La Lombardia da giorno 13 dicembre tornerà in zona gialla, tuttavia il Presidente Fontana ha deciso di seguire le iniziative di Toscana e Calabria e concedere l'attività venatoria negli ATC di residenza ai cacciatori.
Lo scorso 26 giugno il Consiglio regionale della Lombardia ha accolto, dopo tante sollecitazioni da parte dei Consiglieri a favore della caccia, le proposte presentate lo scorso 19 maggio.
Sfruttando la rapidità della messaggistica istantanea alcune persone hanno ben pensato di creare una sorta di "rete di protezione" dove potersi avvisare a vicenda dell'arrivo della polizia provinciale, carabinieri forestali o guardie volontarie LIPU o WWF.
Tramite i social network sta girando un evento mirato ad ostacolare le attività venatorie. Quest'anno la caccia a Bergamo si apre il 16 settembre e proprio per tale giornata è prevista una "giornata di disturbo" nei boschi per poter allontanare gli animali selvatici ed impedire le attività venatorie.
Giorno 8 agosto col decreto 11854, la Regione Lombardia ha autorizzato la preapertura della caccia in modalità di appostamento fisso o temporaneo. Nei giorni antecedenti l'apertura generale della caccia, fissata al 16 settembre, sarà concesso il prelievo alla specie Cornacchia Grigia e Cornacchia Nera nei giorni: 2,6,9 e 13 settembre 2018 sino alle ore 13.
La Giunta regionale della Lombardia ha approvato le disposizioni che integrano il calendario venatorio regionale definito con la normativa n°17/2004.
Proprio nel ben mezzo della stagione riproduttiva e dei primi piccoli un 55enne residente nella bassa Valsabbia ha provato a cacciare di frodo i cinghiali.
C'è tanta violenza in giro contro chi ancora ama praticare l'arte venatoria, ma spesso dietro c'è soltanto disinformazione. Per questo CONARMI (CONsorzio ARMaioli Italiani) ha deciso di organizzare degli incontri fra cacciatori e studenti delle scuole. Si è partiti con i bambini delle elementari di Gardone Val Trompia e Marcheno in Provincia di Brescia.
Troppi debiti accumulati da un bresciano hanno portato la Questura a negargli il porto d'armi. L'ex cacciatore bresciano ha però fatto ricorso al TAR, ma quest'ultimo ha dato piena ragione alla Questura.
Importanti i dati dell'operazione Pettirosso 2017 nelle valli bresciane che ha convogliato i carabinieri forestali, arrivati da un po' tutta Italia, a difesa delle specie migratorie in transito nella provincia. Vittima delle antiche tradizioni culinarie migliaia di uccelletti protetti, circa 1500 quelli sin ora recuperati, che alimentano un mercato di compra/vendita sul territorio che raggiunge cifre spaventose.
Col decreto n°10796 del 08/09/201, la Regione Lombardia, rivede il calendario venatorio applicando ulteriori limiti al fine di garantire una maggiore tutela del patrimonio faunistico.
Con le integrazioni provinciali i cacciatori lombardi hanno finalmente un quadro completo del calendario venatorio che regolamenta la prossima stagione 2017/2018.
L'assessore all'Agricoltura della regione Lombardia, Gianni Fava critica le risposte negative da parte dell'ISPRA sulla possibilità di effettuare prelievi in deroga alle specie Storno, Fringuello e Peppola.
Sara' presentata una comunicazione dell'assessore all'Agricoltura Gianni Fava relativa all'esercizio delle deroghe previste dall'articolo 9 della direttiva 2009/147/Ce, nota anche come 'Direttiva uccelli'. Sarà comunicata, alla Giunta, l'intenzione di Regione Lombardia di attivare la procedura di deroga, di cui all'articolo 9 della direttiva e ai sensi dell'articolo 19 bis della legge 157/92, per autorizzare il prelievo venatorio delle specie storno, fringuello e peppola, nonche' la cattura di esemplari delle specie tordo bottaccio, tordo sassello, cesena e merlo da utilizzare come richiami vivi.
A Gardone Valtrompia, nel bresciano, ieri si sono radunati oltre 5 mila cacciatori che uniti hanno sfilato per dimostrare la loro presenza ed i loro diritti. A dimostrare l'"Orgoglio venatorio" cacciatori da tutta Italia, in particolare Bergamo e Brescia assieme alle associazioni FederCaccia, EnalCaccia, Acl, CPA e Anuu Migratoristi e diversi sindaci locali. Nutrito anche il gruppo rappresentatrice delle cacciatrici.
La sua passione per le armi lo portava a pubblicare foto, video e a commentare in maniera provocatoria alcuni post sui social. Le immagini ritraevano le sue "amate" armi mal detenute o in comportamenti non sempre consoni a chi detiene armi da fuoco. 
Il consiglio dei ministri ha deliberato l'esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti delle regioni Calabria, Toscana , Liguria, Puglia, Lombardia, Umbria, e Marche disponendo la modifica dei calendari venatori con la chiusura anticipata della caccia al 20 gennaio 2016 a tre specie, Tordo Bottaccio, Beccaccia, Cesena.
Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti (PD) si legge su www.governo.it per evitare che il limite al 31 gennaio fissato dalle regioni interessate facesse coincidere la stagione della caccia di una o più specie indicate con il periodo prenunziale o di riproduzione ha disposto la modifica del loro calendario venatorio.
Secondo il Ministro gli attuali limiti di caccia al 31 gennaio comporterebbero una violazione della normativa europea, andando ad aggravare la posizione dell'Italia rispetto all'eventuale chiusura negativa del caso EU-PILOT 6955/2014, avviato dalla commissione europea.
Le regioni dovranno nei prossimi giorni adeguare i loro regolamenti.
Peccato che in gran parte d'Europa, dove quando si parla di caccia siamo gli unici a farne parte, l'attività venatoria si svolge dal 20 agosto al 28 febbraio, con il Tordo Bottaccio cacciabile in quasi tutte le nazioni attorno a noi fino al 28 febbraio!
Anche specie come Cinghiale e Storno considerati nocivi a causa dei danni all'agricoltura e sanitari/igienici in alcuni paesi, come la Francia in caso di necessità possono essere cacciati tutto l'anno.
Le azioni intraprese dal Ministro dell'Ambiente non fanno altro che aumentare la sfiducia nelle persone che lasciano a malincuore il mondo venatorio italiano preferendo i viaggi all'estero.
Continua il sostegno delle guardie volontarie del WWF, circa 300 sparsi in 15 regioni, alla lotta al bracconaggio. Solo la scorsa settimana sono state denunciate ben 18 persone che si aggiungono alle tante altre fermate nel mese scorso. Quasi sempre l'irregolarità consiste nell'uso di richiami elettromagnetici, telefono e smartphone compresi, che nonostante siano illegali e si rischi in maniera particolarmente grave con sequestro di tutte le attrezzature e denuncia penale sembra irrinunciabile per molti.
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