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demk

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Cresciuto con una passione enorme per la caccia e la natura ha cominciato ad avvicinarsi alla ricarica ed al mondo venatorio grazie al padre. Sempre in cerca di nuovi accorgimenti e prodotti ha pensato bene di creare una community incentrata attorno alla caccia dove apprendere nuove tecniche e scambiarsi opinioni. I suoi carnieri sono spesso vuoti, ma ogni uscita gli regala un'emozione e spesso si perde fra le nuvole ammirando paesaggi straordinari o valutando le condizioni meteo.

In maniera ufficiosa le associazioni venatorie presentano il nuovo calendario venatorio calabrese

Filippo Cacciatore CalabreseNon è stato ancora pubblicato sul BURC della Regione Calabria, ma il coordinamento delle Associazioni Venatorie Calabresi (Federazione Italiana della Caccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Arci Caccia, ANUU Migratoristi, Italcaccia ed EPS) ha anticipato la notizia dell'approvazione da parte della Giunta, nella seduta di venerdì 26, del calendario venatorio che regolamenterà la prossima stagione.

Le associazioni accolgono positivamente il calendario e danno qualche anticipazione interessante.
Saranno tre le giornate di preapertura 1, 7 e 8 settembre in cui, nelle prime due, sarà concesso il prelievo della tortora. Per la gioia di tutti noi amanti dei nostri amici a quattro zampe, sarà concesso l'utilizzo dei cani da riporto, per il recupero dei capi abbattuti, nelle tre giornate di preapertura.
La stagione si concluderà poi il 10 febbraio e sono state mantenute cacciabili le specie Moriglione e Pavoncella nonostante le indicazioni contrarie del Ministero dell'Ambiente.
Nessuna notizia del Colombaccio, vero e proprio protagonista delle preaperture calabresi. Non ci è dato, ancora, sapere se ne sarà concesso il prelievo in preapertura o solamente dal primo ottobre per poterlo poi cacciare in maniera continuativa sino a febbraio. L'addestramento degli ausiliari è già consentito dal 27 luglio e sino al 14 settembre a meno delle giornate di preapertura.
Martedì, 30 Aprile 2019 00:42

Colombacci in umido alla fiorentina

Colombacci umido fiorentina Oggi ti propongo una ricetta particolare della tradizione fiorentina.
Giustamente dirai un calabrese che ne può sapere della cucina toscana?
Eppure un tempo i cugini del babbo, emigrati a Firenze, scendendevano spesso nel periodo di caccia da novembre in poi.

Puntuali ogni anno, finito il passo dei colombacci in Toscana, scendevano in Calabria per la caccia alla piccola migratoria.

Li chiamavano i "fiorentini" e vederli ogni volta era una festa.
I cugini erano appassionati della caccia ai colombacci coi zimbelli, tradizionale forma che richiede impegno e costanza, ma amavano anche la piccola migratoria e le magie del passo.

Occhi all'insù, ma non per osservare le stelle...

Falco Pecchiaolo Volo sullo stretto di Reggio e MessinaCon l'arrivo delle belle giornate e, coi venti favorevoli, da fine aprile e per tutto maggio l'area dello stretto di messina si popola di milioni di uccelli impegnati nella loro migrazione per la sopravvivenza dalle zone dell'Africa verso l'Europa.
Lo stretto non è il maggior punto di transito delle migrazioni, il Bosforo e lo stretto di Gibilterra che sono percorsi meno faticosi e pericolosi, sono i punti di maggior afflusso dato l'attraversamento di un'area di mare meno vasta.

Tuttavia essendo l'area dello stretto abbastanza "stretta" riesce a concentrare gli uccelli rendendo davvero sorprendente l'attraversata con un transito continuo, uno dietro l'altro, di uccelli che sorvolano i nostri cieli.
Giovedì, 25 Aprile 2019 14:14

7 miti da sfatare sulle cartucce

Esistono un sacco di sciocchezze e dicerie sulle cartucce

Cartucce mitiIn questi anni penso di aver sentito dire la qualunque nel campo della ricarica o delle cartucce. Soprattutto sul web nei vari forum o social trovi consigli senza alcun fondamento che ti lasciano un po' basito.

In generale possiamo dire che non c'è molto da dire su una cartuccia. Questa è composta da cinque componenti che assemblati fra loro ti permettono di creare una munizione. Sembrerebbe pertanto non ci molto da sbagliare eppure dietro ci sono miriadi di accorgimenti...

Le foto condivise dalla community durante l'ultima stagione di caccia

Gerardo Massa Cacciatore Altri tempiCon tristezza anche quest'anno la caccia è giunta al termine. Come sempre ci sono pareri discordanti su come sia andata la stagione. Bella o brutta che sia sicuramente ci ha lasciato emozioni uniche, non trovi?

Per rendere omaggio a questa annata abbiamo raccolto le principali foto condivise dagli amici della community e le abbiamo montate assieme, senza effetti, così come sono state inviate, per ricordarci quello che abbiamo vissuto assieme e quello che potremmo aspettarci dalla prossima annata.

