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Giovedì, 21 Febbraio 2019 22:02

Caricamento Sipe 32g per la piccola migratoria

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Polvere illustre immancabile fra le nostre scelte

Caricamento SIPE 32g luca Oggi ti parlo di una polvere che non ha bisogno di alcuna presentazione. Antica, ma sempre attuale la Sipe è un propellente molto apprezzato da noi cacciatori ed è quasi impossibile conoscere qualcuno che non abbia mai caricato questa polvere.

È una lamellare prodotta dalla Nobel Sport ed è facilmente reperibile in commercio in confezioni da 500g.
Nella mia zona è consumatissima e qualsiasi cacciatore siciliano è sempre pronto a lodarla.
Generalmente predilige il freddo, ma con il giusto assetto va bene tutto l'anno.
Risulta, infatti, una polvere abbastanza semplice da dosare. Si adatta benissimo al range dei 32-33, ma puoi anche oscillare con i giusti accorgimenti. Diciamo che difficilmente tradisce ed in canna non hai scusanti.
Sabato, 16 Febbraio 2019 08:33

Video caccia ed emozioni 2018/2019 della community

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Le foto condivise dalla community durante l'ultima stagione di caccia

Gerardo Massa Cacciatore Altri tempiCon tristezza anche quest'anno la caccia è giunta al termine. Come sempre ci sono pareri discordanti su come sia andata la stagione. Bella o brutta che sia sicuramente ci ha lasciato emozioni uniche, non trovi?

Per rendere omaggio a questa annata abbiamo raccolto le principali foto condivise dagli amici della community e le abbiamo montate assieme, senza effetti, così come sono state inviate, per ricordarci quello che abbiamo vissuto assieme e quello che potremmo aspettarci dalla prossima annata.

I media sono giunti da tutta italia ed una dalla Francia. Raccontano tutte le fasi della caccia, dalla ricarica sino a giungere sulla tavola dove in momenti di allegria e coesione festeggiamo la fatica e le emozioni affrontate...
Venerdì, 01 Febbraio 2019 06:38

Denunciati bracconieri grazie alle foto e video sui social

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Commenti e foto sui social aiutano le operazioni dei carabienieri forestali

testa lupo bracconiereGrazie alle manie di protagonismo, di cui buona parte di noi soffre, è possibile arginare il fenomeno del bracconaggio. Commenti, foto ed a volte video si diffondono rapidamente sulla rete e grazie al lavoro certosino delle autorità è spesso possibile risalire ai colpevoli ed inchiodare delinquenti.
L'ultimo caso si è verificato nel Cuneese dove una foto che ritraeva la testa di un lupo, con tanto di coda e proiettile in bella mostra, ha portato le forze dell'ordine a casa di un "sedicente cacciatore". Oltre al macabro trofeo del lupo ritrovati anche un fagiano di monte imbalsamato ed un ordigno bellico detenuto senza alcun permesso.

Sempre l'operato dei carabinieri forestali ha portato, stavolta in Abruzzo, alla denuncia di tre bracconieri che suoi social condividevano il video mentre bloccavano e tentavano di investire, deliberatamente, un branco di cinghiali.

Quest'anno i morti in incidenti di caccia sono stati 1/3 in meno

Sicurezza caccia diminuiscono incidentiSi chiude con un po' di malinconia anche questa stagione ed è interessante apprendere che il trend degli incidenti è in netto calo con un aumento significativo della sicurezza. Tema, quest'ultimo, assai delicato e in particolar modo sotto la lente dell'attenzione da parte dei mass media e dei non favorevoli alla caccia.

Durante l'arco dell'ultima giornata da caccia, dal 1° settembre 2018 al 30 gennaio 2019, in tutta Italia, sono stati 12 i decessi, di cui 2 non cacciatori (pari al 17% del totale), durante gli incidenti di caccia. 50 i feriti, di cui 13 non cacciatori. Questi dati sono nettamente migliori rispetto alla stagione precedente. Rispettivamente siamo a -33% e -17% rispetto alla stagione 2017/2018.
Martedì, 15 Gennaio 2019 07:17

ISPRA, invasione cinghiali non è colpa dei cacciatori

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I cacciatori incolpati ormai di ogni cosa...

Il Cinghiale è l'ungulato più diffuso in Italia e negli ultimi anni ha subito un incremento notevole tanto da potarlo ad estendere i suoi habitat ed entrare sempre più a contatto con l'uomo.

