Un recente studio internazionale guidato dall'Università britannica di Swansea ha studiato gli uccelli più grandi al mondo per comprendere le loro capacità di volo.
Quando non a caccia, appena posso, scappo ad osservare gli uccelli nel loro habitat e imparare le loro abitudini. Un argomento che mi ha sempre impressionato di questi animali è la loro migrazione.
Il Fraticello americano (Sternula antillarum) è un piccolo uccello marino caratterizzato dal becco color giallo e dalla testa nera che a stento raggiunge i 40cm.
Da qualche giorno dilaga sui social la notizia di alcuni bracconieri assaliti ed uccisi da un branco di sei leoni nella Sibuya Game Reserve situata nella zona orientale del SudAfrica.
Estate è mare, caldo e lunghe giornate, ma è anche voli incessanti di canadair, cenere e fumo con i tantissimi incendi che colpiscono il nostro bel paese.
Non è passato neanche tanto dalla triste notizia dell'estinzione del rinoceronte bianco settentrionale, che uno studio britannico lancia un allarme sullo stato di conservazione dell'elefante asiatico (conosciuto anche col nome di elefante indiano).
Due recenti studi francesi condotti dal CNRS (Centre National de la Recherche Scientique) e dal MNHN (Muséum National d'Histoire Narurelle) hanno portato a risultati scientifici molto allarmanti riguardanti la forte diminuzione delle popolazioni di uccelli nelle campagne francesi.
Il rinoceronte bianco del nord è una delle due sottospecie di rinoceronte bianco e viveva in libertà nell'erba alta della savana africana. Negli anni '70 si contavano almeno 500 esemplari, ma il continuo bracconaggio e le continue guerre civili hanno drasticamente ridotto i controlli e portato oggi a dover dire addio a questi splendidi animali.
La cicogna nera è leggermente più piccola della cugina bianca con un'apertura alare di quasi 2 metri ed un peso che può arrivare a 3kg di peso.
L'Italia è il maggior produttore di riso in Europa ed è il sostentamento di migliaia di agricoltori. Fra le regioni che producono riso c'è anche la Sa
La Lipu-BirdLife Italia invia una lettera all'ISPRA, ai vari ministeri e alle Regioni per anticipare alcuni dati forniti dal "Birds in Europe 3", il nuovo studio di BirdLife International che espone alcuni interessanti considerazioni sullo stato di conservazione degli uccelli selvatici in Europa.
La tecnologia sta facendo passi da gigante e l'organizzazione britannica per le ricerche sull'Antartide ha lanciato il "censimento spaziale" una tecica che sfrutta le immagini ad altissima risoluzione del satellite commerciale WorldView-3 per identificare i singoli volatili nelle colonie più inaccessibili senza creare alcun tipo di interferenza nei loro habitat.Il Parco nazionale dell'Aspromonte è fra i territori più ricchi di avifauna del paese con numerose specie di uccelli fra cui lo Sparviero, l'Astore, l'Allocco, il Barbaggiani, il Falco Pecchiaiolo, il Falco Pellegrino, la Poiana, il Biancone, l'Aquila del Bonelli (quasi estinta nel resto d'Italia e presente nel parco con due coppie) e molti altri uccelli.
Recentemente l'ente parco ha presentato, presso l'aula seminari del Dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, i primi risultati sullo studio e monitoraggio dei super predatori presenti sul territorio. Lo studio è frutto di anni di iniziative atte a tutelare e conservare l'enorme patrimonio di biodiversità presenti nell'Aspromonte.
Fra i risultati si sono segnalati la presenza del Gufo Reale, il più grande rapace notturno europeo, ed il recentissimo ritorno dell'Aquila Reale. L'Aquila reale è un uccello straordinario e difficilmente avvistabile nonostante sia fra gli uccelli più grandi presenti in Europa con un'apertura alare che può arrivare ai due metri e mezzo.
La legislazione danese prevede l'archiviazione dei dati di ogni esemplare trattato dai tassidermisti e, da queste informazioni, gli studiosi hanno recuperato interessanti correlazioni.
La crudeltà dei bracconieri non ha limiti come la stupidità umana.
Belli morbosi e profumati i gatti sono delle stupende creature, ma terribili assassini. L'allarme arriva dagli Stati Uniti dove è stato lanciato un vero e proprio allarme
Le moderne politiche agricole intensive puntano il loro obiettivo sul raggiungere la maggior quantità di produzione possibile sfruttando il massimo ottenibile dai terreni.
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