I media sono giunti da tutta italia ed una dalla Francia. Raccontano tutte le fasi della caccia, dalla ricarica sino a giungere sulla tavola dove in momenti di allegria e coesione festeggiamo la fatica e le emozioni affrontate...

Commenti e foto sui social aiutano le operazioni dei carabienieri forestali

testa lupo bracconiereGrazie alle manie di protagonismo, di cui buona parte di noi soffre, è possibile arginare il fenomeno del bracconaggio. Commenti, foto ed a volte video si diffondono rapidamente sulla rete e grazie al lavoro certosino delle autorità è spesso possibile risalire ai colpevoli ed inchiodare delinquenti.
L'ultimo caso si è verificato nel Cuneese dove una foto che ritraeva la testa di un lupo, con tanto di coda e proiettile in bella mostra, ha portato le forze dell'ordine a casa di un "sedicente cacciatore". Oltre al macabro trofeo del lupo ritrovati anche un fagiano di monte imbalsamato ed un ordigno bellico detenuto senza alcun permesso.

Sempre l'operato dei carabinieri forestali ha portato, stavolta in Abruzzo, alla denuncia di tre bracconieri che suoi social condividevano il video mentre bloccavano e tentavano di investire, deliberatamente, un branco di cinghiali.

"Salviamo il porto d'armi", la chat condivisa fra decine di cacciatori della Valcamonica, e non solo, non proprio ligi alle regole...

Salviamo Il Porto d'armiSfruttando la rapidità della messaggistica istantanea alcune persone hanno ben pensato di creare una sorta di "rete di protezione" dove potersi avvisare a vicenda dell'arrivo della polizia provinciale, carabinieri forestali o guardie volontarie LIPU o WWF.
Il gruppo di chat era intitolato "Salviamo il porto d'armi" e come immagine riportava un pettirosso. Era condiviso soprattutto fra "capannisti" che, grazie ai tempestivi avvisi, potevano rimuovere tutti gli illeciti prima dell'arrivo dei controlli.

Sulla chat venivano condivise anche le foto di auto civetta e si scambiavano consigli su metodi illeciti.
Era talmente cresciuto negli ultimi tempi che, per fortuna, è arrivata la notizia anche alle autorità.

C'è voluta un'attenta operazione del nucleo operativo antibracconaggio per arrivare agli ideatori del gruppo whatsApp, due capannisti, padre e figlio, di Gianico.
Strozzatori interni Gli strozzatori rimovibili arrivano nel mercato alla fine degli anni '70 con la serie di fucili Winchester 101. Questi hanno un po' rivoluzionato i fucili ad anima liscia rendendoli molto più versatili e concedendo ai vari tiratori di usufruire di un'arma sola per tutte le varie attività.
Gli strozzatori permettono di variare il comportamento della rosata andando a "stringere" più o meno o allungando la canna sino ai più moderni rivestiti in nano ceramica che aiutano ad aumentare le velocità iniziali.

In pratica hai solo l'imbarazzo della scelta. Tuttavia gli strozzatori rimovibili richiedono una leggera accortezza, maggior cura e manutenzione rispetto ad una canna fissa. Risulta, quindi, importante prendersi cura degli strozzatori ed imparare a mantenerli correttamente.

Terribile incidente di caccia durante una battuta di caccia

Incidente Tragico Caccia ApricaleIl triste caso di Apricale, vicino Imperia, sta diventando caso nazionale.
Sono tante le voci e le notizie che si susseguono da escursionista a bracconiere, ma ancora nessuno sa cosa realmente sia avvenuto.
Saranno le autorià a chiarire tutti i dettagli del caso e a far luce sulla storia del ragazzo vittima di questo tragico incidente.

Resta un tragico incidente colpa dell'imprudenza.
Non possiamo far altro che stringerci attorno al dolore dei familiari.

Notizie del genere possono solo farci riflettere e prendere coscenza dell'episodio e di quello che può accaderci ogni volta che stiamo svolgendo la nostra passione senza mai dimenticare che in mano abbiamo un'arma, non un giocattolo.

L'occhio dominante e la nostra insicurezza giocano un ruolo chiave

Doppietta Tradizionale Cal12 Esistono due modi per poter sparare. Uno più intuitivo è chiudere un occhio e concentrarsi sul mirino ed il bersaglio l'altro è tenere gli occhi aperti in ogni istante.
Io stesso, in maniera del tutto automatica, tendo spesso a tenere gli occhi aperti e chiudere nell'ultimo istante prima dello sparo l'occhio opposto alla spalla dove è poggiato il fucile per determinare la linea di tiro e ben focalizzare dove si trova il fucile rispetto al selvatico. Questo mi crea una sorta di "falsa sicurezza" perchè, se da un lato mi dà la sensazione di pieno controllo, al tempo stesso mi riduce la percezione di profondità e velocità del bersaglio.
Ovvio nulla che mi permetta di non centrare il selvatico, ma in qualche modo mi sto precludendo alcune facilitazioni che la vista binoculare è in grado di offrirci.

Quando, invece, spariamo con gli occhi aperti ben il 90% della nostra vista si focalizza sull'uccello o cinghiale di turno mentre il 10%, senza accorgercene, rimane consapevole della linea di tiro e dove si trova il mirino rispetto al bersaglio.
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