Non sono ormai rari gli incontri con questi selvatici anche nelle periferie delle grandi città ed i problemi ed i rischi derivanti sono alti. I Cinghiali, soprattutto i piccoli, se possono apparire indifesi sono, invece, incredibilmente pericolosi. Essi sono dotati di una massa di tutto rispetto e zanni affilate. Tuttavia il pericolo più grave è dovuto al suo colore scuro che lo rende di notte difficilmente visibile con pericoli per la viabilità.

Il recente incidente sull'A1, vicino Lodi, costato la vita ad un giovane e con diversi feriti dimostrano che il rischio è alto.

Ma perché sino a pochi anni fa non si parlava mai del problema cinghiali?

La popolazione dei cinghiali è cresciuta in maniera esponenziale. Si è subito puntati il dito contro i cacciatori, responsabili secondo alcuni di immissioni di selvatici, soprattutto di incroci con esemplari dell'Europa dell'Est che avrebbero reso i cinghiali più proliferi e grandi( Notizia smentita dallo studio. L'ISPRA censisce solo 16 sottospecie di cinghiale nel nostro paese e nessuna di queste sembrerebbe proveniente dai paesi dell'Est). Si arriva anche a leggere che la pressione venatoria aumenterebbe l'istinto dei cinghiali di sopravvivenza portandoli a proliferare di più.

dati cinghiali Ispra Parole a quanto pare senza fondamenta e senza studi. A chiarire il problema dell'invasione dei cinghiali è l'ISPRA l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale con uno studio molto approfondito sulla diffusione dei cinghiali negli ultimi anni.

Viene esclusa l'attività venatoria fra i fattori di crescita, anzi ad oggi è l'unico modo di concreto di arginare il fenomeno, e si focalizza il tutto sull'abbandono delle aree rurali.
Negli ultimi cento anni la popolazione italiana si è sempre più addensata nei centri urbani svuotando letteralmente borghi e paesi rimasti lì come testimonianza di una ruralità ormai fantasma.
Le nuove generazioni sono quelle del Web 4.0 dei comfort, della "vita sociale",dell'impiego dietro al pc o smartphone e non più del lavoro faticoso della terra.
La vita si svolge, pertanto, nelle grandi città ed i paesini non ben collegati si svuotano. All'aumentare di questo fenomeno si è visto che i cinghiali aumentano. Questo aumento è esponenziale e da non sottavalutare. Prima abbiamo parlato degli ultimi 100 anni, ma lo stesso studio condotto dall'ISPRA osserva come l'incremento della popolazione dei cinghiali sia in rapida crescita. Se ci spostiamo in Umbria e confrontiamo, ad esempio, i dati del 1991, poco meno di trent'anni fa, notiamo che la popolazione dei cinghiali nella regione era pressoché assente. Oggi la situazione è ben diversa. In Umbria attualmente è presente una popolazione ben numerosa e massiccia diventata ormai un problema per l'agricoltura locale e per le attività umane.

Cosa ha favorito questo aumento?

Parliamoci chiaro, l'unico vero predatore del cinghiale è l'uomo.
Anche il lupo se può scegliere preferisce non mettersi contro un massiccio cinghiale.

I contadini di un tempo vivevano di fatica e stenti e, sicuramente, un cinghiale selvatico rappresentava una risorsa ben più preziosa in dispensa che libero di pascolare nei raccolti. L'agricoltura moderna ed intensiva che predilige alcune colture rispetto ad altri ha anche favorito i Cinghiali consegnandogli cibo più abbondante ed appetibile portando, di conseguenza, l'aumento della proliferazione e, complice l'aumento delle temperature, si registra anche l'aumento del numero di gravidanze, da parte delle scrofe, durante il periodo dell'anno.

L'aumento della popolazione di cinghiale è un fatto concreto e da non sottovalutare. Ad oggi il cinghiale è presente su un’area di 190 km quadrati, cioè sul 64% del territorio italiano. Il cinghiale è diffuso da nord a sud, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, ma si concentra in particolare lungo la dorsale appenninica.
Se non si attuerà un inversione del trend sentiremo sempre più parlare del problema Cinghiale...

Ovviamente il problema è giunto sino alla camera dove l'onorevole Golinelli Guglielmo si è fatto porta voce sull'adeguamento della legge 157/92 per attuare seri interventi per la corretta gestione della fauna selvatica..