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Cacciatore vince ricorso di contestazione sulla mancata immediata annotazione dei capi abbattuti

appostamento fisso di caccia Nei giorni scorsi avevamo visto come la Regione Toscana si sia impegnata a chiarire quando esattamente deve avvenire l'annotazione sul tesserino dei capi abbattuti.
Arriva la prima conseguenza della mozione con l'assoluzione di un cacciatore assistito dalla associazione Federcaccia.
L'uomo aveva contestato, mesi fa, un verbale di due guardie ambientali volentarie in cui gli contestavano la mancata annotazione dei capi di selvaggina migratoria abbattuti come previsto dalla legge nazionale 157/92.

Il cacciatore, da parte sua, aveva spiegato alle guardie che senza un esame ravvicinato poteva annotare male il tesserino rischiando di falsare i dati sulla fauna prelevata.
Langhirano ParmaIl 24 aprile la Giunta regionale ha revocato le precedenti disposizioni sull'uso di munizioni di piombo per i piani di controllo ed abbattimento di ungulati nonché la commercializzazione delle carni di quest'ultimi.
A volere la determina è stato il PD con portavoce il consigliere regionale Gianluigi Molinari che si è battuto per eliminare il precedente divieto.

Se da una parte i proiettili monolitici, ovvero privi di piombo, eliminano il rischio di saturnismo queste palle rischiano di prolungare l'agonia degli animali in maniera atroce.
Essendo praticamente indeformabili, in più, le munizioni atossiche sono molto pericolosi per le persone che si trovano nella zona di caccia che possono essere colpiti da rimbalzi accidentali
Martedì, 01 Maggio 2018 12:33

L'elefante asiatico a rischio estinzione!

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La caccia alla pelle d'Elefante mette a serio rischio la popolazione asiatica

Elefante IndianoNon è passato neanche tanto dalla triste notizia dell'estinzione del rinoceronte bianco settentrionale, che uno studio britannico lancia un allarme sullo stato di conservazione dell'elefante asiatico (conosciuto anche col nome di elefante indiano).

A parlare Belinda Stewart-Cox, direttrice di Elephant Family, che ha presentato al mondo il nuovo pericolo a cui vanno incontro questi splendidi mammiferi.
Dal 2014, inizio del monitoraggio della rete da parte dell'associazione è aumentata, in maniera esponenziale, la pubblicità di prodotti realizzati con la pelle d'elefante.
Gli elefanti asiatici, rispetto ai cugini africani, non soffrono molto il bracconaggio d'avorio per via delle zanne molto più piccole, ma soffrono terribilmente la diminuzione degli habitat ed i continui conflitti con l'uomo. Infatti, a parte le tigri che possono minacciare difficilmente i piccoli, l'uomo caccia questi animali per proteggere le colture ed allontanarli dai proprio villaggi.

Era convinto di aver sotto mira un Cervo

Incidente val RendenaSi conclude, per adesso, ad un patteggiamento ad un anno di pena il processo per omicidio colposo che ha visto il 53enne Luigi Da Rin D'Iseppo protagonista di un tragico incidente svolto lo scorso 11 settembre.
L'uomo era a caccia in Val Rendena assieme ad un gruppo di amici, era quasi giunto l'imbrunire che, destato da un fruscio e credendo di aver nel mirino un cervo, sparò colpendo, invece, l'amico Michele Penava.
L'uomo 70enne fu raggiunto al ventre, ma nonostante gli immediati soccorsi con l'arrivo dei Vigili del Fuoco e l'arrivo sei sanitari in elicottero non ci fu nulla fare. Michele Penasa era un guardiacaccia in pensione molto conosciuto in zona.

I carabienieri giunti per ricostruire l'accaduto identificarono che a commettere il tragico errore fu Luigi Da Rin D'Iseppo.

Partito il processo penale la vicenda si è conclusa ieri davanti al giudice Claudia Miori con un accordo tra l'avvocato della difesa Mauro Bondi e il pm Marco Gallina.
L'uomo dovrà scontare un anno di reclusione in attesa, adesso, del procedimento civile per il risarcimento del danno.
Tuttavia la pena inflitta non soddisfa i familiari della vittima che avevano richiesto più volte un approfondimento delle indagini per chiarire i dubbi ancora presenti sulle dinamiche dell'incidente di caccia.
A tradire il cacciatore sembra si stata la scarsa visibilità data dalla zona boschiva e dall'orario.

Si improvvisano cacciatori in un'area verde della città

Palermo polizia forestale In città, zona Calatafimi, esattamente in via Riserva Reale a Palermo, in un'area verde, alcuni residenti hanno allertato le autorità a causa dei continui colpi di arma da fuoco sparati a ridosso delle abitazioni.
Gli agenti arrivati sul luogo hanno provveduto a fermare tre giovani esattamente di 22, 25 e 15 anni. I tre armati di un fucile calibro 10 e due fucili ad aria compressa, tutti e tre vietati per uso caccia, sparavano per diletto a tutti gli animali che avvistavano.
Sul posto sono intervenuti anche i forestali del distaccamento di Villagrazia.