza, a Conetta, tra i migranti ospitati e i residenti della zona, nel caso specifico agricoltori e cacciatori che ormai per prassi osservano i migranti che si aggirano indisturbati nelle campagne

«Qualche giorno fa, al momento della trebbiatura» racconta Mauro Polo, agricoltore della zona, «alcuni dei profughi si sono radunati attorno alla trebbiatrice. Avevano dei tubi di gomma, forse cavi elettrici dismessi della vecchia base militare e li battevano a terra, a turno, per far scappare le lepri, già spaventate dalla macchina agricola, nella direzione voluta».
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Manifestazione adesso tocca a noi Vicenza

Adesso tocca a noi! per la rinascita della caccia della pesca e della cultura rurale

Sabato 21 marzo 2015 ore 15 nella Sala Palladio di Fiera di Vicenza si terrà una grande manifestazione regionale a sostegno della caccia, della pesca e della cultura rurale.
Un evento organizzato da ACV CONFAVI (Associazione Cacciatori Veneti) al quale parteciperanno il Presidente della Giunta regionale Dott. Luca Zaia, il Candidato Presidente on. Alessandra Moretti e tutte le associazioni interessate.

Il motto della manifestazione "Adesso tocca a noi" è un invito a tutti a partecipare per cercare di reagire e far rinascere la caccia, la pesca e la cultura rurale da anni ingiustamente messe sotto torchio.

Ci auguriamo che i ben 714 posti del moderno centro congresso di Fiera di Vicenza sia tutti occupati ed anzi non bastino per accogliere tutti i sostenitori per dare un forte e chiaro segnale alle istituzioni.

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Agenti della polizia provinciale di Vicenza

Polizia provinciale di Vicenza Serrati i controlli

A pochi giorni dalla chiusura generale della caccia continuano i controlli della polizia provinciale di Vicenza per prevenire qualsiasi forma di bracconaggio. In pochi giorni ben tre le persone deferite. Per lo più i reati trattano abbattimento di specie protette o uso di richiami elettronici. A nulla sono valsi gli sforzi e le furberie attuate dai bracconieri per non farsi scovare.

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