Solo registrandoti puoi accedere a tutti gli articoli e alle utili funzionalità riservate. Cosa aspetti? La registrazione è facile e totalmente gratuita!

Registrati - FAQ sito - Contattaci - Chi siamo

Domenica, 14 Ottobre 2018 00:27

Come prendersi cura degli strozzatori del fucile

Scritto da

Strozzatori interni Gli strozzatori rimovibili arrivano nel mercato alla fine degli anni '70 con la serie di fucili Winchester 101. Questi hanno un po' rivoluzionato i fucili ad anima liscia rendendoli molto più versatili e concedendo ai vari tiratori di usufruire di un'arma sola per tutte le varie attività.
Gli strozzatori permettono di variare il comportamento della rosata andando a "stringere" più o meno o allungando la canna sino ai più moderni rivestiti in nano ceramica che aiutano ad aumentare le velocità iniziali.

In pratica hai solo l'imbarazzo della scelta. Tuttavia gli strozzatori rimovibili richiedono una leggera accortezza, maggior cura e manutenzione rispetto ad una canna fissa. Risulta, quindi, importante prendersi cura degli strozzatori ed imparare a mantenerli correttamente.

Terribile incidente di caccia durante una battuta di caccia

Incidente Tragico Caccia ApricaleIl triste caso di Apricale, vicino Imperia, sta diventando caso nazionale.
Sono tante le voci e le notizie che si susseguono da escursionista a bracconiere, ma ancora nessuno sa cosa realmente sia avvenuto.
Saranno le autorià a chiarire tutti i dettagli del caso e a far luce sulla storia del ragazzo vittima di questo tragico incidente.

Resta un tragico incidente colpa dell'imprudenza.
Non possiamo far altro che stringerci attorno al dolore dei familiari.

Notizie del genere possono solo farci riflettere e prendere coscenza dell'episodio e di quello che può accaderci ogni volta che stiamo svolgendo la nostra passione senza mai dimenticare che in mano abbiamo un'arma, non un giocattolo.

L'onorevole Maria Cristina Caretta (Fratelli d'Italia), cacciatrice e presidente dell'Associazione Cacciatori Veneti - Confavi, risponde alle pesanti accuse lanciate al mondo venatorio, in questi giorni, dalla Parlamentare Brambilla per promuovere la sua nuova proposta sulla legge sulla caccia.

La carretta rimanda al mittente le accuse lanciate dall'attivista ambientalista, che lasciano un po' il tempo che trovano, e ribadisce che l'attività venatoria è un'attività legare e contribuiscono alla tutela e alla conservazione di alcune specie altrimenti destinate a sparire.

Con la troppa antropizzazione dei territori e la riduzione degli habitat stiamo assistendo ad un aumento incontrollato di alcuni predatori a discapito di molte altre specie. Chi se ne occupa se non i cacciatori?

L'Onorevole continua chiarendo che i bracconieri non vanno confusi con gli appassionati dell'attività venatoria che svolgono le loro attività nel pieno rispetto delle direttive comunitarie, delle leggi nazionali e delle normative regionali.

Vanno aggiunti ulteriori vincoli e maggiori controlli

La parlamentare ed attivista Michela Brambilla si fissa l'obiettivo di abolire la caccia nei prossimi anni. Nel mentre propone di introdurre nuove limitazioni e controlli più severi nell'attività venatoria.
L'attivista e presidentie del Movimento Animalista, in questi giorni ha presentato tre nuove proposte di legge atte a raddoppiare le distanze di sicurezza; vietare la caccia la domenica; punire più severamente i bracconieri.

L'obiettivo del partito è arrivare ad impedire proprio l'apertura della stagione venatoria considerata inaccettabile con la persecuzione di povere creature indifese.
Secondo Brambilla ogni stagione vede i cacciatori uccidere sino a 400-500milioni di animali e le attuali normative sono datate ed inaccettabili.

Se le norme proposte dall'attivista dovrebbero passare la caccia davvero rischierebbe di chiudere.

L'occhio dominante e la nostra insicurezza giocano un ruolo chiave

Doppietta Tradizionale Cal12 Esistono due modi per poter sparare. Uno più intuitivo è chiudere un occhio e concentrarsi sul mirino ed il bersaglio l'altro è tenere gli occhi aperti in ogni istante.
Io stesso, in maniera del tutto automatica, tendo spesso a tenere gli occhi aperti e chiudere nell'ultimo istante prima dello sparo l'occhio opposto alla spalla dove è poggiato il fucile per determinare la linea di tiro e ben focalizzare dove si trova il fucile rispetto al selvatico. Questo mi crea una sorta di "falsa sicurezza" perchè, se da un lato mi dà la sensazione di pieno controllo, al tempo stesso mi riduce la percezione di profondità e velocità del bersaglio.
Ovvio nulla che mi permetta di non centrare il selvatico, ma in qualche modo mi sto precludendo alcune facilitazioni che la vista binoculare è in grado di offrirci.

Quando, invece, spariamo con gli occhi aperti ben il 90% della nostra vista si focalizza sull'uccello o cinghiale di turno mentre il 10%, senza accorgercene, rimane consapevole della linea di tiro e dove si trova il mirino rispetto al bersaglio.